domenica 23 ottobre 2022

Halloween/Samhain e spiritualità

L’origine di questa festa ormai la conoscono tutti, così come sappiamo che non è una ricorrenza che inneggia al buio, il contrario.

Samhain è un momento di trasformazione, di rinascita e di emozione.

Anticamente si festeggiava la fine dell’estate e si ringraziava Madre Terra per tutti i doni ricevuti nell’anno.

Si usava accendere fuochi e falò, l’archetipo del Sole e della Luce, proprio per portare vita e non morte. Fuoco che teneva distante qualunque creatura oscura.

Samhain rappresenta dunque la fine di tutto, ma allo stesso tempo la Luce nascente.

Ahimè anche questo anno hanno demonizzato questa festa, l’hanno fatto anche persone che non mi aspettavo minimamente, per cui vi dirò, terra terra, la mia opinione in merito.

La bassa vibrazione non si attaccherà alle vostre decorazioni, soprattutto se le fate con la giusta predisposizione, in modo sacro quasi. Non rinunciate a scheletrini, ragnatele o a un altare con i vostri cari defunti, se vi piace. Il vero caos, quello cattivo, disordinato, non ha bisogno di questi mezzucci per entrare, è di gran lunga superiore.

Il velo? Il velo è già andato giù questo anno e in pochi se ne sono resi conto. Quindi dire che a Samhain o Halloween il velo sarà più sottile, non ha senso.

Siamo già connessi al tutto, basta scegliere di restare nell’equilibrio. E, a costo di apparire ripetitiva, non è la Luce che vi salverà! Più Luce proiettate, più l’Ombra sarà grande. Cercate l’equilibrio, cercate la connessione con l’Uno, con il vostro sé superiore.

E, cazzo, godetevi dolcetto o scherzetto vestiti in costume.


sabato 22 ottobre 2022

La paura crea

La paura è una delle reazioni più radicate. Coinvolge l’amigdala, una regione del cervello. Tutte le volte che ci troviamo di fronte a uno stimolo che è interpretato come minaccia, parte una complessa reazione a catena: vengono rilasciati ormoni dello stress, si attiva una parte del sistema nervoso e il cervello entra in uno stato di allerta. Le pupille si dilatano, il respiro accelera. Aumenta anche la frequenza cardiaca, la pressione e il flusso sanguigno. Viene mandato più glucosio ai muscoli, mentre organi non vitali, come il sistema gastrointestinale, vengono messi in uno stato di ridotta attività.

Tutto il resto viene accantonato poiché il nostro corpo si deve preparare ad affrontare la minaccia*.

Se ci pensiamo bene oggi siamo sovraccaricati da questa reazione: la crisi, la guerra, l’aumento dei prezzi, la malattia… paura di non farcela, paura di non riuscire, paura di ammalarsi, paura di restare senza soldi, paura di non poter provvedere alla propria famiglia. Negli ultimi due anni la maggior parte delle persone è stata costantemente nell’emozione della paura. 

Al di là dei problemi riscontrabili a livello fisico, lo sapete cosa accade sul piano energetico?

La paura crea.

Tutto è vibrazione, anche i nostri pensieri producono vibrazioni energetiche con una determinata frequenza, e la vibrazione della paura è di circa 3000/4000 bovis. Se considerate che la media umana va dagli 8000 ai 10000 circa, potrete già comprendere cosa significa.

Vivere a una frequenza di 3000/4000 bovis, ma anche a 5000 o 6000, innesca una reazione a catena in negativo che in qualche modo ci porterà proprio ciò che più temiamo.

Nel mio quotidiano vedo questi ragionamenti: “Ho paura della crisi per cui risparmio. Non faccio questo corso evolutivo ora, lo farò quando le cose andranno meglio.”

E poi arriva l’imprevisto e quei soldi scompaiono comunque in altro modo.

In sostanza il pensiero è: aggiungo paura alla paura.

Lo capisco, sapete? A volte capita anche a me. È normale e umano voler mettere qualcosa da parte per il momento di crisi. Però bisogna stare attenti ai meccanismi che si innescano.

Vibro basso perché ho paura -> Non faccio nulla per modificare questo stato -> Attraggo situazioni in cui realizzo ciò che temo

La sequenza per uscirne invece dovrebbe essere:

Vibro basso perché ho paura -> Alzo la mia frequenza (con meditazioni, yoga, camminate consapevoli, corsi, bagni di energia, lavorando in modo introspettivo…) -> Esco dalla zona di paura e creo la mia realtà

Ricordo il primo seminario Stargate a cui ho partecipato a Porto Rose, nel 2019. Tra corso, hotel, pasti ed extra avevo preventivato più di mille euro. Non li avevo. Se avessi seguito la logica della paura, avrei rinunciato. Invece ho detto: “Pago tutto con la carta di credito e so che in qualche modo arriveranno.” Sono rimasta nella fiducia e, grazie al seminario, ho alzato la mia vibrazione. Il mese successivo ho ricevuto delle royalties extra per i miei libri e altre entrate inaspettate.

Vivere nella fiducia è come un collegamento diretto al proprio sé superiore. Una sorta di riconnessione all’uno. E se sono connessa al tutto, allora creo la realtà che desidero.

Sì, il mondo sta andando male. Sì, ci martellano ogni giorno con notizie sempre più terribili. Sì, l’energia costa… ma se restiamo positivi e connessi con energie alte, allora arriveranno i mezzi per fronteggiare tutto.

Non rinunciate mai a ciò che vi può permettere di uscire dal loop della paura.

*Fonte

giovedì 20 ottobre 2022

Dentro di me


Ho scelto una strada difficile, controcorrente. Ho accettato di essere un faro nel caos, ma a che prezzo?

Ogni giorno qualcuno mi disprezza, parla alle mie spalle, mi reputa sbagliata. Qualcuno accecato dall’ego, convinto di avere tutte le risposte in tasca. Le mie guide sanno e io so. E sto zitta. Ogni giorno affronto i problemi e i dubbi altrui. Ogni giorno vedo anche qualcuno tornare a sorridere. Che soddisfazione, direte.

E per ogni sorriso c’è qualcun altro che commenta “tu sei il demonio”. Per ogni persona aiutata ce n’è una diffidente e finta.

E vado avanti.

Ho passato ogni dolore possibile in questa vita. Solitudine, depressione, senso di colpa, rabbia, ingiustizia, tradimento… ho sondato le più profonde emozioni umane per prepararmi al mio disegno. Non è finita, certo, è un costante lavoro, una continua crescita.

E sempre, sempre, sempre c’è il dubbio. Sono ancora dalla “parte giusta”? L’auto-controllo è routine mattutina. Un esame spietato su me stessa ogni singolo giorno perché quando si lavora con gli altri, la prima cosa è essere sicuri di sé stessi. E io, beh, io dubito costantemente.

L’universo è instabile, le energie sono altalenanti, le lotte ininterrotte. Fazioni, gruppi, scelte. Nulla resta fermo. E con questo tutto, fluisco anch’io. Per questo sono severa con me stessa più che con ogni altra persona. Per questo inorridisco con chi non sa nulla e crede di sapere tutto. Con chi si autoproclama guaritore come se stesse vendendo pollo fritto al mercato. Di guaritore uno ne abbiamo avuto, e lui mai si è vantato, mai ha cercato.

Ah, in realtà sono gelosa. Per questi è facile: sue lati, bene e male. Magari fosse così semplice. Poi c’è chi, dopo aver saputo, spegne tutto. Rinuncia alle conoscenze e ai doni in nome di una tranquilla vita terrena. Forse hanno ragione loro a prendersi almeno quella briciola di felicità senza più paranoie, senza più controlli.

Io no, io ho scelto.

A volte mi chiedo se potrò mai avere anche solo un frammento della loro serenità. Per ora lotto, mi esamino accuratamente, spesso impreco per il mio ruolo ma proseguo. Va bene così. Un giorno alla volta seguendo il flusso.

Non mi preoccupo più tanto del domani, mi affido a quella parte divina che sa più di me. Chiudo gli occhi, respiro, e continuo per un altro giorno.

lunedì 17 ottobre 2022

Aiuto! Ho gli alieni addosso!

L’ho accennato in più post, non è la prima volta che parlo di alieni su questo blog. Lo so che sembra una di quelle cose fantascientifiche in cui è difficile credere, ma se ci riflettiamo bene non è più assurda di credere in un Dio invisibile che manda i cattivi all’inferno. Solo che gli alieni esistono e Dio no. Quantomeno non in quella forma. Un altro giorno ci farò un post su.

Ormai sono quasi due anni che tratto casi di persone con alieni: impianti o rapimenti veri e propri. In sostanza libero (con mezzi più o meno bellicosi), purifico, ricucio i passaggi e proteggo. Io e la mia ex socia avevamo pure stilato una lista divisa per grado di questi esseri, giusto per capire se avevamo davanti la cacchetta inutile o quelli cattivi cattivi.

L’altro giorno mi è capitato di vedere venticinque video di Corrado Malanga. Professore, ricercatore, collaboratore con il CUN (Centro Ufologico Nazionale) per tanti anni fino a quando, per le sue clamorose scoperte (e divulgazioni) non è stato invitato ad andarsene. Ora fa il ricercatore con una cattedra all’Università di Pisa. Vi parlo di lui perché in questi video, frutto delle interviste sotto ipnosi di centinaia di persone, lui descrive per filo e per segno ciò che io ho visto in questo anno e mezzo a livello energetico.

Gli alieni esistono e cercano, sempre di più, di “impossessarsi” degli esseri umani. Rispetto ai video di Malanga, pubblicati diversi anni fa, ora i metodi da me riscontrati sono più sottili, meno invasivi. I casi in cui le bestiacce si avventurano fisicamente qui sono pochi, ma sanno agire benissimo a livello energetico, a distanza.

Cosa vogliono? Semplicissimo, la nostra anima, la nostra energia. Su questo concordo in pieno con il professore. Loro non sono come noi, probabilmente la maggior parte di queste specie si è evoluta dal punto di vista tecnologico ma non da quello animico. In sostanza per loro il concetto di reincarnazione non c’è, quindi cercano di vivere più a lungo possibile sfruttando la nostra anima.

Quali sono le persone più succose? Le anime antiche, evolute, ovviamente. Le attraggono in modo subdolo, anche su questo negli ultimi anni hanno migliorato. Si spacciano per figure di luce, per maestri, per aiutanti. E taaac, sei fregato.

I sistemi per controllare gli umani sono diversi. Ci sono gli impianti, più energetici che fisici. Come delle modifiche attraverso le quali influenzano le persone e si nutrono della loro energia a piacimento. Ci sono i “rapimenti di anima”: anche solo l’1% della tua anima in loro possesso significa un portone spalancato. Li ho visti in astrale i laboratori infiniti e i lettini con i corpi della gente. Tutti uguali, tutti bianchi, tutti addormentati in un costante incubo. Malanga descrive come, a livello fisico, fanno una vera e propria copia di backup delle persone dove intrappolare la parte di anima di cui hanno bisogno. Okay, non vi consiglio di vedere questi video di sera.

Ma che cosa succede alla persona sul piano fisico? Vi racconto quello che ho riscontrato dopo tanti casi. Innanzitutto la persona non si rende conto di cosa le è successo. Crede di avere una giornata no, di essere solo un po’ fuori fase. Spesso colpiscono nel sonno, durante la fase onirica, quando siamo più vulnerabili, per cui non ci sono ricordi. Al massimo si pensa a un brutto sogno.

Questa condizione persiste e probabilmente peggiora nel tempo. Crea stanchezza (e ti credo, ti ciucciano l’anima!), instabilità. Si arriva a uno stato in cui non si è più padroni della propria mente, dei pensieri, dei gusti: comandano loro.

Ho avuto modo di parlarci in astrale, confesso. Ho chiesto loro cosa volessero e la risposta è stata semplice e onesta: “Avere il controllo di tutti gli umani entro la fine del secolo.”

Un altro effetto collaterale è che l’equilibrio sparisce e spesso, viste le porte spalancate, a rincarare la dose arrivano altri esseri poco simpatici. I lavori energetici non funzionano più, le misurazioni con pendolo o altri strumenti non sono più attendibili e, come il più tremendo dei virus, rischiamo di “contagiare” le persone vicine con i nostri ospiti.

Come rendersi conto, quindi, di avere gli alieni addosso?

1. Dai sogni che risultano ripetitivi, angoscianti, come se fossimo sotto costante esame.

2. Dalla stanchezza.

3. Dalla sensazione di blocco.

4. Dal cambio di opinioni/carattere.

Come uscirne? Con l’aiuto di persone specializzate in questo, direi. Onestamente, a parte me, la mia ex socia e Malanga, non ne conosco altre, per cui buona fortuna. (Sei una di queste? Rivelati e confrontiamo le nostre ricerche!)

Malanga, però, dà un bellissimo consiglio e lo ripeto qui: nel momento in cui vi rendete conto di avere un alieno sul coppino, informate la vostra anima che, poverina, non percepisce differenza tra bene e male. Spiegatele a chi deve opporsi e come. Raccontatele cosa vi è successo e poi scegliete di ribellarvi. Le bestiacce non hanno alcun potere su un’anima che si ribella.

Per chi è curioso, ecco i video: https://www.youtube.com/watch?v=M8diRiCnFto

giovedì 13 ottobre 2022

Genesa maledetta?

In questi ultimi due anni mi sono capitati due casi di genese “corrotte”. Pochi, considerando quanto uso questo strumento, ma degni di nota.

Iniziamo dall’ABC. Genesa e pentasfera sono strutture di geometria sacra che, proprio per la forma particolare, generano al loro interno un potente campo energetico in grado purificare e amplificare. Siccome si rifanno alla geometria sacra, è insita la capacità di amplificare in “positivo”. In sostanza, non si potrebbero usare per scopi negativi.

No, non potete inviare un accidenti alla suocera con genesa o pentasfera.

Ma è proprio così?

Dipende da come sono costruite. Sottovalutiamo sempre il fattore umano.

Chi produce questi oggetti non è una persona a caso, è qualcuno che si sente in qualche modo “chiamato”. Non ci si inventa costruttori di genese, si deve studiare, fare un grande lavoro introspettivo personale e, soprattutto, essere al cento percento sicuri di che energie si stanno usando.

Un artigiano equilibrato, energeticamente “pulito”, “centrato” nel proprio lavoro, produrrà genese incorrompibili, passatemi il termine. Al contrario, un costruttore fuori equilibrio, con energie negative addosso, magari inconsapevolmente, produrrà genese “sporche”, facilmente contaminabili da qualunque entità/energia esterna le voglia usare.

Come lo so? Semplice, le ho viste e toccate con mano.

Il primo caso, circa un anno fa, è stato di una genesa talmente nera da creare al proprio interno un varco dimensionale per qualsiasi entità. Esorcismo? Niente. Era talmente corrotta che, dopo aver chiuso a fatica questo portale, l’unica cosa per poterla ripristinare è stata smontarla e ricostruirla da zero, partendo dalla purificazione delle aste.

Una cara amica che le costruisce (e della sua energia sono del tutto sicura), mi dice sempre: “Non tutti i giorni puoi fare genese. Devi essere nell’energia giusta, libero da pensieri negativi”. Ed è proprio così.

Lo dimostra il fatto che io abbia in casa una penta e una genesa, costruite da lei, che uso in abbinata: ci ho fatto di tutto per aiutare i miei clienti, sono andata in qualunque dimensione ed energia, comprese le più nere, e loro, i miei due tesorini, sono perfette e in condizioni energetiche ottimali.

L’ultima genesa corrotta mi è capitata settimana scorsa e, da questo caso, ho voluto scrivere il post. Una mia cliente mi ha posto il quesito: “Ma davvero la genesa purifica? Se amplifica l’energia, non lo fa anche con quella negativa?”.

Nel suo caso, la genesa che aveva a casa non purificava proprio un accidente poiché era piena di entità nere. “Dove l’hai comprata?”, le ho chiesto. “Online, da un’operatrice molto positiva che parla solo di alte vibrazioni e di luce.”

Ah, ha risposto la mia testa. Per aggiungere: Quelle sono le peggiori.

Purtroppo, chi è assolutamente convinto che la “luce” guarisca da ogni problema, è il primo a non guardare l’ombra (vedi i mille post precedenti). Ed è il primo a far entrare la sua ombra nell’oggetto che sta costruendo, con annessi e connessi.

A quel punto meglio comprare una genesa industriale dove non c’è alcun intento o energia specifica.

Quindi, riassumendo: dovete essere certi al mille per mille della persona da cui state acquistando. Fate un test: appena portata a casa la genesa, metteteci dentro una pianta, se fiorisce e cresce bene, okay, se muore fatevi qualche domanda!

Questa mia cliente alla fine ha buttato la genesa in giardino (della suocera), sentendosi subito molto leggera e sollevata: quell’oggetto “corrotto” era stato in grado di bloccarla per mesi! Ora ha comprato una pentasfera dalla mia amica artigiana e si sente decisamente meglio!

La morale di tutto questo? State sempre attenti a chi o a cosa fate entrare nella vostra vita.

domenica 9 ottobre 2022

Voglio aiutare gli altri!


“Sento di dover aiutare gli altri!”

“Sono nato/a per aiutare il prossimo!”

“Avverto questa spinta, devo proprio aiutare gli altri a risolvere i problemi con la mia energia.”

Benvenuti nella collezione di frasi che sento ogni giorno, o quasi. Persone zeppe di entusiasmo tanto quanto il babà è pieno di rum, con l’indole della crocerossina peggiore di Candy Candy.

Mi dispiaccio se qualche lettore si sente offeso da queste parole, non è mia intenzione, anzi, vi dirò, questo entusiasmo mi fa tenerezza. Mi ricorda il mio.

Correva l’anno 2011, penso. Ormai praticavo attività olistiche da un po’. Avevo fatto tanti corsi, ero stufa del mio lavoro e della mia vita in generale. Allora mi è uscita l’illuminazione: “Devo aiutare gli altri!” Eh, sì, “salvare” gli altri era il mio obiettivo, perché ritenevo di avere abbastanza forza, abbastanza energia e, soprattutto, perché era il mio scopo di vita.

Guardo quella versione di me più giovane e meno saggia e sorrido. Quanto entusiasmo avevo.

Oggi non voglio più salvare nessuno. Nemmeno i parenti stretti. Nemmeno l’amore della mia vita. Nemmeno gli amici più intimi. Arrangiatevi tutti.

Con il tempo, con le porte in faccia, con le umiliazioni ma, soprattutto, con la reale presa di coscienza di chi sono e del perché sono qui, ho compreso che “salvare” o meglio, “aiutare” gli altri non è compito mio. Non è compito di nessuno.

Le persone si devono aiutare da sole. Si devono salvare da sole.

“E quindi perché cribbio fai questo lavoro?”, direte voi. Semplice: io non salvo, io non aiuto. Io do al prossimo gli strumenti per aiutarsi da solo.

Chi arriva da me è già pronto a cambiare. Diciamo che sono il calcio in culo verso una nuova vita. Vi piace come metafora?

Mi sono resa conto in questi ultimi giorni del modo diverso in cui mi pongo e offro le mie consulenze. Prima dicevo qualcosa tipo “ti servirebbe questa cosa”. Adesso, invece, spiego il mio servizio e aggiungo un “forse potrebbe fare per te, pensaci, vedi se ti risuona, e nel caso chiamami”. Tutte le volte che ho usato questa nuova “formula”, le persone sono tornate. O meglio, sono tornate quelle pronte a cambiare davvero.

Non sento più il bisogno di aiutare nessuno. Non è questo il mio scopo di vita. Ma se le persone hanno necessità di una guida per trovare sé stesse, per uscire dal caos disequilibrato, io ci sono e posso aiutarle.

La differenza è questa: nel momento in cui non senti più la “vocazione”, sei pronto/a per il prossimo.

Crudele? Spezza l’entusiasmo? Forse. Ma l’entusiasmo da cosa è dato? Molto spesso, chi prova questa forte spinta per il prossimo sta colmando un suo disagio interiore.

“Mi sento inadeguato/a, allora aiuto gli altri per essere utile.”

“Sono vuoto/a, non ho scopo, ma se aiuto gli altri lo troverò.”

“Non voglio guardarmi dentro, ho paura. Allora mi concentro sull’esterno.”

Non vale per tutti, certo. Un tale Cristo aiutava il prossimo per vocazione, in effetti, ma come lui ce ne sono pochi. Per me valeva. Quando me ne sono resa conto, ho iniziato a lavorare davvero su me stessa.

Oggi, dopo undici anni, ho aperto il mio studio e sono pronta a lavorare con gli altri. Non perché è la mia vocazione – in tutta onestà io me ne stavo benissimo sul mio pianeta e di reincarnarmi non avevo voglia, mi hanno trascinato qui! – bensì perché so che la mia energia può portare benefici (e per questo mi hanno trascinato qui in questo preciso momento).

Concludendo, a tutti quelli che sono pieni di entusiasmo altruistico consiglio di guardarsi dentro, di fare un bel lavoro interiore e di riequilibrarsi. Al contrario, invece di “aiutare” potrebbero portare ancora più disequilibrio nei loro clienti.

Nel momento in cui sarete in pace con voi e con il mondo, perfettamente centrati, connessi alla vostra parte divina, vi assicuro che non servirà molto per aiutare gli altri: basterà la vostra semplice presenza al loro fianco per portare un risultato benefico.


giovedì 22 settembre 2022

La solitudine di chi è “avanti”


Mi rendo conto, oggi, che essere più “avanti” rispetto alla massa, non è un bene. Dico questa parola, “avanti”, non per vantarmi, ci mancherebbe, ma solo per rendere un concetto.

Da tanti anni lavoro sulla mia crescita personale. Un lavoro assiduo e incessante che ha consumato tempo, energie e denaro. Centinaia di corsi, centinaia di weekend spesi. Oggi, se avessi investito quel tempo e quel denaro diversamente, mi sarei potuta permettere un giro del mondo. Invece no. La mia evoluzione è sempre stata la cosa più importante.

Adesso guardo i mille corsi che mi propone Facebook e li trovo inutili. Leggo, esamino, spero di trovare qualcosa di stimolante ma, purtroppo, una volta aperto il canale con il proprio sé superiore, ovvero con la fonte assoluta di tutte le risposte, è difficile che qualcun altro possa stimolarci.

Non sono “arrivata”, affatto. Sono fin troppo umana in questo involucro fastidioso. Ho ancora tante cose da imparare e tollerare. Ho ancora tanto bagaglio karmico da smaltire. Eppure, arrivata a questo punto, mi sento sola.

Chi mi circonda, nel quotidiano, non capisce. Non vede. Non si rende conto. Chi lavora nel mio settore è più furbo di me: propone cose che la massa comprende. Servono anche quelli, mi dico.

Io no. Io da stupida donna evoluta, dico alle persone “ti aiuto a trovare il tuo maestro interiore”, e queste non capiscono. La gente vuole la pappa pronta, le risposte immediate, l’immagine conosciuta e familiare. Pochi sono davvero disposti a fare il salto in avanti, senza nessuno a cullarli e confortarli, senza paracadute. D’altronde, come dice il mio motto per eccellenza: “Non si scoprono terre nuove senza accettare di perdere di vista, prima, e per molto tempo, ogni terra conosciuta”.

L’oceano sconfinato fa tanta paura.

martedì 20 settembre 2022

Non è colpa tua


Ho appena letto un post che recitava qualcosa tipo: “I conflitti con gli uomini sono indice di separazione con il proprio maschile”.

Come dire: se tu, donna, non riesci a trovare un uomo decente, è colpa tua, perché dentro di te non c’è il giusto equilibrio tra maschile e femminile. E poi, per giunta, continui a cercare tuo padre negli uomini che incontri. E via così la sagra del cliché.

Attenzione, è vera questa cosa. È vera almeno per una bella fetta di esseri umani. Ma a me, con decenni di lavori introspettivi, energetici e psicologici alle mie spalle, non puoi venire a dire che “il mio maschile e il mio femminile non sono in equilibrio”.

Sì, siamo potenti creatori e pure co-creatori. Sì, il nostro mondo è a immagine dei nostri pensieri. Ma un bel sto cazzo lo vogliamo dire?

E insomma!

Non è sempre colpa nostra, eh! Spesso lo è, ma non sempre.

C’è anche il collettivo che pesa. Facciamo un esempio.

Io so usare la telecinesi, ovvero la capacità di spostare gli oggetti con il pensiero. Sono convinta! Io lo so fare, punto. Lo credo fortemente e cerco di manifestarlo sul piano fisico da almeno due anni. C’è una scatolina tonda nella mia libreria, a casa. Quando sono sul divano e l’occhio mi cade lì, provo a spostarla. Niente, è ferma da almeno due anni. Da questa primavera la mia vibrazione personale è aumentata del 900%, e niente. Ma io ci credo sul serio. Come credo sul serio di poter vedere apparire il Fuoco Sacro sul palmo della mia mano un giorno.

Perché non lo manifesto? Eppure sono una potente creatrice.

Ve lo dico io perché: il collettivo pensa sia impossibile. E il collettivo pesa.

Ora, tornando all’uomo, io so che il mio maschile e femminile sono in equilibrio, nel tempo ho guarito tutte le mie ferite paterne e pure materne, quindi?

Di tutti gli incontri di questi ultimi due anni, non ho incrociato un uomo degno di tale nome. I pochissimi a cui sono interessata o non mi vogliono o sono già impegnati.

Qui si parla anche di matematica: nella ridente provincia di Gorizia, secondo voi, in percentuale, quanti uomini intorno ai quaranta, liberi, spiritualmente risvegliati, con tutte le loro ferite guarite, alti più di 1.73, senza disturbi psichici, indipendenti e non fumatori ci possono essere? Così, a spanne proprio, direi pochi.

Per cui, concludendo: sì, a volte è solo colpa nostra, a volte no.

Smettiamola di torturarci per ogni micro virgola che non funziona e diciamo qualche vaffanculo in più.

venerdì 26 agosto 2022

Caos di alta vibrazione


Come scritto già più volte, l’operatore energetico, o olistico se preferite, quasi sempre sostiene: “Se vibri in alto, se sei nella luce, nulla può toccarti” e aggiunge “non guardare l’oscurità per non darle forza”, per arrivare alla perla finale “la luce sta vincendo!”.

Questi tre cliché ormai sono ben radicati in chiunque lavori con le energie sottili. Da una parte va bene, perché sostenere il contrario potrebbe mandare nel panico la massa. Dà più speranza e più positività dire “la luce sta vincendo” rispetto a “siamo tutti nella merda”, ne converrete. È un po’ l’oppio per i popoli. E noi non vogliamo mandare nel panico, perché il panico è caos e l’arma vincente è l’equilibrio.

Appunto: equilibrio. Una parte di luce e una parte di caos, più piccola. Cento percento luce significa immobilità, vuoto cosmico, brodo primordiale di anima. Troppo caos, al contrario, porta in dimensioni “oscure”. Permettetemi questo termine facilmente identificabile per le nostre menti semplici. Il caos non è il male come la luce non equivale al bene, questo per il semplice concetto che, in una visione più ampia, bene e male non esistono.

Il tema di questo post, però, è il caos di alta vibrazione. Perché tutti dicono “vibrate alto”, ma mica distinguono la differenza tra luce che vibra alto e caos che vibra alto. Come se, vibrare alto, in automatico porti alla luce.

Cerchiamo di spiegarlo in modo semplice. Prendiamo Star Wars, che io adoro. Anche se non l’avete visto (male!), tutti più o meno saprete che ci sono due ordini: gli Jedi (luce) e i Sith (caos).

Ai piccoli Jedi viene insegnato a canalizzare la Forza per scopi benevoli. Combattono, ammazzano se serve, ma per la luce. Fin da bambini li fanno meditare e distaccarsi un po’ dalla realtà per avere sempre sentimenti positivi (pace, amore, gioia etc.). I Sith usano sempre la Forza, ma in modo caotico, dando sfogo alle emozioni più basse (paura, rabbia, sete di potere etc.). Nel momento in cui uno Jedi perde la sua calma interiore, passa al lato oscuro, così come insegna il buon Anakin Skywalker che, in preda alla rabbia per l’uccisione della madre, inizia la discesa verso l’oscurità fino a diventare Darth Vader.

Cosa ne deduciamo? La Forza è la Forza, non è né buona né cattiva, sta a cui la usa. Anche la vibrazione non è né buona né cattiva. Ci sono entità di alta vibrazione di luce (prendi la Federazione Galattica giusto per citarne una) e altre di caos (demoni di alta vibrazione, alieni evoluti etc.)

Quindi dire “se vibri in alto hai risolto tutti i tuoi problemi” è una pagliacciata. Dire “aspiro a essere solo luce”, a meno che tu non voglia tornare nel vuoto cosmico, che sarebbe anche legittimo, è una pagliacciata. Non può esistere vita carnale senza una parte di caos. Non può esistere nemmeno vita su piani più alti senza una minima percentuale di caos.

L’equilibrio tra luce e caos è l’unico obiettivo che dovrebbe porsi chi lavora con le energie sottili. E pure tutti gli altri.

In questo momento c’è una guerra in atto. Non solo sulla Terra, ma la nostra è influenzata da quella nel cosmo. Ci sono battaglie galattiche più o meno intense un po’ ovunque, anche vicino al nostro pianeta che ne risente. Le Federazioni di luce non possono schierarsi del tutto per il semplice fatto che come noi abbiamo gli accordi tra nazioni, lassù hanno patti di non belligeranza. Le specie in gioco sono migliaia, se non milioni. Gli alieni di alta vibrazione che hanno scelto il caos, sono infiniti e amano studiare gli umani.

In definitiva, la luce non sta vincendo, diciamo che tiene botta. Apro una parentesi su un’altra cosa che si sente spesso: “La Terra sta passando a una vibrazione più alta, tra poco saremo tutti nella 5D”. Che la vibrazione della Terra si stia alzando, vorrei sperarlo pure io, ma se vi aspettate un cambio in questa incarnazione, state freschi. Chiusa parentesi.

Tornando al discorso di prima, se non osserviamo e conosciamo il caos, o “l’oscurità”, se vi piace di più il termine, come possiamo discernere? Ahimè, conosco tanti “operatori di luce” che sono assolutamente convinti di canalizzare esseri benevoli e invece sono succubi di quelli che io chiamo “alieni negativi trasformisti”. Vestiti da angeli o da essere amorevoli, prendono un micro pezzetto di anima, a volte solo l’uno o il due percento, una quantità che noi non percepiamo, e lo usano come collegamento per i loro esperimenti e bisogni. A volte questi esseri sfruttano gli “operatori di luce” per avere nuove cavie su cui operare.

È disgustoso? È orribile? È inquietante? Non sappiamo come difenderci? Benvenuti nel mio mondo quotidiano!

Ecco perché dire “la luce sta vincendo” è rincuorante: la verità fa schifo.

Io una protezione abbastanza efficace ce l’ho, anche se non protegge da tutte le razze, e se siete arrivati a leggere fino a qui meritate di conoscerla e attivarla.

Si tratta di una sfera energetica: da dentro pare trasparente, di fuori sembra ghisa nera. Createla attorno a voi poi, con la mano destra collegatevi a essa, con la sinistra puntate ai vostri registri akashici, ovvero all’insieme di tutte le esperienze di tutte le vostre vite. Chiedete che la sfera si compili con la miglior protezione per voi. Si tratta di una protezione “viva” perché si aggiorna man mano che si aggiorna il registro. Vedrete la parte esterna della sfera incidersi a fuoco con tanti linguaggi di luce diversi. Ci metterà un tempo tecnico per finire.

Questa sfera vi proteggerà quando sarete più fragili, ad esempio nel sonno. Io la uso da questa primavera e funziona bene, ma va aggiornata spesso, man mano che si viene a contatto con specie caotiche sempre più evolute. Insomma, è un work in progress senza nessun tipo di sicurezza o punto fermo.

Concludendo, il caos non è il male come la luce non è per forza il bene, però bisogna essere in grado di distinguerli e, per riuscirci, vanno osservati attentamente. La vibrazione alta non protegge da niente, se non da cosucce di basso livello facilmente eliminabili (larve astrali, energie pesanti etc.), l’unica cosa fondamentale, è l’equilibrio.

venerdì 22 luglio 2022

Legami d'Anima: Fiamme Gemelle, Anime Gemelle e molto altro

In tanti me l’hanno chiesto e finalmente lo pubblico nero su bianco. Sto parlando dei legami d’anima. Ci tengo a precisare che questo “dettato”, canalizzato e riportato assieme a un’amica il 16.07.2021, è molto semplificato, tanto semplice quanto è infantile la nostra mente 3D. Può dare un’idea di cosa sono i legami animici, ma la realtà è infinitamente più complessa e di difficile comprensione per il nostro livello evolutivo.

Le connessioni d’anima principali sono sette. Significa che ce ne sono tante altre, ma per noi umani, in questo momento, va bene conoscere queste.

1 - SPIRITO CONNESSO

2 - ANIMA SPIRITUALE

3 - RUOTA ENERGETICA

4 - ANIMA AFFINE

5 - ANIMA GEMELLA

6 - FIAMMA GEMELLA

7 - FILO SPIRITUALE o GEMELLO DI FIAMMA


1 - SPIRITO CONNESSO:

È la parte di anima terrena che si collega a un’altra anima terrena. È un legame limitato per questa vita sulla Terra: le due anime fanno un patto prima di nascere per un’esperienza insieme.

La variante ANIMA CONNESSA ha origine nella multidimensionalità: non è detto che queste anime si incontrino sulla Terra, ma si ha il ricordo di altre vite in cui ci si è conosciuti, si prova un’istintiva familiarità per quella persona.


2 - ANIMA SPIRITUALE:

Si ha quando lo spirito esce dal corpo per fondersi con un’altra anima. Alcuni esempi: due gemelli all’inizio della gestazione in cui uno muore e viene riassorbito dall’altro feto; un trapianto d’organo o di altri materiali organici in cui sono rimasti dei frammenti d’anima del donatore; l’abilità degli sciamani di entrare in connessione con certi animali. In pratica si ha ogni volta che un’anima rimasta priva del corpo fisico si unisce transitoriamente o permanentemente a un altro individuo. L’anima unita può essere attiva o dormiente.


3 - RUOTA ENERGETICA:

Non si tratta di una connessione a un’anima singola ma a un gruppo d’anime che si manifestano in occasioni particolari. Ad esempio quando ci sono dei karma di gruppo, degli eventi naturali come l’energia di un tornado o l’aurora boreale, o quando vi siano dei residui spirituali corrispondenti alla griglia cristallina. Ci sono delle occasioni, dei riti, in cui si manifestano i propri avi in gruppo e, attraverso questa esperienza, si ha un’evoluzione.

A volte ci si pone la domanda: “Ma dove ho sconosciuto questa persona che mi sembra così familiare?” La RUOTA ENERGETICA potrebbe essere la risposta.


4 - ANIMA AFFINE:

Fa parte della rete di persone a noi più vicine. Sono anime amiche che rincontriamo spesso nell’arco delle esistenze per aiutarci nella nostra evoluzione. Con loro si fa un percorso insieme, un pezzetto di strada più o meno lungo.


Arriviamo così ai legami più conosciuti e “ambiti”. Vediamo di sfatare tanti miti che leggo in rete ogni giorno.


5 - ANIMA GEMELLA:

Si tratta di un’ANIMA AFFINE a un livello più alto. C’è un patto per aiutarsi nell’evoluzione vita dopo vita. C’è un rapporto intenso che può essere di forte amicizia ma anche di attrazione fisica e amore. Le ANIME GEMELLE hanno accesso a informazioni reciproche in quanto estremamente connesse tra loro per scelta.

Attenzione: l’ANIMA GEMELLA non è una sola e non è la “metà della mela”. Si possono avete tantissime ANIME GEMELLE nella vita, io stessa ne ho conosciute parecchie. A volte le ANIME GEMELLE possono essere persone dello stesso sesso o parenti stretti. Anche se spesso c’è, l’amore romantico tra queste anime non è obbligatorio.


6 - FIAMMA GEMELLA:

Sono anime che si inseguono a vicenda costantemente, difficilmente riescono a essere felici insieme per via delle costanti discussioni ma, se ci riescono, il loro rapporto li porta a un’evoluzione senza eguali. Di norma hanno tempi diversi: uno cerca e l’altro scappa o viceversa. È comunque un rapporto esclusivo: le due metà perfette dell’anima che si riuniscono. Attenzione, non si tratta di due esseri incompleti che diventano uno, ma solo di due parti combacianti uscite dell’enorme anima primordiale.

Tanti sostengono che la FIAMMA GEMELLA sia una e una sola. Sbagliato. Premesso che nessuno ha in pugno la verità assoluta e che comunque la nostra mente 3D non arriva a comprendere il senso pieno di questi legami, vi scriverò le informazioni che ho in merito, frutto di esperienza personale, viaggi astrali e scambi con altri.

Le FIAMME GEMELLE possono essere suddivise ulteriormente in FIAMME TERRENE, FIAMME ASTRALI e FIAMME PRIMORDIALI.

Le TERRENE, come dice il nome stesso, sono quelle incarnate con noi sulla Terra. Non ce n'è solo una. Ad esempio io, finora, ne ho incrociate tre.

Le ASTRALI sono anime con cui abbiamo vissuto prevalentemente su altri mondi prima di imbarcarci nell’esperienza terrena. Sono certa possa essercene più di una, nella mia esperienza comunico con la mia FIAMMA ASTRALE da anni, mi assiste e mi aiuta nel mio percorso restando a distanza. L'ho sempre considerata una specie di "spirito guida".

Le PRIMORDIALI sono anime con cui abbiamo un legame antichissimo, dall’alba dei tempi, da quando eravamo un tutt’uno con la fonte di energia primordiale, appunto. Ci si può incarnare assieme o meno e, anche in questo caso, non è detto ce ne sia una sola. Io finora ne ho incontrate due: una persona sulla Terra e un antico compagno di vita a livello astrale, compagno con cui oggi condivido molto a livello spirituale. Le FIAMME PRIMORDIALI restano tali per sempre, nonostante esperienze separate o millenni di distanza. In effetti, per quanto ne so oggi, credo sia il legame più profondo.


Veniamo all’ultimo tipo, spesso confuso con le FIAMME.


7 - FILO SPIRITUALE o GEMELLO DI FIAMMA:

Se le FIAMME GEMELLE sono anime combacianti, il GEMELLO DI FIAMMA è una copia perfetta di noi. In pratica il GEMELLO DI FIAMMA è la nostra fotocopia identica unita da un FILO SPIRITUALE. A questa anima non è permesso vivere sul nostro stesso piano e avere dei rapporti diretti con noi per il semplice motivo che non sarebbe utile all’evoluzione: sarebbe come vivere con sé stessi. Di norma i GEMELLI DI FIAMMA si trovano in due dimensioni differenti e possiamo percepirli come “vite parallele” da cui ci sentiamo irrimediabilmente attratti. I GEMELLI DI FIAMMA sono portati a cercarsi come accade per le FIAMME GEMELLE, ma questa ricerca non porta quasi mai buoni frutti.

Se, vita dopo vita, si desidera davvero ritrovarsi, può essere permesso rinascere nello stesso mondo con lo scopo di un forte obiettivo evolutivo comune, ma non sarà concesso un contatto diretto, più che altro i GEMELLI DI FIAMMA saranno complementari.

Anche in questo caso ho avuto la grande fortuna non solo di conoscere una mia GEMELLA DI FIAMMA, ma di poterla “portare dentro di me”. Storia complicata di cui sto scrivendo nel mio nuovo libro.

Insomma, i legami d’anima sono davvero molti e molto complessi. A tutto questo basti aggiungere il concetto di “multidimensionale” per elevarlo esponenzialmente: innumerevoli vite su più livelli con tantissimi legami.

Se la nostra anima e il nostro astrale si possono muovere nelle altre dimensioni, quante FIAMME o GEMELLI credete si possano trovare?

Ecco perché fin dalle prime righe ho subito scritto: è più complicata di così.

Un’altra domanda che spesso mi fanno è: “Si possono spezzare questi legami?”.

Se i legami sono stati intenzionalmente creati per avere un’esperienza evolutiva, si possono anche intenzionalmente spezzare o quantomeno affievolire. Io ho deciso di spezzare il legame che mi univa alla mia FIAMMA GEMELLA TERRENA, poiché soffrivo troppo per la sua lontananza fisica. Ora siamo ANIME AFFINI. Continuiamo a sentirci ma senza quel dolore opprimente. Questa “rottura animica” è stata possibile perché lui ha deciso in modo cosciente di non risvegliarsi in questa esistenza, quindi a livello evolutivo il legame di FIAMMA non mi sarebbe servito.

Al contrario, ho tentato di spezzare anche un altro legame con una FIAMMA TERRENA. Per qualche settimana siamo rimasti sono ANIME AFFINI, poi la connessione di FIAMME si è riformata. Non so cosa aspettarmi da questo, ma di sicuro le nostre strade, a livello evolutivo, sono ancora connesse.

Ci sono tante informazioni in rete di persone che canalizzano, tutto ha un fondamento di verità, ma molto dipende dall’operatore e dai suoi pensieri. Di fatto, nessuno ha la visuale completa… come potremmo? Siamo troppo limitati in questi gusci.

Quello che dico sempre è di discernere con attenzione e di seguire non la mente ma il cuore e, soprattutto, di diffidare da chi è convinto di possedere la sola e unica verità.


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La bacchetta magica non esiste… ancora


Molte persone arrivano da me quando sono all’esasperazione, quando tutti gli altri metodi, più classici, non hanno funzionato. L’ultima spiaggia. Arrivano emotivamente devastate, in preda all’ansia e all’angoscia. Chiedono un trattamento ma non fanno assolutamente nulla per modificare la loro esistenza. E attendono. Cosa? La bacchetta magica, ovvio. Si aspettano di vedere, come per magia, scomparire i problemi di anni e anni in una settimana. Se non funziona si salvi chi può. Mi sono capitati addirittura casi in cui la persona voleva lavorare su di sé, ma non aveva il coraggio di contattarmi in prima persona.

Ma io dico, voi andate dallo psicologo e vi aspettate che risolva i problemi della vita in una sola seduta? O mandate un’amica per riferire al posto vostro? Come minimo ci vuole un percorso costante per mesi, un atteggiamento proattivo e, soprattutto, la decisione ferrea di cambiare.

Spesso tanti casini personali arrivano dal karma, ovvero da vincoli che le persone stesse si impongono. Io posso scioglierli con diversi metodi, ma non è “gratis”: le situazioni torneranno a galla per essere viste e lasciate andare. E questo è un lavoro che fa il paziente, non l’operatore.

Molto spesso dopo una pulizia profonda e un riequilibrio c’è tanto da fare. È come un incendio che brucia tutte le cose che non funzionano… ma la cenere va spazzata, e per spazzarla bisogna capire quanta ce n’è. Basterà una scopa o servirà un aspiratore? Spesso uno strato di polvere persisterà e si dovrà pulire ogni giorno per un lungo periodo di tempo. Magari servirà qualche altra seduta per consolidare il risultato, oppure potrebbe bastare un regolare impegno verso sé stessi. A volte quindici minuti di meditazione al giorno salvano la vita.

La bacchetta magica che resetta e ripulisce tutto in ventiquattro ore ancora, ahimè, non esiste. Magari ci fosse, sarei la prima a usarla!

Oggi come oggi chi intraprende un percorso olistico deve capire che per ottenere un risultato una buona fetta di responsabilità è sua. Ci sono tanti metodi che si possono applicare, più o meno rigidi, però la decisione di modificare la propria esistenza parte sempre dal libero arbitrio, e quello non si accontenta di un “ma sì, proviamo anche questa, sia mai che funzioni”. Quello pretende una presa di posizione e una volontà incrollabile.

Concludendo, in questo ultimo intenso anno di lavoro ho avuto il piacere di vedere alcune persone ottenere cambi radicali da un giorno all’altro, quasi per magia, ma molte altre si sono dovute impegnare per mesi, digerendo poco a poco i problemi, con il desiderio di migliorare la loro vita.

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lunedì 27 giugno 2022

La libertà di essere infelici



“Devi essere grato.”

“Ogni mattina devi svegliarti e trovare dei motivi per essere felice.”

Quante volte lo avete sentito o letto? Io, addirittura, tenevo un diario della gratitudine attraverso un’applicazione per il cellulare.

Vibrare di energia positiva porta altra energia positiva, dicono. Se mi sento nell’abbondanza, anche se sono povero come la morte, attirerò abbondanza perché lì andrà la mia energia.

Ci ho provato, giuro. Ci ho provato per anni e non funziona. Per me quantomeno.

Mi alzavo la mattina e sotterravo la tristezza, la voglia di morire, la povertà dicendomi: “Beh, ma ho un tetto, un letto e da mangiare”. In effetti avrei dovuto avere meno da mangiare per entrare in una taglia normopeso.

Ve lo dico chiaro e tondo: nascondere l’infelicità o la povertà sotto venti strati di buone intenzioni non porta nessun cambiamento, anzi, ti fa sentire un idiota.

E allora vogliamo darcelo il permesso di stare male?

“Io oggi sto di merda!”

“Io non sono grato per niente e non sono nell’abbondanza, affatto!”

E diciamocela la verità. Non è fingere che le cose vadano bene a farle andare bene. Negare come ci si sente davvero, la propria tristezza, i sentimenti neri, porta solo frustrazione.

È quando ci apriamo del tutto a noi e alla nostra vera situazione, quando ci accettiamo esattamente come siamo che la magia si innesca.

“Io sto da schifo. Vorrei spararmi un colpo in testa piuttosto di vivere così.”

Entriamo fino in fondo dentro l’abisso del nostro cuore. Accogliamolo del tutto. Prendiamo atto della vera situazione in cui viviamo, non scappiamo più.

Oh, se ci sentiremo più sollevati.

E tu? Com’è la tua vita? Sai, puoi dire che va male, che è una schifezza, che soffri per amore, che ti senti solo e disperato. Hai il permesso di vivere tutte le emozioni negative senza sentirti costretto a essere grato per niente.

Quando avrai accettato tutto il male, quando sarai diventato tu stesso il male che hai dentro, allora e solo allora le cose potranno cambiare.

Accogliere fino in fondo l’ombra è il primo passo per stare meglio.

Oggi non ho paura di dirlo: io non sono felice, per niente. Mi sento sola e disperata a volte. Ma è anche grazie a questi sentimenti negativi che posso dare una mano agli altri. Non me ne vergogno, anzi, scendere nel mio caos, di tanto in tanto, è istruttivo.

Per cui, se anche tu stai così, va bene. Ammettere di essere infelici e per niente grati è il primo passo per innescare un cambiamento positivo.

mercoledì 1 giugno 2022

Essere pronti al cambiamento

In tanti dicono di voler cambiare. Dicono.

“È arrivato il momento di sciogliere questi blocchi!”

“Sono pront* ad accettarmi finalmente!”

Bla bla bla. Tante belle parole che muoiono alla prima, microscopica, difficoltà.

Quanti ne vedo ogni giorno. C’è chi è prontissimo a lasciare il “vecchio” e liberarsi delle zavorre, ma poi cerca la più piccola scusa per interrompere il percorso. Altri che finalmente sono pronti a restare soli finché non troveranno la persona equilibrata e davvero giusta per loro, ma che in realtà si buttano su qualunque cosa respiri per non affrontare sul serio il vuoto interiore.

Diciamocelo, il cambiamento, quello vero, è difficile. Per quanto la nostra realtà sia brutta, stretta, invivibile, è nostra. Il piccolo orticello che coltiviamo da una vita. Sì, è pieno di parassiti, però lo conosciamo così bene che buttare il diserbante scoccia.

Il diserbante per la vita vera si chiama distruzione. C’è la distruzione assoluta e improvvisa, ovvero il “calcio in culo” dell’universo in cui si sbatte di tanto in tanto, e poi c’è la distruzione che scegliamo, il famoso “da domani cambio tutto”.

Se il primo caso arriva all’improvviso e ti lascia senza fiato, come un licenziamento, una relazione che finisce perché uno dei due tradiva, una morte improvvisa e così via, il secondo caso lo scegliamo noi.

E quanto è difficile scegliere!

A parole sono bravi tutti. Non avete idea di quante persone arrivino da me convinte… sì, ma convinte io possa fare l’abracadabra per risolvere in un tocco, e in modo indolore, tutti i loro casini.

Non funziona così. La distruzione implica tristezza, macerie e rinascita. Implica perdersi del tutto per ritrovarsi migliori di prima. Il famoso proverbio che amo tanto e che ho fatto mio: “Non si scoprono terre nuove senza accettare di perdere di vista, prima, e per molto tempo, ogni terra conosciuta.”

Ahimè, la stragrande maggioranza della gente, se può scegliere, al massimo nuota a cento metri dalla riva. Con salvagente.

Stanotte ho fatto un sogno bellissimo, c’era Damon Salvatore nudo, e già per questo era bellissimo, ma la cosa migliore è stata una frase che mi ha detto: “La gente ha paura di te perché li destabilizzi.”

Quanto aveva ragione. Io porto in me l’energia della distruzione. Ci ho messo un po’ ad accettarlo e a capire come usarlo a mio vantaggio. Di fatto, io aiuto gli altri a cambiare in modo radicale, e le persone che fanno finta, che vogliono trasformarsi, ma solo con la testa, dopo qualche incontro scappano. Chi usa la scusa dei soldi, chi del tempo. Pretesti, perché cambiare sul serio, nel profondo, fa fottutamente paura.

E tu, che dici di lavorare su te stesso da tempo, sei davvero pronto al cambiamento o è una storiella che ti racconti?


mercoledì 18 maggio 2022

Linguaggi di Luce


Se bazzicate nell’ambiente “olistico” vi sarà sicuramente capitato di imbattervi in qualche codice o Linguaggio di Luce. Da qualche anno, infatti, tanti operatori hanno iniziato a canalizzate queste espressioni che, di base, si dividono in: segni disegnati, linguaggio, movimento delle mani.

I segni disegnati sono dei veri e propri simboli che possono essere focalizzati in pochi tratti o addirittura in pagine e pagine di codici.

Il linguaggio, come dice il termine stesso, è una lingua parlata. Come per quelle terrestri, ci sono un’infinità di Lingue Stellari con inflessioni e parole diverse.

Il movimento delle mani può esserci da solo o unirsi alle lingue parlate. In pratica è una sorta di manipolazione dell’energia in cui i codici diventano movimenti fisici.

Qualunque sia l'espressione, lo scopo è aiutare a sciogliere ciò che non serve più, aumentare la vibrazione e ricollegarsi alla propria natura spirituale.

Tutti gli esseri umani, potenzialmente, conoscono le Lingue Stellari nelle loro molteplici forme, poiché tutti siamo stati esseri stellari. Tuttavia, solo gli umani davvero pronti al risveglio ricordano. Non fraintendete quest’ultima frase. Ci sono operatori risvegliati che non parlano o scrivono Linguaggi di Luce. Penso dipenda anche dal ruolo che si ricopre sulla Terra e dall’obiettivo che la nostra anima si è posta.

C’è da aggiungere anche un altro importantissimo dettaglio: non tutti i Linguaggi Stellari sono di Luce.

Mi spiego meglio. Nella nostra ristretta mente umana che ha bisogno di classificare tutto, abbiamo chiamato Linguaggio di Luce tutto quello che arriva dallo spazio. Ma lo spazio non è tutta Luce, per metà è Caos. I popoli stellari caotici non hanno linguaggi? Certo che li hanno e, se siamo sulla loro lunghezza d’onda, parleremo Lingue di Caos e non di Luce.

Luce e caos, sempre qui finiamo. Non c’è giusto o sbagliato. Se siamo totalmente nella Luce, siamo nell’immobilità dell’anima pura. Nell’amore, certo, ma un amore statico in cui tutto si annulla. Se siamo completamente nel Caos, tutto è confusione.

La vita, soprattutto carnale, deve essere nell’equilibrio. Yin & Yang. 

Arrivando al succo, se siamo disequilibrati, in sintonia con i popoli stellari caotici, probabilmente canalizzeremo Lingue di Caos e non di Luce. Condividendole con altri, aiuteremo il Caos e non la Luce.

Come capire da che “parte” stiamo? Al di là dell’intuito personale, che può essere del tutto compromesso, basta anche un semplice test di radiestesia, l’importante è che sia fatto nell’assoluta neutralità.

Quanto sono nella Luce da 0 a 100%? Avere un 20%/30% di caos è normale e salutare, oserei dire. Sopra al 50% cominciate a mettervi in allerta.

Quanto il codice che ho canalizzato è nella Luce? E così via.

Concludendo, discernete con attenzione chi lasciate entrare nella vostra vita, che siate canalizzatori o riceventi.

venerdì 13 maggio 2022

Siamo soli

Tutti passiamo momenti caotici nella nostra vita. Attimi di buio totale in cui i sentimenti negativi prevalgono. Ci svegliamo la mattina in preda a rabbia, rancore e tristezza. Un giorno, due giorni, un mese. Periodi interi della nostra vita sono inghiottiti dal buio. A me è capitato la scorsa estate, tra fine agosto e settembre. Ho avuto un mese che potrei definire “la notte nera dell’anima”. In quel periodo non ero sola. Si erano avvicinate a me delle anime antiche con cui ho vissuto tante esistenze.

Voi direte: “Che bello, ti hanno aiutata ad affrontare la tua crisi?”

Col cazzo.

Sono entrate nella mia vita un bel giorno e mi hanno fatto sentire amata, a casa, felice come non lo ero da anni. Completa. Per poi abbandonarmi nel caos. Nel periodo peggiore in assoluto, invece di venirmi in soccorso, di aprirmi gli occhi, di aiutarmi, hanno mentito, hanno omesso eventi e fatti. Mi hanno esclusa, però fingendo di farmi partecipe. Il tutto condito da messaggi carini ed emoticon accattivanti, come si usa nella cosiddetta era moderna.

L’ho saputo ieri e, dopo una notte insonne, ho deciso di mettere tutto nero su bianco. D’altronde la scrittura è sempre stata il modo migliore per esprimermi.

Ed è così che va la vita, cari lettori: siamo soli. Nei momenti peggiori siamo sempre soli. Ficcatevelo in testa.

E forse vi chiederete perché mai se queste anime così antiche e affini mi erano vicine, mi hanno abbandonato proprio nel momento del bisogno. Semplice: avevano paura.

A quanto pare il mio caos fa paura. Non ero pronta, non ero adatta ma soprattutto ero pericolosa. Si sa, noi rosse stronze un po’ di fifa la facciamo, se poi consideriamo che in tante vite ero votata al male, posso capire perché.

Sapete cos’è successo poi? Io ho sofferto enormemente per la perdita di queste persone che si sono allontanate del tutto. All’epoca non ne capivo la ragione e, ovviamente, a domanda diretta non hanno risposto.

In questa lunghissima notte in bianco, dopo aver compreso la verità, mi sono arrabbiata e intristita e disperata. Infine è spuntata l’alba. Ho preso i miei quadranti di radiestesia e ho fatto qualche misurazione. Oggi la mia vibrazione è infinitamente superiore alla loro. E per infinitamente intendo proprio infinitamente, come un lombrico con un angelo. Mentre la mia percentuale di caos è molto più bassa della loro.

In poche parole, in questi mesi io sono diventata una dea e loro sono le cacchette che hanno dimostrato di essere a settembre.

Una dea non parla così? Avete ragione, ma d’altronde in primis resto sempre una Rossa Stronza. E ne vado fiera.

Se anche voi siete nella vostra “notte nera dell’anima”, non mollate e non confidate in nessuno. Ne uscirete, ve lo assicuro, e sarete più forti e divini che mai.

giovedì 21 aprile 2022

Luce VS Tenebra


Ne ho parlato tanto ultimamente, ma oggi voglio essere specifica, a costo di venir presa per pazza invasata. Ci tengo a precisare che tutto ciò che sto per scrivere non mi arriva da alcun maestro né libro o corso, è solo esperienza sul campo di battaglia nell’arco dell’ultimo anno. Tutto vissuto in prima persona e comprovato da campagni di guerra.

Esatto, guerra. La famosa guerra di luce e tenebre, avete presente? La fase critica è iniziata da un po’ e tutte le anime pronte ad affrontarla si stanno risvegliando ora.

Iniziamo con lo spiegare bene un concetto errato che va diffondendosi: vibrare alto non significa essere protetti.

Partiamo dalla base: cosa significa vibrazione? Prenderò come riferimento la scala Bovis usata soprattutto in radiestesia. Un umano tipo, senza particolari routine spirituali, vibra di media tra gli 8.000 e i 10.000 Bovis. Una persona con patologie di vario tipo, corrotta da entità di basso livello o con l’anima molto frammentata e sparsa, vibrerà molto più basso. Un umano evoluto può arrivare ad avere una vibrazione di oltre 20.000 Bovis, ovvero entrare nella sfera delle energie spirituali. Tutto questo non è nuovo, lo spiega in modo esaustivo e semplice James Redfield nella Profezia di Celestino, e molti altri prima di lui.

Ora, quello che in tanti non sanno, o non vogliono sapere, è che la cosiddetta Tenebra può vibrare altissimo. Non ci sono solo larve astrali ed esseri malvagi di bassa vibrazione. Onestamente, ormai spero di incontrare cose simili perché sono davvero facili da eliminare. Quello di cui dovremmo avere timore sono gli esseri di altissima vibrazione che perseguono il Caos.

Sfatiamo anche un altro mito così caro alla nostra mente 3D: bene e male non esistono. Esiste la Luce che nella forma più pura significa immutabilità, ed esiste il Caos, che non per forza è malvagio. La nostra testolina limitata vede bianco o nero, non riesce a percepire le sfumature. Quello che dobbiamo perseguire non è “essere nella luce” bensì “essere in equilibrio”. Di grazia, non vorrei mai tornare nel brodo primordiale di anima in cui annullarmi, preferisco una buona dose di ombra nella mia vita!

Altra brutta notizia: anche se siamo in equilibrio perfetto, con un’alta vibrazione, non siamo automaticamente protetti. Vi dirò di più: nessuno può proteggerci se un essere caotico di alta vibrazione ci vuole, nemmeno angeli e arcangeli. Esistono dinamiche cosmiche per le quali non tutte le guide votate al bene, e a nostro favore, possono intromettersi. Anche loro hanno leggi, territori, patti e molto altro con lo scopo di mantenere la pace e l’equilibrio universale. In più, spesso il livello è pari.

Prendiamo il grado più alto di alieni caotici che ora è vicino all’umanità. Noi li chiamiamo alieni di settimo grado. Esistono livelli superiori ma vi assicuro che non ho fretta di incontrarli. Questi alieni di settimo grado non hanno il permesso di scendere sulla Terra perché questo mondo è protetto dalla Federazione Galattica. Questo però non vieta loro di insinuarsi nella mente delle persone e di “rapire” dei pezzetti di anima per portarli nel loro di mondo.

Immagino gli scettici ridere: “Che cos’è, Matrix? Stai dando i numeri?”. Riderei con loro in effetti. Mi piacerebbe un sacco. A volte, mi sveglio la mattina e spero sia stato solo un incubo. Invece è così. Da molti mesi ormai libero le persone dai loro impianti o recupero anime martoriate usate per gli esperimenti. Non ve lo auguro.

Senza scendere troppo nei dettagli, questi simpatici esserini non perseguono mica il male. La loro vibrazione è altissima e la loro tecnologia supera di mille volte la nostra. Vogliono solo studiarci e usare la nostra energia a piacimento. Non sono demoni malvagi che godono a vederci strisciare, sia ben chiaro. Il fatto che i loro esperimenti ci facciano del male, è un danno secondario.

Pertanto, anche se vibrate alto, non siete protetti, il contrario: siete più allettanti ai loro occhi. Il vero “male” per noi umani in questo momento vibra altissimo. Essendo poi, questi alieni, estremamente intelligenti, sono anche abili trasformisti per i creduloni. Che cosa ci vuole a imitare un angelo, una mamma amorevole, una guida compassionevole? Niente per loro. E una volta che ci fidiamo, prelevare un pezzetto della nostra anima o mettere degli impianti che ci rendono schiavi è una passeggiata. Vedo ogni giorno guide spirituali raggirate, che credono di portare luce e amore e invece sono tramiti inconsapevoli per il reclutamento di cavie.

Non infrangono i trattati con la Terra, restano a distanza. Semplice, no?

Questa è la guerra di Luce e Tenebra, a questo siamo chiamati. È il nome a essere sbagliato: questa è la guerra di Equilibrio e Caos. Per mia sfiga, in questa vita ho optato per il “bene”. Dico per sfiga perché sarebbe molto più semplice stare dal loro lato anziché svegliarmi ogni mattina chiedendomi se con gli incubi della notte sono riusciti a scalfire le mie protezioni.

È il momento di lasciare tutto ciò che è rassicurante, prendere la pillola rossa e vedere quanto è profonda la tana del Bianconiglio. Forse l’ho già scritto, mi ripeto. Questa è a tutti gli effetti una chiamata alle armi perché è arrivato il momento di combattere sul serio.



giovedì 24 marzo 2022

Falsi profeti

Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi rapaci. [Matteo 7:15]

E niente, in questi ultimi giorni mi sento molto biblica. Non so perché mi stanno tornando in mente un sacco di passi studiati da ragazzina che vedo manifestarsi nel presente.

Questo dei falsi profeti, in particolare, lo noto nel quotidiano. Non mi riferisco a fatti di politica bensì resto nel campo “olistico”. Oggi, più che mai, gli “operatori del risveglio” sono preziosi per aiutare le persone a uscire da questa Matrix.

Oddio come scrivo forbito! Mi manca solo da aggiungere un “quantica” buttata a caso e mi sentirò di tendenza.

Dicevo, gli operatori olistici sono importanti e, nel male e nel bene, ce ne sono sempre di più. Perché nel male? Semplice, alcuni non sanno quello che fanno.

Se continuo così tra poco mi scomunicheranno… ah no, non ho fatto la Comunione. Giuro che la smetto.

Il problema di questi tempi nel campo olistico è che tutti hanno iniziato a canalizzare, ovvero a fare da filtro a entità non meglio identificate per trasmettere messaggi al genere umano. C’è la convinzione profonda che se vibriamo alto ci connetteremo solo a entità pure e benefiche. Riassumo le frasi tipo:

“Non avere paura, nella luce nulla di male può accadere.”

“Non preoccuparti, se resti nel campo del cuore attiri solo energie positive.”

“Non temere, se la tua frequenza è alta, nulla può toccarti.”

E fatemelo dire: col cazzo.

Non è così, punto e basta. Anzi, più siete in alto, più siete nella luce, più siete nelle vibrazioni divine, più siete succulenti agli occhi “del male”. Aspettano solo di papparsi la vostra energia e, nel caso voi lavoriate nel campo olistico, di papparsi quella dei vostri clienti.

Come fanno? Dimenticate larve astrali ed energie di bassa vibrazione facilmente identificabili. Stiamo parlando di esseri che vibrano più di voi, che hanno tecnologia avanzata e che sono maestri nel travestimento.

Arrivano come esseri di luce, vi ingannano, stipulano un patto sulla vostra buona fede e poi vi usano finché gli servite.

Tutto ciò è spaventoso? Sì, lo è. Questi sono “gli ultimi tempi”, questa è la “guerra della luce contro il buio”. Ci siamo in mezzo ora. E ora è il momento di decidere da che parte stare.

A questo punto vi chiederete come riconoscerli e proteggervi. Sia ben chiaro: non esiste una guida scritta. Io e alcune altre persone con cui condivido il percorso, stiamo lottando con tutte le nostre forze per restare “puliti” e aiutare gli altri a liberarsi. In questo ultimo anno di battaglia sul campo, abbiamo individuato dei modus operandi che dovrebbero mettervi in allerta.

1. Lassù hanno pochissimo tempo per voi. Nessuno viene a suggerirvi corsi da fare o a darvi istruzioni. I messaggi che arrivano spontaneamente sono pochi e di vitale importanza.

2. Se siete voi a contattare i piani alti, la comunicazione arriverà a domanda diretta. Sempre per la teoria che non hanno tempo da perdere, soprattutto con le guerre cosmiche in atto, i messaggi saranno brevi e criptici. Perciò lunghe canalizzazioni sono frutto soprattutto dei “ricami” dell’operatore e della sua parte divina.

3. Non creano dipendenza. Mai! Mai! Mai! Un essere superiore non vi coccola, non vi dà la forza, non vi tiene abbracciati… o meglio, non un essere superiore benevolo. Chi tifa per la vostra evoluzione al massimo vi dà una botta energetica per risvegliarvi e tirare fuori le vostre potenzialità. Diciamo che preferiscono le sberle alle coccole, almeno nel mio caso. Sapete chi vi coccola e vi tiene stretto a sé? Chi vuole imprigionare la vostra anima e ciucciarvi l’energia.

4. Lassù vogliono che stiate incarnati. Siete venuti qui per questo! Okay ai brevi viaggi astrali andata e ritorno, ma non all’anima sempre ai piani alti. Un consiglio: misuratevi ogni mattina con pendolo e quadrante a percentuale. Quanto la mia anima è fuori? Quanto la mia anima è con (inserire nome entità con cui crediamo di parlare)? O magari un bel: Quanto la mia anima è prigioniera di (inserire nome entità con cui crediamo di parlare)?

5. Un essere superiore non nega il male, anzi, vi mette in allerta. Questa pantomima del “non parliamo dell’oscurità perché altrimenti diamo forza a quell’energia” ci stava nel 2012, non oggi. Oggi l’oscurità è furba, intelligente e ci entra direttamente in testa, soprattutto di notte quando dormiamo.

Proteggetevi. Incensi e Palo Santo? I cattivi li usano per farci le inalazioni, lasciate perdere. Usate figure di geometria sacra come lo Stargate, le pentasfere, le genese, la Merkaba... Usate la forza degli elementi naturali sacri, come il Fuoco, in particolare il Fuoco nella sua energia Verde che potete amplificare con le figure di geometria sacra. Richiamatelo ogni giorno per ripulirvi.

Se non ce la fate, se credete di essere sotto attacco diretto, chiamate me.

Sapete come vinceremo questa guerra? Mettendoci in dubbio ogni giorno e facendo squadra.

domenica 20 marzo 2022

La birra galattica


Io li invidio davvero quelli che hanno tutte le verità in pugno. Mi riferisco a quelli convintissimi: bianco o nero. È così punto e basta. E sono devoti alla loro ragione, scrupolosi fino all’ultimo dettaglio di quel credo assoluto. Ci ricamano su tutta la loro esistenza. Ne sono gelosa.

Quelli come me, invece, sono sempre pieni di dubbi e di mezze verità. Non sanno mai quanto spingersi nelle loro credenze. C’è sempre quella vocina che sussurra “ma ne sei proprio certa?” oppure “e se non fosse così?”.

Questa realtà mi si è rovesciata addosso stasera, tipo doccia fredda. Per qualche mistica ragione il mio intuito mi ha portato a iscrivermi a un segretissimo gruppo Facebook dedicato al concetto di fiamma gemella. Mi piaceva l’idea di condividere e ampliare le mie idee in proposito, perciò mi sono iscritta e, dopo essere stata approvata, ho postato qualche riga sulla mia esperienza.

Già per quello mi sono sentita dare dell’egoica. A quanto pare è immorale dire pubblicamente che ci sono persone risvegliate e altre dormienti. Non importa se è un dato di fatto, che tra l’altro rispetto visto che ognuno ha il suo disegno di vita, se lo dici è perché ti senti superiore. Okay, ne prendo atto. Poi, nei commenti, per rispondere alle domande di altri utenti ho fatto la pipì fuori dal vasino e ho iniziato a parlare della mia esperienza con le fiamme astrali, primordiali e terrene. È stato a quel punto che si è scatenato l’inferno. La fiamma è una e una sola: l’anima divisa in due e messa in due corpi terreni. Punto. E chi osa contraddire la verità assoluta del moderatore sarà bannato.

Io, portatrice di notizie false e tendenziose a quanto pare ho distrutto il clima ortodosso del gruppo. Non mi sono sprecata nemmeno di rispondere. Ho cancellato il post iniziale e mi sono auto-rimossa. Mea culpa, mea maxima culpa. Incassa e porta a casa, anarchica bastarda.

Ecco, io mi ci vedo nell’universo, con la mia fiamma primordiale, al massimo del mio potere malefico. Siamo seduti in un bar galattico e discutiamo sul futuro:

«Senti un po’, Aid, il prossimo pianeta lo distruggo io.»

«E no, cazzo. Hai distrutto già questo, il prossimo è mio!»

«Senti, giochiamocela. Chi finisce per primo una pinta di birra si becca il pianeta.»

«E chi perde?»

«Si incarna sulla Terra.»

«Affare fatto.»

Ecco come sono finita in questo posto di merda, tra l’altro a scontare il karma di tutti quei pianeti distrutti.

Insomma, non importa che l’anima sia infinita, che si scinda in tantissime vite su più universi, che nel farlo stringa un numero spropositato di legami così enormi da essere inconcepibili per il nostro cervellino umano. La fiamma gemella è una sola! Già, come no.

Però li invidio quelli delle verità in pugno. Per loro la vita è più semplice e la notte, invece di scrivere, dormono.

martedì 8 marzo 2022

Donne VS Uomini


Siamo nella cosiddetta “settimana della donna”. Dallo scorso weekend sono partite nei supermercati le richieste di donazioni al Telefono Rosa. Non so quanti post ho già visto sui social che, con la scusa dell’8 marzo, ti vogliono vendere di tutto.

Io per la festa della donna farò un weekend di difesa personale. Questa è un’iniziativa che mi piace molto.

Si parla tanto di lotta alla violenza sulle donne e si immaginano i casi più terribili, dove ci sono pugni e sangue, ma nessuno invita le donne a difendersi. Non c’è la cultura della difesa personale, le vogliono solo far fuggire senza permettere loro di imporsi.

E oltre alla violenza fisica, ce n’è una molto più subdola, quella psicologica e mentale.

Ancora troppe donne scelgono di stare in una situazione scomoda piuttosto di prendersi la responsabilità della propria vita. Concetto forte? Lo deve essere. Siamo nel 2022 e bisogna svegliarsi.

Nel mio piccolo, ho modo di osservare tante donne e vedo scene di vita coniugale classificate come “normali” che mi fanno inorridire. Ragazze che vengono definite “poco di buono” se osano darsi piacere senza attendere l’uomo. Donne che devono nascondere al marito la decisione di intraprendere un percorso per sentirsi meglio… perché lui non capirebbe.

Non è forse violenza questa? E di chi è la colpa, dell’uomo che vieta o della donna che accetta a capo chino?

In questo strano momento storico abbiamo una buona fetta di maschi che non ha la più pallida idea di cosa fare, dove andare e come comportarsi. Ai tempi dei nostri padri e nonni, era facile: l’uomo portava i soldi, la donna cresceva i figli. L’uomo ordinava, la donna obbediva. Le donne soffrivano? Certo, ma il tutto era nascosto sotto un pesante strato di perbenismo.

Oggi l’indipendenza delle donne spaventa. Così, il maschio alfa, quello che compensa col testosterone i pochi centimetri che madre natura gli ha concesso, si indigna di fronte a una partner che invece di aspettare, bramosa, il suo bastone di dio, usa un vibratore. Allo stesso modo, l’uomo delle caverne non comprende il perché la sua donna voglia essere felice a prescindere da lui, voglia delle amicizie e degli impegni fuori dalla coppia. Che poi la femmina abbia delle convinzioni diverse dalle sue, è follia, e questi pensieri assurdi vanno bloccati e denigrati.

La paura è alla base. Paura di non esercitare più il controllo, di perdere il potere, di non valere niente. 

E le loro donne? Si adattano. Pagano a caro prezzo la sicurezza. 

Sicurezza.

Uno stipendio sicuro, qualcuno che ci sia in caso di bisogno, la realizzazione stile Mulino Bianco.

Piuttosto di restare sola, accetto di essere prigioniera.

Piuttosto di contare solo sulle mie forze, accetto di soffocare i miei bisogni.

Piuttosto di restare zitella e senza figli, accetto di castigare la mia sessualità.

Piuttosto di vivere, accetto di morire.

La società che ci ha educati a coppie monogame, alla gelosia, alla netta distinzione tra sessi, ai ruoli, crolla davanti a una nuova era. E lascia uomini e donne smarriti.

Maschi che non conoscono più il loro scopo e femmine che non sanno prendersi la responsabilità del proprio potere. Tutto ciò crea caos, bisogno di supremazia, violenza.

Invece di crescere insieme, cerchiamo di prevalere e, per il quieto vivere, accettiamo tutti i compromessi. Bambini incapaci nei panni di adulti.

Chi è da educare quindi? L’uomo al rispetto o la donna al proprio valore?

Domanda difficile. La cosa certa è che c’è ancora tanta strada da fare per entrambi i sessi, per ritrovare il maschile e femminile divino persi nel tempo.

La violenza è sempre deprecabile. La difesa legittima.

Regalate meno cose superflue e più corsi di autodifesa e di crescita personale, oggi ne abbiamo più bisogno che mai.

martedì 1 marzo 2022

La delusione dell’oca


Ieri sera tornavo da una rimpatriata tra amiche in una città qua vicino. Uscendo dal centro ho notato l’insegna di una pasticceria in cui mi ripromettevo di andare da tempo. L’ho conosciuta via internet, sui vari social network, e mi ha sempre estasiato con i suoi post di dolci squisiti dalle ricette preziose. Perciò ho fatto inversione a U e mi sono fiondata dentro.

La prima delusione è stata l’ambiente: una stanzetta piccina con una vetrina minuscola e un angolo caffè insulso. I pasticcini erano buttati un po’ alla rinfusa, pochi per tipo e con tutti i cartellini scritti a penna senza stile. Insomma, non un buon inizio. “Ma magari saranno buonissimi!”, esultava Sorella Zen nella mia testa. Sì, doveva essere così, altrimenti non sarebbe stato giustificato il prezzo esoso: un micro-mignon a 1,40€, tipo.

Ho preso un vassoietto misto e me ne sono andata col sorriso. Una volta a casa, anche senza nessun appetito, la gola mi ha portato ad assaggiarli subito. Delusione. Delusione totale.

Creme pesanti, vecchie, ma vecchie come ricette proprio. Parevano quelle glasse stantie anni ottanta. Materie prime mediocri, gusto dolcissimo e copertura di cioccolato delle più scadenti. Delusione totale su tutti i fronti.

Sono tornata alla pagina Facebook e ho letto qualcuna delle recensioni entusiastiche. Mah.

Ecco, la vita è così: sembra tutto bellissimo visto su internet, poi la dura realtà è diversa, una realtà che ti porta proprio a dire “mah”.

È così un po’ per tutto, anche senza internet: i negozi, i professionisti, le persone. L’aspettativa è alta e, stringi stringi, alla fine il succo è deludente.

Se cerchi la perla di saggezza in fondo all’articolo, caro lettore, oggi non la troverai. Oggi sono delusa dalla vita più di altri giorni. Oggi alcuni sogni finiscono, forse per sempre, e alcune persone si perdono, anzi, si lasciano.

Insomma, oggi non è un “punto e a capo”, oggi è la fine di un capitolo troppo lungo.

Domani magari andrà meglio.