giovedì 12 maggio 2016

Otto ore di lettura ininterrotta

I lettori accaniti capiranno bene il mio titolo. Andare a letto alle nove di sera e trovarsi ancora lì alle cinque del mattino, con le vocine nella testa che dicono “ancora un capitolo!” in lotta con “no, no! Domani devi lavorare!”. Ho passato così le ultime notti e la colpa è di Mara Fontana.
Si parla di epic fantasy. Il vero epic fantasy, non le bambinate che si trovano in giro. Si parla di un mondo studiato maniacalmente, di una lingua inventata, di donne forti in una Terra comandata da uomini. Si parla di un testo che dà sui nervi, fa ridere e piangere. Capitoli interi passati con i crampi per la rabbia e momenti di puro, idilliaco piacere. Persone vere, con i loro problemi e difetti. Relazioni tanto reali da mettere i brividi. Questo è Nuova Galatia Saga. Il VERO fantasy italiano ignorato dai colossi della narrativa.
Mara Fontana è una selfpublisher e la sua saga è una perla di rara bellezza ignorata dalla massa. In pochi la conoscono ma quei pochi la adorano. Per me è Martin in gonnella, perché del caro vecchio George non ha niente di meno... forse qualcosa in più!
Continuo a leggere “il fantasy in Italia non esiste”. Sbagliato! C’è eccome, e questa saga ne è l’esempio lampante. Le notti insonni sui questi libri ne sono la prova. Milleottocento pagine circa e sono a metà del terzo volume. Quattro di nove pubblicati finora e ho già l’angoscia: tra un libro è finita e prima del quinto quanto passerà?
Cari Signori Mondadori, Fanucci, Editrice Nord... Che diavolo state facendo? Eppure ne avete di esperienza! Non capite quando una saga è un successo? Ve lo dico io, seguite la scia di Martin e acclamate la VERA regina del fantasy italiano! Se non lo fate, beh, riconfermerete la mia idea dell’editoria di questo Paese in declino.

lunedì 2 maggio 2016

4 maggio 2016 - pubblicazione Figli del Sole



Il primo urban fantasy 4D

Un libro che arriva alla mente, smuove le emozioni, scende nel cuore e infine raggiunge la sfera più alta della spiritualità.

Una storia che rivoluziona il concetto di finzione, assottigliando così tanto il confine tra reale e irreale da renderlo invisibile.

Tra Friuli, Slovenia e Veneto conoscerete antichi luoghi di potere, punti storici ricchi di miti e leggende, alla ricerca di una verità impalpabile che non può essere scorta da tutti. I Figli del Sole vi condurranno in un’avventura epica che scenderà fin nelle radici dell’animo umano, per ricongiungervi poi alla vostra vera essenza.

Il libro è ambientato in luoghi realmente esistenti e carichi di potere. Le zone principali sono: l’isola di Grado e i paesi limitrofi (provincia di Gorizia), l’altopiano del Cansiglio (tra le province di Pordenone e Belluno), Treviso (TV), Cividale del Friuli (UD), le valli del Natisone e quella dell’Isonzo, fino alla cascata Veliki Kozjak (Kobarid/Caporetto – Slovenia).

sabato 23 aprile 2016

I Caminesi vivono ancora a Treviso?

Treviso, piccola città poliedrica dai mille colori, è capitanata da Caminesi.
Ma chi sono i Caminesi? I da Camino erano una nobile famiglia della Marca Trevigiana nel periodo medievale. Verso la fine del 1100 acquisirono grande autorità nella Marca, spodestando la famiglia da Romano, loro nemici storici. Sostenitori dei guelfi, nel secolo successivo ottennero la preminenza su Treviso, aiutati anche da Alberico da Romano, fratello del terribile Ezzelino, temporaneamente staccatosi dal partito imperiale. La lotta con gli Ezzelini però non finì lì, Alberico, ravvedutosi, finì ucciso nel peggiore dei modi, e con lui tutta la famiglia. La storia degli Ezzelini si concluse con un massacro. Gherardo da Camino andò al potere nel 1283, divenendo il signore incontrastato della Marca. Il declino e l’estinzione dei Caminesi arrivò nel secolo successivo a vantaggio della Repubblica di Venezia.
Un brevissimo riassunto che non lascia spazio ai singoli uomini, alla mania di grandezza, alla sete di potere, ai sotterfugi e agli incontri clandestini. La Treviso medievale era sopra e sotto il suolo, lungo i cunicoli bui della Treviso sotterranea.
Di questo, in parte, parlo in Nero Assoluto, un romanzo fantasy, sì, ma non tanto fantasioso.

«Uomini di potere, stregoni, poeti, gente comune. Progenie di famiglie maledette. Persone con doppie vite che strisciano sotto ai tuoi piedi.» Usò un tono gelido, basso e talmente calmo da darmi i brividi.
«Usi spesso questo termine, strisciano. Perché continui a parlare di un posto sottoterra? È una maniera assurda per descrivere l’inferno?»
Piegò la bocca in un ghigno. «No. Parlo della vita nella Treviso sotterranea, la stessa che per secoli è stata celata alle persone comuni.»
«Che cosa?», ribattei allibita.
«Non te ne sei ancora resa conto? Questa città è nelle loro mani. Politici, storici, ricercatori... tutti corrotti o plagiati. Accade soltanto ciò che loro comandano. Una volta, se ricordi, ti ho spiegato la differenza tra te e le persone mediocri: mentre la maggior parte degli uomini si adatta, tu continui a cercare la verità. Te la sto offrendo su un piatto d’argento. Puoi accettarla?»

Questo breve estratto di Nero Assoluto (parte seconda) racconta una visione particolare della Treviso attuale e degli uomini al suo potere.
Da un po’ di mesi, in concomitanza con la riapertura di determinati passaggi dell’ipogeo (fino a un anno fa completamente preclusi agli speleologi con ordini dittatoriali), mi chiedo se in queste frasi ci sia del vero.
All’apparenza Treviso appare gioviale, ricca di eventi culturali di ogni genere, viva e aperta al turismo. Ma, per esperienza diretta, mi rendo conto sempre più che la realtà oggettiva si discosta di un pelino. Vedo giovani ricchi di talento rifiutati dai signori della Marca. Vedo corsie preferenziali e giornalisti pilotati. Vedo una piccola casta. Un po’ come accadeva ai tempi dei Caminesi. Vedo politici, storici, ricercatori... tutti corrotti o plagiati. Finzione o realtà? Frutto di una mente troppo fantasiosa? Chissà.
Certo è che l’assessore alla cultura di Treviso non ha mai risposto alle mie mail. Che Nero Assoluto tocchi argomenti che devono rimanere nascosti?
La città che un tempo amavo ciecamente ora per me nasconde molti punti di domanda.

Dunque, qual è la differenza tra reale e irreale?