lunedì 27 giugno 2022

La libertà di essere infelici



“Devi essere grato.”

“Ogni mattina devi svegliarti e trovare dei motivi per essere felice.”

Quante volte lo avete sentito o letto? Io, addirittura, tenevo un diario della gratitudine attraverso un’applicazione per il cellulare.

Vibrare di energia positiva porta altra energia positiva, dicono. Se mi sento nell’abbondanza, anche se sono povero come la morte, attirerò abbondanza perché lì andrà la mia energia.

Ci ho provato, giuro. Ci ho provato per anni e non funziona. Per me quantomeno.

Mi alzavo la mattina e sotterravo la tristezza, la voglia di morire, la povertà dicendomi: “Beh, ma ho un tetto, un letto e da mangiare”. In effetti avrei dovuto avere meno da mangiare per entrare in una taglia normopeso.

Ve lo dico chiaro e tondo: nascondere l’infelicità o la povertà sotto venti strati di buone intenzioni non porta nessun cambiamento, anzi, ti fa sentire un idiota.

E allora vogliamo darcelo il permesso di stare male?

“Io oggi sto di merda!”

“Io non sono grato per niente e non sono nell’abbondanza, affatto!”

E diciamocela la verità. Non è fingere che le cose vadano bene a farle andare bene. Negare come ci si sente davvero, la propria tristezza, i sentimenti neri, porta solo frustrazione.

È quando ci apriamo del tutto a noi e alla nostra vera situazione, quando ci accettiamo esattamente come siamo che la magia si innesca.

“Io sto da schifo. Vorrei spararmi un colpo in testa piuttosto di vivere così.”

Entriamo fino in fondo dentro l’abisso del nostro cuore. Accogliamolo del tutto. Prendiamo atto della vera situazione in cui viviamo, non scappiamo più.

Oh, se ci sentiremo più sollevati.

E tu? Com’è la tua vita? Sai, puoi dire che va male, che è una schifezza, che soffri per amore, che ti senti solo e disperato. Hai il permesso di vivere tutte le emozioni negative senza sentirti costretto a essere grato per niente.

Quando avrai accettato tutto il male, quando sarai diventato tu stesso il male che hai dentro, allora e solo allora le cose potranno cambiare.

Accogliere fino in fondo l’ombra è il primo passo per stare meglio.

Oggi non ho paura di dirlo: io non sono felice, per niente. Mi sento sola e disperata a volte. Ma è anche grazie a questi sentimenti negativi che posso dare una mano agli altri. Non me ne vergogno, anzi, scendere nel mio caos, di tanto in tanto, è istruttivo.

Per cui, se anche tu stai così, va bene. Ammettere di essere infelici e per niente grati è il primo passo per innescare un cambiamento positivo.

mercoledì 1 giugno 2022

Essere pronti al cambiamento

In tanti dicono di voler cambiare. Dicono.

“È arrivato il momento di sciogliere questi blocchi!”

“Sono pront* ad accettarmi finalmente!”

Bla bla bla. Tante belle parole che muoiono alla prima, microscopica, difficoltà.

Quanti ne vedo ogni giorno. C’è chi è prontissimo a lasciare il “vecchio” e liberarsi delle zavorre, ma poi cerca la più piccola scusa per interrompere il percorso. Altri che finalmente sono pronti a restare soli finché non troveranno la persona equilibrata e davvero giusta per loro, ma che in realtà si buttano su qualunque cosa respiri per non affrontare sul serio il vuoto interiore.

Diciamocelo, il cambiamento, quello vero, è difficile. Per quanto la nostra realtà sia brutta, stretta, invivibile, è nostra. Il piccolo orticello che coltiviamo da una vita. Sì, è pieno di parassiti, però lo conosciamo così bene che buttare il diserbante scoccia.

Il diserbante per la vita vera si chiama distruzione. C’è la distruzione assoluta e improvvisa, ovvero il “calcio in culo” dell’universo in cui si sbatte di tanto in tanto, e poi c’è la distruzione che scegliamo, il famoso “da domani cambio tutto”.

Se il primo caso arriva all’improvviso e ti lascia senza fiato, come un licenziamento, una relazione che finisce perché uno dei due tradiva, una morte improvvisa e così via, il secondo caso lo scegliamo noi.

E quanto è difficile scegliere!

A parole sono bravi tutti. Non avete idea di quante persone arrivino da me convinte… sì, ma convinte io possa fare l’abracadabra per risolvere in un tocco, e in modo indolore, tutti i loro casini.

Non funziona così. La distruzione implica tristezza, macerie e rinascita. Implica perdersi del tutto per ritrovarsi migliori di prima. Il famoso proverbio che amo tanto e che ho fatto mio: “Non si scoprono terre nuove senza accettare di perdere di vista, prima, e per molto tempo, ogni terra conosciuta.”

Ahimè, la stragrande maggioranza della gente, se può scegliere, al massimo nuota a cento metri dalla riva. Con salvagente.

Stanotte ho fatto un sogno bellissimo, c’era Damon Salvatore nudo, e già per questo era bellissimo, ma la cosa migliore è stata una frase che mi ha detto: “La gente ha paura di te perché li destabilizzi.”

Quanto aveva ragione. Io porto in me l’energia della distruzione. Ci ho messo un po’ ad accettarlo e a capire come usarlo a mio vantaggio. Di fatto, io aiuto gli altri a cambiare in modo radicale, e le persone che fanno finta, che vogliono trasformarsi, ma solo con la testa, dopo qualche incontro scappano. Chi usa la scusa dei soldi, chi del tempo. Pretesti, perché cambiare sul serio, nel profondo, fa fottutamente paura.

E tu, che dici di lavorare su te stesso da tempo, sei davvero pronto al cambiamento o è una storiella che ti racconti?


mercoledì 18 maggio 2022

Linguaggi di Luce


Se bazzicate nell’ambiente “olistico” vi sarà sicuramente capitato di imbattervi in qualche codice o Linguaggio di Luce. Da qualche anno, infatti, tanti operatori hanno iniziato a canalizzate queste espressioni che, di base, si dividono in: segni disegnati, linguaggio, movimento delle mani.

I segni disegnati sono dei veri e propri simboli che possono essere focalizzati in pochi tratti o addirittura in pagine e pagine di codici.

Il linguaggio, come dice il termine stesso, è una lingua parlata. Come per quelle terrestri, ci sono un’infinità di Lingue Stellari con inflessioni e parole diverse.

Il movimento delle mani può esserci da solo o unirsi alle lingue parlate. In pratica è una sorta di manipolazione dell’energia in cui i codici diventano movimenti fisici.

Qualunque sia l'espressione, lo scopo è aiutare a sciogliere ciò che non serve più, aumentare la vibrazione e ricollegarsi alla propria natura spirituale.

Tutti gli esseri umani, potenzialmente, conoscono le Lingue Stellari nelle loro molteplici forme, poiché tutti siamo stati esseri stellari. Tuttavia, solo gli umani davvero pronti al risveglio ricordano. Non fraintendete quest’ultima frase. Ci sono operatori risvegliati che non parlano o scrivono Linguaggi di Luce. Penso dipenda anche dal ruolo che si ricopre sulla Terra e dall’obiettivo che la nostra anima si è posta.

C’è da aggiungere anche un altro importantissimo dettaglio: non tutti i Linguaggi Stellari sono di Luce.

Mi spiego meglio. Nella nostra ristretta mente umana che ha bisogno di classificare tutto, abbiamo chiamato Linguaggio di Luce tutto quello che arriva dallo spazio. Ma lo spazio non è tutta Luce, per metà è Caos. I popoli stellari caotici non hanno linguaggi? Certo che li hanno e, se siamo sulla loro lunghezza d’onda, parleremo Lingue di Caos e non di Luce.

Luce e caos, sempre qui finiamo. Non c’è giusto o sbagliato. Se siamo totalmente nella Luce, siamo nell’immobilità dell’anima pura. Nell’amore, certo, ma un amore statico in cui tutto si annulla. Se siamo completamente nel Caos, tutto è confusione.

La vita, soprattutto carnale, deve essere nell’equilibrio. Yin & Yang. 

Arrivando al succo, se siamo disequilibrati, in sintonia con i popoli stellari caotici, probabilmente canalizzeremo Lingue di Caos e non di Luce. Condividendole con altri, aiuteremo il Caos e non la Luce.

Come capire da che “parte” stiamo? Al di là dell’intuito personale, che può essere del tutto compromesso, basta anche un semplice test di radiestesia, l’importante è che sia fatto nell’assoluta neutralità.

Quanto sono nella Luce da 0 a 100%? Avere un 20%/30% di caos è normale e salutare, oserei dire. Sopra al 50% cominciate a mettervi in allerta.

Quanto il codice che ho canalizzato è nella Luce? E così via.

Concludendo, discernete con attenzione chi lasciate entrare nella vostra vita, che siate canalizzatori o riceventi.

venerdì 13 maggio 2022

Siamo soli

Tutti passiamo momenti caotici nella nostra vita. Attimi di buio totale in cui i sentimenti negativi prevalgono. Ci svegliamo la mattina in preda a rabbia, rancore e tristezza. Un giorno, due giorni, un mese. Periodi interi della nostra vita sono inghiottiti dal buio. A me è capitato la scorsa estate, tra fine agosto e settembre. Ho avuto un mese che potrei definire “la notte nera dell’anima”. In quel periodo non ero sola. Si erano avvicinate a me delle anime antiche con cui ho vissuto tante esistenze.

Voi direte: “Che bello, ti hanno aiutata ad affrontare la tua crisi?”

Col cazzo.

Sono entrate nella mia vita un bel giorno e mi hanno fatto sentire amata, a casa, felice come non lo ero da anni. Completa. Per poi abbandonarmi nel caos. Nel periodo peggiore in assoluto, invece di venirmi in soccorso, di aprirmi gli occhi, di aiutarmi, hanno mentito, hanno omesso eventi e fatti. Mi hanno esclusa, però fingendo di farmi partecipe. Il tutto condito da messaggi carini ed emoticon accattivanti, come si usa nella cosiddetta era moderna.

L’ho saputo ieri e, dopo una notte insonne, ho deciso di mettere tutto nero su bianco. D’altronde la scrittura è sempre stata il modo migliore per esprimermi.

Ed è così che va la vita, cari lettori: siamo soli. Nei momenti peggiori siamo sempre soli. Ficcatevelo in testa.

E forse vi chiederete perché mai se queste anime così antiche e affini mi erano vicine, mi hanno abbandonato proprio nel momento del bisogno. Semplice: avevano paura.

A quanto pare il mio caos fa paura. Non ero pronta, non ero adatta ma soprattutto ero pericolosa. Si sa, noi rosse stronze un po’ di fifa la facciamo, se poi consideriamo che in tante vite ero votata al male, posso capire perché.

Sapete cos’è successo poi? Io ho sofferto enormemente per la perdita di queste persone che si sono allontanate del tutto. All’epoca non ne capivo la ragione e, ovviamente, a domanda diretta non hanno risposto.

In questa lunghissima notte in bianco, dopo aver compreso la verità, mi sono arrabbiata e intristita e disperata. Infine è spuntata l’alba. Ho preso i miei quadranti di radiestesia e ho fatto qualche misurazione. Oggi la mia vibrazione è infinitamente superiore alla loro. E per infinitamente intendo proprio infinitamente, come un lombrico con un angelo. Mentre la mia percentuale di caos è molto più bassa della loro.

In poche parole, in questi mesi io sono diventata una dea e loro sono le cacchette che hanno dimostrato di essere a settembre.

Una dea non parla così? Avete ragione, ma d’altronde in primis resto sempre una Rossa Stronza. E ne vado fiera.

Se anche voi siete nella vostra “notte nera dell’anima”, non mollate e non confidate in nessuno. Ne uscirete, ve lo assicuro, e sarete più forti e divini che mai.

giovedì 21 aprile 2022

Luce VS Tenebra


Ne ho parlato tanto ultimamente, ma oggi voglio essere specifica, a costo di venir presa per pazza invasata. Ci tengo a precisare che tutto ciò che sto per scrivere non mi arriva da alcun maestro né libro o corso, è solo esperienza sul campo di battaglia nell’arco dell’ultimo anno. Tutto vissuto in prima persona e comprovato da campagni di guerra.

Esatto, guerra. La famosa guerra di luce e tenebre, avete presente? La fase critica è iniziata da un po’ e tutte le anime pronte ad affrontarla si stanno risvegliando ora.

Iniziamo con lo spiegare bene un concetto errato che va diffondendosi: vibrare alto non significa essere protetti.

Partiamo dalla base: cosa significa vibrazione? Prenderò come riferimento la scala Bovis usata soprattutto in radiestesia. Un umano tipo, senza particolari routine spirituali, vibra di media tra gli 8.000 e i 10.000 Bovis. Una persona con patologie di vario tipo, corrotta da entità di basso livello o con l’anima molto frammentata e sparsa, vibrerà molto più basso. Un umano evoluto può arrivare ad avere una vibrazione di oltre 20.000 Bovis, ovvero entrare nella sfera delle energie spirituali. Tutto questo non è nuovo, lo spiega in modo esaustivo e semplice James Redfield nella Profezia di Celestino, e molti altri prima di lui.

Ora, quello che in tanti non sanno, o non vogliono sapere, è che la cosiddetta Tenebra può vibrare altissimo. Non ci sono solo larve astrali ed esseri malvagi di bassa vibrazione. Onestamente, ormai spero di incontrare cose simili perché sono davvero facili da eliminare. Quello di cui dovremmo avere timore sono gli esseri di altissima vibrazione che perseguono il Caos.

Sfatiamo anche un altro mito così caro alla nostra mente 3D: bene e male non esistono. Esiste la Luce che nella forma più pura significa immutabilità, ed esiste il Caos, che non per forza è malvagio. La nostra testolina limitata vede bianco o nero, non riesce a percepire le sfumature. Quello che dobbiamo perseguire non è “essere nella luce” bensì “essere in equilibrio”. Di grazia, non vorrei mai tornare nel brodo primordiale di anima in cui annullarmi, preferisco una buona dose di ombra nella mia vita!

Altra brutta notizia: anche se siamo in equilibrio perfetto, con un’alta vibrazione, non siamo automaticamente protetti. Vi dirò di più: nessuno può proteggerci se un essere caotico di alta vibrazione ci vuole, nemmeno angeli e arcangeli. Esistono dinamiche cosmiche per le quali non tutte le guide votate al bene, e a nostro favore, possono intromettersi. Anche loro hanno leggi, territori, patti e molto altro con lo scopo di mantenere la pace e l’equilibrio universale. In più, spesso il livello è pari.

Prendiamo il grado più alto di alieni caotici che ora è vicino all’umanità. Noi li chiamiamo alieni di settimo grado. Esistono livelli superiori ma vi assicuro che non ho fretta di incontrarli. Questi alieni di settimo grado non hanno il permesso di scendere sulla Terra perché questo mondo è protetto dalla Federazione Galattica. Questo però non vieta loro di insinuarsi nella mente delle persone e di “rapire” dei pezzetti di anima per portarli nel loro di mondo.

Immagino gli scettici ridere: “Che cos’è, Matrix? Stai dando i numeri?”. Riderei con loro in effetti. Mi piacerebbe un sacco. A volte, mi sveglio la mattina e spero sia stato solo un incubo. Invece è così. Da molti mesi ormai libero le persone dai loro impianti o recupero anime martoriate usate per gli esperimenti. Non ve lo auguro.

Senza scendere troppo nei dettagli, questi simpatici esserini non perseguono mica il male. La loro vibrazione è altissima e la loro tecnologia supera di mille volte la nostra. Vogliono solo studiarci e usare la nostra energia a piacimento. Non sono demoni malvagi che godono a vederci strisciare, sia ben chiaro. Il fatto che i loro esperimenti ci facciano del male, è un danno secondario.

Pertanto, anche se vibrate alto, non siete protetti, il contrario: siete più allettanti ai loro occhi. Il vero “male” per noi umani in questo momento vibra altissimo. Essendo poi, questi alieni, estremamente intelligenti, sono anche abili trasformisti per i creduloni. Che cosa ci vuole a imitare un angelo, una mamma amorevole, una guida compassionevole? Niente per loro. E una volta che ci fidiamo, prelevare un pezzetto della nostra anima o mettere degli impianti che ci rendono schiavi è una passeggiata. Vedo ogni giorno guide spirituali raggirate, che credono di portare luce e amore e invece sono tramiti inconsapevoli per il reclutamento di cavie.

Non infrangono i trattati con la Terra, restano a distanza. Semplice, no?

Questa è la guerra di Luce e Tenebra, a questo siamo chiamati. È il nome a essere sbagliato: questa è la guerra di Equilibrio e Caos. Per mia sfiga, in questa vita ho optato per il “bene”. Dico per sfiga perché sarebbe molto più semplice stare dal loro lato anziché svegliarmi ogni mattina chiedendomi se con gli incubi della notte sono riusciti a scalfire le mie protezioni.

È il momento di lasciare tutto ciò che è rassicurante, prendere la pillola rossa e vedere quanto è profonda la tana del Bianconiglio. Forse l’ho già scritto, mi ripeto. Questa è a tutti gli effetti una chiamata alle armi perché è arrivato il momento di combattere sul serio.



giovedì 24 marzo 2022

Falsi profeti

Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi rapaci. [Matteo 7:15]

E niente, in questi ultimi giorni mi sento molto biblica. Non so perché mi stanno tornando in mente un sacco di passi studiati da ragazzina che vedo manifestarsi nel presente.

Questo dei falsi profeti, in particolare, lo noto nel quotidiano. Non mi riferisco a fatti di politica bensì resto nel campo “olistico”. Oggi, più che mai, gli “operatori del risveglio” sono preziosi per aiutare le persone a uscire da questa Matrix.

Oddio come scrivo forbito! Mi manca solo da aggiungere un “quantica” buttata a caso e mi sentirò di tendenza.

Dicevo, gli operatori olistici sono importanti e, nel male e nel bene, ce ne sono sempre di più. Perché nel male? Semplice, alcuni non sanno quello che fanno.

Se continuo così tra poco mi scomunicheranno… ah no, non ho fatto la Comunione. Giuro che la smetto.

Il problema di questi tempi nel campo olistico è che tutti hanno iniziato a canalizzare, ovvero a fare da filtro a entità non meglio identificate per trasmettere messaggi al genere umano. C’è la convinzione profonda che se vibriamo alto ci connetteremo solo a entità pure e benefiche. Riassumo le frasi tipo:

“Non avere paura, nella luce nulla di male può accadere.”

“Non preoccuparti, se resti nel campo del cuore attiri solo energie positive.”

“Non temere, se la tua frequenza è alta, nulla può toccarti.”

E fatemelo dire: col cazzo.

Non è così, punto e basta. Anzi, più siete in alto, più siete nella luce, più siete nelle vibrazioni divine, più siete succulenti agli occhi “del male”. Aspettano solo di papparsi la vostra energia e, nel caso voi lavoriate nel campo olistico, di papparsi quella dei vostri clienti.

Come fanno? Dimenticate larve astrali ed energie di bassa vibrazione facilmente identificabili. Stiamo parlando di esseri che vibrano più di voi, che hanno tecnologia avanzata e che sono maestri nel travestimento.

Arrivano come esseri di luce, vi ingannano, stipulano un patto sulla vostra buona fede e poi vi usano finché gli servite.

Tutto ciò è spaventoso? Sì, lo è. Questi sono “gli ultimi tempi”, questa è la “guerra della luce contro il buio”. Ci siamo in mezzo ora. E ora è il momento di decidere da che parte stare.

A questo punto vi chiederete come riconoscerli e proteggervi. Sia ben chiaro: non esiste una guida scritta. Io e alcune altre persone con cui condivido il percorso, stiamo lottando con tutte le nostre forze per restare “puliti” e aiutare gli altri a liberarsi. In questo ultimo anno di battaglia sul campo, abbiamo individuato dei modus operandi che dovrebbero mettervi in allerta.

1. Lassù hanno pochissimo tempo per voi. Nessuno viene a suggerirvi corsi da fare o a darvi istruzioni. I messaggi che arrivano spontaneamente sono pochi e di vitale importanza.

2. Se siete voi a contattare i piani alti, la comunicazione arriverà a domanda diretta. Sempre per la teoria che non hanno tempo da perdere, soprattutto con le guerre cosmiche in atto, i messaggi saranno brevi e criptici. Perciò lunghe canalizzazioni sono frutto soprattutto dei “ricami” dell’operatore e della sua parte divina.

3. Non creano dipendenza. Mai! Mai! Mai! Un essere superiore non vi coccola, non vi dà la forza, non vi tiene abbracciati… o meglio, non un essere superiore benevolo. Chi tifa per la vostra evoluzione al massimo vi dà una botta energetica per risvegliarvi e tirare fuori le vostre potenzialità. Diciamo che preferiscono le sberle alle coccole, almeno nel mio caso. Sapete chi vi coccola e vi tiene stretto a sé? Chi vuole imprigionare la vostra anima e ciucciarvi l’energia.

4. Lassù vogliono che stiate incarnati. Siete venuti qui per questo! Okay ai brevi viaggi astrali andata e ritorno, ma non all’anima sempre ai piani alti. Un consiglio: misuratevi ogni mattina con pendolo e quadrante a percentuale. Quanto la mia anima è fuori? Quanto la mia anima è con (inserire nome entità con cui crediamo di parlare)? O magari un bel: Quanto la mia anima è prigioniera di (inserire nome entità con cui crediamo di parlare)?

5. Un essere superiore non nega il male, anzi, vi mette in allerta. Questa pantomima del “non parliamo dell’oscurità perché altrimenti diamo forza a quell’energia” ci stava nel 2012, non oggi. Oggi l’oscurità è furba, intelligente e ci entra direttamente in testa, soprattutto di notte quando dormiamo.

Proteggetevi. Incensi e Palo Santo? I cattivi li usano per farci le inalazioni, lasciate perdere. Usate figure di geometria sacra come lo Stargate, le pentasfere, le genese, la Merkaba... Usate la forza degli elementi naturali sacri, come il Fuoco, in particolare il Fuoco nella sua energia Verde che potete amplificare con le figure di geometria sacra. Richiamatelo ogni giorno per ripulirvi.

Se non ce la fate, se credete di essere sotto attacco diretto, chiamate me.

Sapete come vinceremo questa guerra? Mettendoci in dubbio ogni giorno e facendo squadra.

domenica 20 marzo 2022

La birra galattica


Io li invidio davvero quelli che hanno tutte le verità in pugno. Mi riferisco a quelli convintissimi: bianco o nero. È così punto e basta. E sono devoti alla loro ragione, scrupolosi fino all’ultimo dettaglio di quel credo assoluto. Ci ricamano su tutta la loro esistenza. Ne sono gelosa.

Quelli come me, invece, sono sempre pieni di dubbi e di mezze verità. Non sanno mai quanto spingersi nelle loro credenze. C’è sempre quella vocina che sussurra “ma ne sei proprio certa?” oppure “e se non fosse così?”.

Questa realtà mi si è rovesciata addosso stasera, tipo doccia fredda. Per qualche mistica ragione il mio intuito mi ha portato a iscrivermi a un segretissimo gruppo Facebook dedicato al concetto di fiamma gemella. Mi piaceva l’idea di condividere e ampliare le mie idee in proposito, perciò mi sono iscritta e, dopo essere stata approvata, ho postato qualche riga sulla mia esperienza.

Già per quello mi sono sentita dare dell’egoica. A quanto pare è immorale dire pubblicamente che ci sono persone risvegliate e altre dormienti. Non importa se è un dato di fatto, che tra l’altro rispetto visto che ognuno ha il suo disegno di vita, se lo dici è perché ti senti superiore. Okay, ne prendo atto. Poi, nei commenti, per rispondere alle domande di altri utenti ho fatto la pipì fuori dal vasino e ho iniziato a parlare della mia esperienza con le fiamme astrali, primordiali e terrene. È stato a quel punto che si è scatenato l’inferno. La fiamma è una e una sola: l’anima divisa in due e messa in due corpi terreni. Punto. E chi osa contraddire la verità assoluta del moderatore sarà bannato.

Io, portatrice di notizie false e tendenziose a quanto pare ho distrutto il clima ortodosso del gruppo. Non mi sono sprecata nemmeno di rispondere. Ho cancellato il post iniziale e mi sono auto-rimossa. Mea culpa, mea maxima culpa. Incassa e porta a casa, anarchica bastarda.

Ecco, io mi ci vedo nell’universo, con la mia fiamma primordiale, al massimo del mio potere malefico. Siamo seduti in un bar galattico e discutiamo sul futuro:

«Senti un po’, Aid, il prossimo pianeta lo distruggo io.»

«E no, cazzo. Hai distrutto già questo, il prossimo è mio!»

«Senti, giochiamocela. Chi finisce per primo una pinta di birra si becca il pianeta.»

«E chi perde?»

«Si incarna sulla Terra.»

«Affare fatto.»

Ecco come sono finita in questo posto di merda, tra l’altro a scontare il karma di tutti quei pianeti distrutti.

Insomma, non importa che l’anima sia infinita, che si scinda in tantissime vite su più universi, che nel farlo stringa un numero spropositato di legami così enormi da essere inconcepibili per il nostro cervellino umano. La fiamma gemella è una sola! Già, come no.

Però li invidio quelli delle verità in pugno. Per loro la vita è più semplice e la notte, invece di scrivere, dormono.

martedì 8 marzo 2022

Donne VS Uomini


Siamo nella cosiddetta “settimana della donna”. Dallo scorso weekend sono partite nei supermercati le richieste di donazioni al Telefono Rosa. Non so quanti post ho già visto sui social che, con la scusa dell’8 marzo, ti vogliono vendere di tutto.

Io per la festa della donna farò un weekend di difesa personale. Questa è un’iniziativa che mi piace molto.

Si parla tanto di lotta alla violenza sulle donne e si immaginano i casi più terribili, dove ci sono pugni e sangue, ma nessuno invita le donne a difendersi. Non c’è la cultura della difesa personale, le vogliono solo far fuggire senza permettere loro di imporsi.

E oltre alla violenza fisica, ce n’è una molto più subdola, quella psicologica e mentale.

Ancora troppe donne scelgono di stare in una situazione scomoda piuttosto di prendersi la responsabilità della propria vita. Concetto forte? Lo deve essere. Siamo nel 2022 e bisogna svegliarsi.

Nel mio piccolo, ho modo di osservare tante donne e vedo scene di vita coniugale classificate come “normali” che mi fanno inorridire. Ragazze che vengono definite “poco di buono” se osano darsi piacere senza attendere l’uomo. Donne che devono nascondere al marito la decisione di intraprendere un percorso per sentirsi meglio… perché lui non capirebbe.

Non è forse violenza questa? E di chi è la colpa, dell’uomo che vieta o della donna che accetta a capo chino?

In questo strano momento storico abbiamo una buona fetta di maschi che non ha la più pallida idea di cosa fare, dove andare e come comportarsi. Ai tempi dei nostri padri e nonni, era facile: l’uomo portava i soldi, la donna cresceva i figli. L’uomo ordinava, la donna obbediva. Le donne soffrivano? Certo, ma il tutto era nascosto sotto un pesante strato di perbenismo.

Oggi l’indipendenza delle donne spaventa. Così, il maschio alfa, quello che compensa col testosterone i pochi centimetri che madre natura gli ha concesso, si indigna di fronte a una partner che invece di aspettare, bramosa, il suo bastone di dio, usa un vibratore. Allo stesso modo, l’uomo delle caverne non comprende il perché la sua donna voglia essere felice a prescindere da lui, voglia delle amicizie e degli impegni fuori dalla coppia. Che poi la femmina abbia delle convinzioni diverse dalle sue, è follia, e questi pensieri assurdi vanno bloccati e denigrati.

La paura è alla base. Paura di non esercitare più il controllo, di perdere il potere, di non valere niente. 

E le loro donne? Si adattano. Pagano a caro prezzo la sicurezza. 

Sicurezza.

Uno stipendio sicuro, qualcuno che ci sia in caso di bisogno, la realizzazione stile Mulino Bianco.

Piuttosto di restare sola, accetto di essere prigioniera.

Piuttosto di contare solo sulle mie forze, accetto di soffocare i miei bisogni.

Piuttosto di restare zitella e senza figli, accetto di castigare la mia sessualità.

Piuttosto di vivere, accetto di morire.

La società che ci ha educati a coppie monogame, alla gelosia, alla netta distinzione tra sessi, ai ruoli, crolla davanti a una nuova era. E lascia uomini e donne smarriti.

Maschi che non conoscono più il loro scopo e femmine che non sanno prendersi la responsabilità del proprio potere. Tutto ciò crea caos, bisogno di supremazia, violenza.

Invece di crescere insieme, cerchiamo di prevalere e, per il quieto vivere, accettiamo tutti i compromessi. Bambini incapaci nei panni di adulti.

Chi è da educare quindi? L’uomo al rispetto o la donna al proprio valore?

Domanda difficile. La cosa certa è che c’è ancora tanta strada da fare per entrambi i sessi, per ritrovare il maschile e femminile divino persi nel tempo.

La violenza è sempre deprecabile. La difesa legittima.

Regalate meno cose superflue e più corsi di autodifesa e di crescita personale, oggi ne abbiamo più bisogno che mai.

martedì 1 marzo 2022

La delusione dell’oca


Ieri sera tornavo da una rimpatriata tra amiche in una città qua vicino. Uscendo dal centro ho notato l’insegna di una pasticceria in cui mi ripromettevo di andare da tempo. L’ho conosciuta via internet, sui vari social network, e mi ha sempre estasiato con i suoi post di dolci squisiti dalle ricette preziose. Perciò ho fatto inversione a U e mi sono fiondata dentro.

La prima delusione è stata l’ambiente: una stanzetta piccina con una vetrina minuscola e un angolo caffè insulso. I pasticcini erano buttati un po’ alla rinfusa, pochi per tipo e con tutti i cartellini scritti a penna senza stile. Insomma, non un buon inizio. “Ma magari saranno buonissimi!”, esultava Sorella Zen nella mia testa. Sì, doveva essere così, altrimenti non sarebbe stato giustificato il prezzo esoso: un micro-mignon a 1,40€, tipo.

Ho preso un vassoietto misto e me ne sono andata col sorriso. Una volta a casa, anche senza nessun appetito, la gola mi ha portato ad assaggiarli subito. Delusione. Delusione totale.

Creme pesanti, vecchie, ma vecchie come ricette proprio. Parevano quelle glasse stantie anni ottanta. Materie prime mediocri, gusto dolcissimo e copertura di cioccolato delle più scadenti. Delusione totale su tutti i fronti.

Sono tornata alla pagina Facebook e ho letto qualcuna delle recensioni entusiastiche. Mah.

Ecco, la vita è così: sembra tutto bellissimo visto su internet, poi la dura realtà è diversa, una realtà che ti porta proprio a dire “mah”.

È così un po’ per tutto, anche senza internet: i negozi, i professionisti, le persone. L’aspettativa è alta e, stringi stringi, alla fine il succo è deludente.

Se cerchi la perla di saggezza in fondo all’articolo, caro lettore, oggi non la troverai. Oggi sono delusa dalla vita più di altri giorni. Oggi alcuni sogni finiscono, forse per sempre, e alcune persone si perdono, anzi, si lasciano.

Insomma, oggi non è un “punto e a capo”, oggi è la fine di un capitolo troppo lungo.

Domani magari andrà meglio.


venerdì 4 febbraio 2022

È tutta colpa tua

Ho deciso di inaugurare su questo blog una serie di articoli che intitolerò “Le sberle evolutive”. In realtà questo nome lo avrei voluto usare per una linea di cioccolatini con bigliettino all’interno, messaggio crudo di crescita personale. Non lo sapevi? Eh sì, mi occupo anche di cioccolato oltre alla scrittura, alla grafica e, soprattutto, al nuovo olismo integrato. Altrimenti mi annoio.
“È tutta colpa tua” è un concetto non nuovo ma che ho rispolverato questa mattina in una pungente discussione con un amico. Probabilmente adesso è incazzato con me. Pazienza, anche Gesù è stato messo in croce.
L’idea è questa: la tua vita è una merda? È tutta colpa tua.
Non trovi un uomo/una donna? È tutta colpa tua.
Non ti rispettano? È tutta colpa tua.
Sei pover*? È tutta colpa tua.
Il lavoro va da schifo? È tutta colpa tua.
E fin qui può starci, non è vero? Scelte sbagliate, atteggiamento sbagliato, mancanza di fiducia in sé stessi, eccetera.
Ora veniamo al difficile da comprendere, cerca di seguirmi.
Sei malat*? È tutta colpa tua.
Ti hanno tradito? È tutta colpa tua.
Sei rimasto coinvolt* in un incidente? È tutta colpa tua.
Non riesci ad avere un figlio? È tutta colpa tua.
Un terremoto ti butta giù casa? È tutta colpa tua.
Hai subito una violenza? È tutta colpa tua.
La vedo la tua faccia allibita, sai? Se nella prima parte il concetto era plausibile, in questa non ti capaciti di come una brutta stronza possa solo supporre che il tuo cancro, la tua sterilità o le tue disgrazie causate da un evento esterno possano in qualche modo essere riconducibili a te. Una volta ti avrei dato ragione.
Per questo la serie si chiama “sberle evolutive”, altrimenti l’avrei chiamata “carezze evolutive”.
Facciamo un esempio pratico per spiegare il concetto.
Bill è un ragazzo di trent’anni. Ha finito gli studi e iniziato il lavoro che sognava fin da bambino. Ha una ragazza da qualche anno e stanno progettando di sposarsi. Casa, mutuo e cane in giardino. Una sera va a trovare un amico e, rincasando, un tir con l’autista ubriaco lo travolge.
Gambe rotte, mezzi organi andati, coma per una settimana.
So a cosa stai pensando: quell’uomo gli ha rovinato la vita.
All’inizio Bill è imbestialito ma sostenuto giorno e notte dalla sua promessa sposa, dagli amici e dai colleghi. La guarigione è lunga, deve stare per mesi in ospedale. Le visite si fanno meno frequenti. A un certo punto capisce che l’incidente lo lascerà menomato a vita. Finisce per perdere il lavoro. Con esso gli amici. È isolato e arrabbiato con il mondo crudele. Ha anche un colpevole su cui riversa tutto il suo odio. È talmente furioso che litiga anche con le poche persone rimaste al suo fianco. Perde la fidanzata.
Quando esce dall’ospedale deve fare i conti con una vita totalmente diversa: solo, zoppo, senza impiego.
È una storia devastante, non credi? Per colpa di un ubriaco una vita è stata rovinata.
Ora facciamo un semplice esercizio che ho appreso in un libro geniale che ti consiglierò alla fine. Riscriviamo la storia di Bill al contrario tenendo a mente il concetto di “è solo colpa tua”.
Bill decide di finire in un incidente. Lo fa di proposito! Vuole essere travolto da un tir e sfrutta un autista ubriaco. Finisce in ospedale ed è sostenuto giorno e notte dalla sua promessa sposa, dagli amici e dai colleghi ma si rende ben presto conto che quei rapporti sono fasulli. Durante la lunga guarigione infatti una buona parte di quelle amicizie false si perde. Le visite si fanno meno frequenti anche da parte della fidanzata e tutti gli screzi che avevano prima tornano a galla e si enfatizzano finché la rottura è inevitabile. Diciamocelo, non erano per niente una coppia perfetta da romanzetto rosa. In ospedale con tutto quel tempo da riempire, coltiva nuove passioni e scopre che adora disegnare. Non se lo ricordava più: da bambino lo faceva sempre ma i suoi gli avevano negato una scuola d’arte e lo avevano costretto a fare il contabile per un futuro più sicuro. Anche se rendeva bene, lui odiava quel lavoro. A un certo punto capisce che l’incidente lo lascerà menomato a vita. Finisce per perdere l’impiego e, in realtà, si sente sollevato ma non ha il coraggio di ammetterlo. È isolato e arrabbiato.
Ha anche un colpevole su cui riversa tutto il suo odio: se stesso.
Per non essersi rispettato, per non aver seguito i suoi sogni e i desideri della sua anima in nome di un lavoro sicuro e una vita ordinaria.
Scatenando, in modo inconscio, quell’evento, è uscito dal tunnel che lui stesso aveva creato.
Nel momento in cui se ne rende conto, cambia esistenza. Esce dall’ospedale, solo e amareggiato ma felice di aver ritrovato la strada. Diventa un disegnatore e si afferma. Dopo aver pubblicato su una rivista famosa, riprende i contatti con una donna di cui si era innamorato da ragazzino e decidono di convivere.
Fine.
Follia? Forse. Io questo esercizio l’ho fatto per alcuni eventi della mia vita nei quali avevo dato la colpa all’esterno e, guarda un po’, in realtà riscrivendo la mia storia al contrario ero stata proprio io a creare quella realtà volutamente.
Questa consapevolezza è spaventosa se ci pensi bene: non solo possediamo il potere di cambiare la nostra esistenza in modo radicale, ma questo potere è enorme e a volte inconscio.
E se fosse conscio? Se potessi dirigerlo?
Citando una frase famosa: da grandi poteri derivano grandi responsabilità.
È molto utile in casi in cui ci sia un fattore scatenante, come un incidente o una calamità. Ma quando uno nasce già con un problema? E vogliamo parlare dei poveri bambini che muoiono di stenti a pochi anni nel terzo mondo? Dio cattivo?
No, a costo di sembrare una verruca sull’inguine, la frase magica è sempre la stessa “è solo colpa tua”. Ora sostituisci la parola “colpa” con “scelta”.
È la scelta della tua anima.
Sì, parlo di reincarnazione. Sei tu a scegliere dove nascere, da chi, che sfide affrontare e che patti stringere. Tutte le persone della tua vita sono attori con cui hai stretto patti nel bene o nel male. Tutti i problemi sono stati ponderati, così come hai scelto se vivere in una vibrazione alta o bassa.
Puoi cambiare le tue scelte? Certo.
Potresti addirittura sciogliere problemi di salute impossibili da risolvere per la scienza attuale. Ho visto dei casi con i miei occhi.
Valutazioni dell’anima e autopunizioni karmiche sono alla base. Ho aiutato persone con voti di solitudine, di sofferenza, di cattiva salute. E ho visto uomini e donne riacquistare la gioia di vivere. È possibile… se per prim* ti perdoni e desideri il cambiamento perché comunque resta il libero arbitrio.
Insomma, se vuoi restare un'ameba cieca e sorda nessuno te lo vieta. Il potere è tuo e tu decidi se usarlo o meno.
Guarda me, la rossa stronza. Ho un voto di sofferenza autoimposto così radicato e profondo, frutto di vite precedenti assai discutibili, che nessuno per ora è riuscito a scalfire. Questa esistenza per me è di redenzione. Non lo so se alla fine potrò perdonarmi, mi rimetto alle decisioni della mia anima.
La bella notizia è che tu non sei un dio/una dea della distruzione e del caos come me, per te sarà decisamente più semplice!
Per iniziare ti consiglio due letture. La prima è una specie di fiaba, la leggerai in dieci minuti ma ti resterà dentro per sempre:



Il secondo è un libro/manuale da cui ho tratto l’esempio di Bill. Ti farà cambiare il modo di vedere il mondo con parole semplici ed esercizi pratici. A me, tanti anni fa, l’ha cambiato:


Il concetto di "è tutta colpa tua" non è semplice da digerire e ci torneremo su, te lo prometto. Intanto sii come Bill e inizia a scrivere al contrario i soprusi che hai subito nella vita.

mercoledì 26 gennaio 2022

Guerrieri di Luce, risvegliatevi

 


Quante volte avete letto nell’ultimo anno che la fine del mondo, così come lo conosciamo, sta per arrivare? Non una distruzione, bensì un salto dalla terza alla quinta dimensione: chi è pronto ci sarà, gli altri dovranno ricominciare da un altro mondo di basso livello.
Potremmo discutere per ore di cosa significhi questo ma non è quello di cui voglio parlare oggi.
Avrete letto anche che in questi ultimi giorni bisogna stare nella luce. Altro argomento di cui parlo spesso. Forse avrete sentito pure “bisogna essere guerrieri di luce”. E qui vi voglio.
Guerrieri di Luce.
Che cosa implica per voi?
Ne “Il manuale del guerriero della luce”, Coelho scrive: «Il guerriero della luce è colui che è capace di comprendere il miracolo della vita, di lottare fino alla fine per qualcosa in cui crede, e di sentire allora le campane che il mare fa rintoccare nel suo letto.» Pensiero stupendo. E così oggi abbiamo tantissimi “guerrieri di luce” che attraverso gratitudine, amore, coraggio, fede, misericordia e perseveranza stanno cambiando il mondo. C’è chi con la costante meditazione aiuta anche gli altri a radicarsi; chi inonda di amore la vita quotidiana della persone grazie a video, per fortuna, sempre più virali; chi usa la sua voce celestiale o la sua musica per alzare le frequenze. Che bellezza.
Ma non basta.
In oltre quindici anni di attività olistiche mi sono sentita ripetere come un mantra: non guardare il buio altrimenti gli darai forza.
Ma che cazzata è? È come dire: “Non guardare il taglio che ti lacera il braccio, pensa solo alla guarigione.” Ma porca paletta nana, se non lo guardo come faccio a curarlo? Butto del disinfettante a caso e brucio un po’ di palo santo? Sono concorde con l’idea che, concentrandomi sul mio potere personale di plasmare la realtà, potrò guarirmi in modo rapido, o addirittura fare un balzo nel passato ripristinando il braccio sano, ma per farlo il taglio dovrò osservarlo comunque. Capire quanto grave, se servono punti o se basta un cerotto.
La stessa cosa vale per luce e buio. Se non so contro cosa combatto, che razza di guerriero sono?
Forse il bellissimo pensiero di Coelho andava bene qualche anno fa, quando si iniziava a parlare di risveglio. Oggi non basta più.
È arrivato il momento che chi si arroga il titolo di “guerriero di luce”, faccia il suo dovere: combatta.
Attenzione però, qui si scende in modo molto profondo nella tana del bianconiglio. La pillola rossa fa scoprire cose che, vi assicuro, avreste preferito non sapere.
Il buio non è solo oscuro, è organizzato e intelligente. Soprattutto, è ovunque. Spesso anche negli operatori di luce. Vi dirò di più, quelli sono le sue prede preferite: è molto più appetitoso il tuo “nemico” che una persona qualunque. La storia insegna.
Da poco meno di un anno io e un’amica abbiamo preso un po’ di quelle pillole rosse e nella tana del bianconiglio ci abbiamo arredato una casetta. Lo abbiamo fatto senza bussola, senza guida, seguendo solo l’istinto e la chiamata della vita. Guerriere solitarie ma con un obiettivo molto chiaro: aiutare il mondo a liberarsi dal buio, una persona alla volta.
Dopo il primo mese di battaglie, sono iniziati gli aiuti dall’alto. Così abbiamo potuto organizzarci, imparare dagli errori e, via via, seguire casi sempre più complessi. Ogni giorno scopriamo cose nuove, pericoli nuovi e modi per affrontarli. Ogni giorno tutto si amplifica.
Sappiamo di non essere le sole. Ci sono tanti altri guerrieri nel mondo pronti a superare le loro paure e a varcare i confini dell’universo

La guerra è vicina, è arrivato il momento di risvegliarsi e combattere.


mercoledì 19 gennaio 2022

Accettazione


Nel mio lavoro spesso leggo le vite passate. Analizzo il bagaglio karmico. Se all’inizio usavo queste informazioni per sciogliere i voti e i contratti limitanti e non più necessari, oggi mi rendo conto dell’importanza della totale integrazione del passato. Se questa non avviene del tutto, non solo i legami nocivi con quelle esistenze rischieranno di non sciogliersi, condizionando il presente, ma si resterà incompleti e fuori equilibrio.

Più volte ho citato in questo blog il concetto di attori e di maschere: ci reincarniamo assumendo ruoli diversi, facciamo accordi prima di “entrare in scena” per arrivare a vivere determinate esperienze.

Ma è proprio così?

Quanto c’è di noi stessi in quelle maschere? Forse è questa la domanda da farci.

E se fossero sfaccettature dello stesso essere e non ruoli?

Io sono stata malvagia. Un po’ come tutti, penserete, hai vissuto una parte. No, io sono stata proprio il buio e la distruzione personificata. Quando l’ho visto, mi sono trovata di fronte a una scelta: bene o male?

Ma bene o male non esistono, sono del tutto soggettivi, soprattutto se paragonati all’immensità dell’universo. E allora per cosa lottare? Per l’evoluzione, questa è l’unica cosa importante.

L’evoluzione si ha integrando, accettando, crescendo.

Oggi sto integrando quella parte oscura. In me è enorme, in altri forse è un frammento.

Accettare del tutto ciò che di noi riteniamo brutto e sporco è l’unica via per riprenderci il nostro potere… e quindi evolverci.

E fidatevi, in tutti c’è un passato doloroso e oscuro, soprattutto durante le incarnazioni sulla Terra in queste frequenze basse. Siamo stati schiavi, prostitute, assassini, vili, egoisti, sfruttati, deboli, stregoni, mendicanti, giusti e retti o alla ricerca di patti con entità oscure per scopi immorali. Abbiamo provato un po’ di tutto.

Ricordare e integrare le vite da oppressi o retti non ci crea problemi, mentre quelle in cui si sta con il male, chissà perché risulta molto più difficile. Ammettere di essere stati dei bastardi assassini, violentatori, pedofili o chissà che altro, ci manda in tilt.

Ma lo siamo stati. Anche quelle parti vanno integrate. Non solo maschere e ruoli, ma sfaccettature di noi. Siamo anche questo.

L’evoluzione sta qui: accettarci del tutto.

Accettare di essere stati talmente arrabbiati, delusi, frustrati, gelosi da commettere gli atti più ignobili.

Se riusciremo davvero a integrare queste parti, a vederle, comprenderle e addirittura amarle, allora le nostre potenzialità più alte si manifesteranno.

Ed ecco che avremo il salto… quello che in tanti operatori amano definire come “sii luce”, “stai nella luce”.

Eh sì, diventare luce. Ma per essere luce, non basta nutrirci di luce facendo finta che il buio non esista. L’ombra è sempre lì, attaccata ai nostri piedi. 

Luce e oscurità in equilibrio perfetto, è questo a cui dovremmo mirare.

Il primo passo è vedere e accettare il male dentro di noi.

mercoledì 5 gennaio 2022

L’importanza della sincerità


Nella mia notte in bianco, mentre tossivo anche l’anima, ho riflettuto a lungo su questo argomento. Non so se sono io o se è una cosa normale tra i quarantenni single, di sicuro il mio essere melodrammatica, come ha sottolineato qualcuno, mi fa porre l’attenzione a determinati dettagli che altri non vedrebbero.

Nello specifico parlo dei rapporti di amicizia tra single e accoppiati, o accoppiati con prole.

Lo so che nessuno ci crederebbe mai oggi, ma tanti anni fa, pure io avevo un rapporto di coppia stabile. La mia vita era fatta di circa undici o dodici ore fuori casa per lavoro, tra strada e pausa pranzo, di hobby impegnativi e, appunto, di partner. A tutto ciò ci univo corsi e seminari di vario genere che spesso facevo nel weekend.

All’epoca avevo diversi amici, alcuni di loro single. Non esisteva Whatsapp e le chat erano riservate ancora a pochi. Si usava il telefono. Pensate un po’.

Nella mia settimana densa di impegni avevo sempre del tempo per gli amici, era una fetta importante da riservare. Il fatto che alcuni fossero non accoppiati non lo consideravo nemmeno. Li invitavamo a cena, a uscire, a passare i weekend a casa nostra e, se capitava, andavamo anche in vacanza assieme. Per me era del tutto normale dividere la mia vita con il mio compagno e gli amici. Alcuni passavano a trovarci il fine settimana senza avvisare e non ci voleva niente per trasformare la merenda in una cena.

Ma forse questo modo di essere è solo mio. Mi piacerebbe sentire l’opinione degli altri.

La situazione in cui mi trovo ora, notata in particolare quest’ultimo anno, è che nessuno ha tempo. Sono tutti talmente presi dalle loro famiglie, dai loro compagni, dai figli e da tutti gli impegni quotidiani, che la frase più gettonata è “scusa se non ho risposto, sai, i figli”.

Bambini. Questi buchi neri che ingoiano tutto il multiverso spazio temporale. Ma solo io da piccola mi perdevo per otto ore di fila a disegnare in silenzio in camera? Ogni tanto mia madre veniva a controllare se ero ancora viva.

Sempre per la serie che sono melodrammatica, mi chiedo: “Ma tu non vai al cesso?” Alzi la mano chi non messaggia sul cellulare al bagno. Perché quel “Come va?” ci si mette tre secondi a scriverlo. Il tempo della pipì. Soprattutto se sai che magari l’altra persona non se la passa bene.

La mia non è una polemica, e sia chiaro che non è indirizzata verso una persona specifica. Ci manca solo che al melodrammatica aggiungano che perdo tempo a fare attacchi personali sul mio blog.

La mia è una semplice considerazione a scopo evolutivo. In più c’è un’osservazione per chi si nasconde dietro a un “non ho avuto tempo” e “sai, i figli”: per le cose che ci interessano, il tempo lo troviamo.

Allora, cari amici accoppiati o sposati con figli, non inventate più scuse, siate onesti con voi stessi e con gli altri. La sincerità è importante. Da sempre preferisco un’onesta doccia fredda a un finto interesse quando vi annoiate.

Non ti ho scritto “come va” perché mi stai sul cazzo.

Non ho risposto al tuo messaggio perché in quei minuti liberi ho preferito masturbarmi.

Non ti ho invitato alla festa di capodanno perché piuttosto di stare in tua compagnia mi amputo una mano.

Non mi sono mai fatto sentire durante le vacanze perché ubriacarmi era meglio che telefonarti.

Non ti ho più scritto per quell’uscita perché ho preferito XYZ, sai, lei non è melodrammatica.

Non ho aggiunto altro perché non accetti le critiche.

Sincerità, questa sconosciuta. Ahimè, se siete tutti così impegnati come dite, questo post non lo leggerete.

Forse lo leggerà solo chi mi ha dato della melodrammatica, ma come direbbe Sorella Zen: poverino, ha già tanti problemi, deve pur sfogarsi con qualcuno.