martedì 15 dicembre 2015

L’incubo Figurella

Finalmente l’incubo Figurella è finito. Ora che sono uscita dal “tunnel dei pagamenti”, desidero raccontare la mia esperienza con questa azienda a tutte le donne. Premetto che non è mia intenzione diffamare; i fatti, così come si sono svolti, senza nessun ricamo, parlano da soli.
La storia è lunga e finisce in un solo modo: MAI PIÙ Figurella. Ma leggete tutto...
La mia esperienza inizia il 6.11.2012, quando ho deciso (maledetto quel momento!) di fare un contratto con l’azienda TRE s.r.l. (Figurella) con sede in Via Pacinotti 1 - 31020 Villorba di Treviso per delle sedute nella filiale di Paese.
Ho fatto la prima seduta dopo aver ricevuto un buono omaggio. Fin da principio non ero convinta ma, visto che avevo fissato l’appuntamento, ho deciso di provare. Ho trovato la prima seduta inutile: quindici minuti di attività fisica che nemmeno mi hanno fatto sudare. Dopo il trattamento, la consulente mi ha proposto il pacchetto e io ho subito chiarito che avevo molti dubbi in proposito, ma che ci avrei pensato. Mi sono successivamente documentata su internet, leggendo casi di persone insoddisfatte del servizio e, come accordato, ho confermato telefonicamente che non ero interessata. Qualche giorno più tardi sono stata richiamata e mi è stata offerta una settimana gratis, per provarmi che sbagliavo e che il trattamento era efficace.
Ho deciso di accettare e fissato tre appuntamenti per quella settimana. Premetto che in quel periodo stavo vivendo una serie di problemi personali e, a causa di questi, certi giorni mangiavo molto poco; in quel periodo ero anche fuori forma, non facendo attività fisica da oltre due anni.
Dopo aver eseguito i tre allenamenti, in effetti ho visto una variazione di peso che mi ha lasciato soddisfatta e, vuoi per la pressione dell’operatrice, vuoi per altri motivi personali, ho deciso di firmare il contratto, nonostante in molti me l’avessero sconsigliato, per prima mia madre. Fin dall’inizio ho detto chiaramente che non avrei seguito nessuna dieta e mi è stato assicurato che il metodo avrebbe funzionato ugualmente, altrimenti sarei stata rimborsata.
Ho fatto tutti i documenti necessari e mi è stato fornito solo un foglietto striminzito con il numero delle sedute e il prezzo. Del mio contratto vero e proprio non ho mai avuto una copia, ho dovuta chiederla io a mezzo raccomandata. Ricordo che è illegale non fornire ai clienti una copia del contratto.
Dopo due anni, nel gennaio del 2015, non sapevo esattamente quando sarebbero finite le rate del finanziamento. “Facciamo tutto noi, non preoccuparti”, mi dicevano, “non servono garanzie!”.
Ammetto di aver peccato di leggerezza in tutto questo, ma sono stati molto bravi a farmi sentire “a casa”, “tra amiche”.
Con le sedute previste nel mio pacchetto dalla folle cifra di 5.230,00 € dovevo coprire da novembre 2012 ad aprile 2014, secondo i calcoli dell’operatrice. Sono passata da uno stato sedentario a tre/quattro incontri settimanali con Figurella. I risultati nei primi mesi si sono fatti sentire e ho perso con facilità i primi chilogrammi, aiutata anche da alcuni giorni di dieta poverissima (autogestita). Ero soddisfatta e positiva. Ma già dopo poco tempo, le assistenti hanno iniziato a propormi nuovi contratti secondo i quali avrei allungato il periodo di tempo del finanziamento mantenendo la rata inalterata, però aumentando il debito. Per me 5.230,00 € erano e sono una cifra enorme per cui ho sempre rifiutato. Ciononostante queste continue “promozioni” hanno iniziato a infastidirmi.
Arrivata a metà del trattamento i chilogrammi scendevano molto più lentamente o non scendevano affatto. Verso la fine non dimagrivo più e i centimetri invece di calare erano aumentati leggermente. A ogni pesata mi sentivo ripetere che era colpa della mia alimentazione e del fatto che non accettavo diete da parte loro: io ero stata molto chiara all’inizio e, come scritto prima, avevo la garanzia del risultato a prescindere. Seguivo una dieta normale, inferiore alle 1600 calorie consigliate per una donna sedentaria, senza eccessi particolari, e con i tre allenamenti settimanali non perdevo comunque peso. 
Ho iniziato ad avere sfiducia: a mio avviso era impossibile perdere peso con soli 15/20 minuti di attività intensa in una teca riscaldata, a volte tanto intensa da creare capogiri. Per la durata del trattamento avevo il battito cardiaco ben al di sopra del limite previsto per la zona aerobica e accusavo dolori alla schiena a causa di determinate posizioni. Se provavo a lamentarmene, venivo redarguita, perché le esperte erano le allenatrici e non io. Il clima amichevole ai miei rifiuti di prolungare i trattamenti stava via via scemando. In aggiunta a questo, mi sentivo colpevolizzata per i mancati risultati e, come se non bastasse, ogni settimana mi riproponevano il rinnovo del contratto. Figurella mi faceva sentire sbagliata.
Molto sinceramente: non ne potevo più. Credo fosse palpabile perché mi consigliarono di interrompere i trattamenti, prendere una pausa. Ho accettato, dicendo che avrei provato una normale palestra e sono stata beffeggiata in pubblico. Mi hanno detto “tornerai da noi per riparare ai danni”.
Un mese più tardi ho iniziato una normale attività fisica e, seguendo il ritmo di tre sedute settimanali con un’alimentazione libera, ho perso peso già dopo pochi giorni. 
Il 7.1.2015, con il pressante fardello della rata mensile, ho richiesto tutti i documenti che non mi erano stati inviati prima via raccomandata, indicando che non avevo intenzione di continuare le sedute (ne mancavano una decina alla fine). Ho raccontato tutta la storia, così come oggi la scrivo a voi, e TRE s.r.l. mi ha risposto sempre mezzo raccomandata il 19.1.2015, mandando, come avrebbero dovuto fare subito, i documenti, e confermando che potevo concludere le sedute, grazie alla loro immensa disponibilità, entro il 31.3.2015. Nemmeno un accenno al “soddisfatti o rimborsati” tanto glorificato in fase di contratto né alla possibilità di avere un rimborso per le sedute non usufruite.
Per niente soddisfatta della risposta mi sono recata di persona alla sede di Villorba (TV).
La centralinista non ha voluto farmi salire se non dopo esasperanti tentativi. Vi rendete conto? Un’azienda che non riceve un cliente pagante. Follia pura. Ovviamente non c’era nessun responsabile con cui parlare nonostante il grande ufficio brulicasse di gente.
Ho mantenuto un tono calmo e tranquillo, cercavo il dialogo, e la risposta è stata “la faremo richiamare per fissare un colloquio”. Immagino ipotizziate già com’è finita: nessuno ha mai chiamato e le rate hanno continuato ad arrivare puntuali.
Ho parlato con due avvocati diversi e con un’associazione consumatori, ma purtroppo intentare una causa da sola era come cercare un ago nel pagliaio. Alla fine ho dovuto arrendermi, continuare a pagare fino all’estinzione del finanziamento, avvenuta a novembre 2015.
Care donne, questa è la mia esperienza. Una cosa che mi auguro di non ripetere mai più. Traetene le giuste conclusioni. Che sia da esempio per tutte quelle che hanno qualche chilogrammo di troppo e si sentano “tentate” da questo ambiente familiare, in cui le consulenti sono “amiche”, in cui i soldi non pesano perché le rate sono piccole e dove tutti gli allenamenti sono una “passeggiata” da 15/20 minuti.
Un gioco pericoloso che fa perno sull’autostima, che inculca terrore psicologico nel momento in cui non ti adegui più.
State a casa, donne, fate ginnastica sul tappetino davanti alla televisione, otterrete gli stessi risultati. E poi, amatevi. Amatevi così come siete... non cedete alle aziende che vogliono lucrare sulla vostra salute fisica e psicologica.

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