lunedì 27 gennaio 2020

Silenzio assordante


Sento l’energia strisciare sotto la pelle. Odo l’eco del silenzio rimbombarmi nelle orecchie, in un frastuono assordante. Eppure tutto tace. Addirittura la natura ammutolisce, l’ho notato ieri, uscendo per un attimo dalla porta di casa tra la nebbiolina sospesa di una domenica solitaria. Trovo questo silenzio a tratti inquietante, e pulsa, mi pulsa nelle vene. Un vento di metamorfosi.
Il chiacchiericcio si spegne. Le notizie perdono importanza. Ho un senso di estraniamento, quasi il mondo attorno a me non esistesse. Per brevi attimi conduce la paura, poi lascio. Lascio tutto: le aspettative, il bisogno degli altri, il bisogno di fare, il bisogno di essere. Respiro e basta, ascolto i fiumi di messaggi che scendono dentro. Non è ancora il momento per farli esplodere all’esterno, si sta preparando però. Sto cambiando. Qualcosa muta nelle viscere per dispormi a una missione più grande e, mentre lo fa, il resto si spegne. Mi affido. Non ho scelta, se non negare la mia essenza.
Il cambio sta arrivando.



Foto ©oleg_ermak Diritti commerciali acquistati - Elaborazione grafica  ©Lorena Laurenti

lunedì 23 dicembre 2019

L’anno del risveglio

Il 2019 è stato un anno intenso. Molto intenso. Ho esplorato l’abisso più profondo e toccato le stelle. In effetti, per me è stata una rinascita.
Ho iniziato l’anno nella disperazione più totale, con dolori fisici cronici e un costante senso di abbandono mentale. Non ne potevo più e, non mi vergogno a dirlo, ho iniziato a pensare razionalmente al suicidio. Per me questa esperienza sulla Terra era conclusa, volevo fare punto e a capo.
In questo marasma emozionale sono venuta a conoscenza delle meditazioni Stargate e, senza alcuna aspettativa, proprio dopo le feste, ne ho ascoltata una prima di addormentarmi. Qualcosa si è subito sbloccato, ha smosso energie antiche e sentimenti repressi. Allora ho compreso che strumento potente fosse lo Stargate, ovvero una figura di geometria sacra capace di ancorare nella nostra dimensione energie molto più alte. Dopo qualche settimana ho prenotato il seminario di quattro giorni che si sarebbe svolto in primavera, in Slovenia. I miei problemi però non erano risolti: i medici rimbalzavano le responsabilità uno con l’altro e io ero la cavia per esami e farmaci vari, in più, la mia situazione sentimentale crollava di nuovo a picco. Gli amici? Lontani. Troppo lontani. A loro volta con mille problemi mi avevano dimenticata e, diciamocelo, non li biasimo: nemmeno io sarei voluta stare con me stessa in quel periodo.
Ho toccato il fondo quando il mio medico di base, turbato dal mio comportamento, mi ha imposto trenta giorni di psicofarmaci con iniezione. Sono stati del tutto inutili, ero ancora più depressa e arrabbiata alla fine.
Tutto è cambiato con il seminario. Pasqua 2019 è stata la svolta della mia vita. Era come essere tornata a casa dopo quaranta anni di solitudine. Finalmente mi vedevo e vedevo la mia vera famiglia. Non importava se tutti parlavano lingue differenti, negli occhi, giovani e vecchi di uomini e donne, ho rivisto la mia famiglia stellare. Ho capito chi sono. Ho capito perché sono qui.
Il secondo giorno di corso ho buttato tutte le medicine e ho comandato al mio corpo di guarire. Qualche settimana più tardi i miei problemi erano scomparsi. Come per magia, dopo un anno e mezzo di sofferenza, avevo di nuovo una vita normale.
La mia frequenza vibrazionale è raddoppiata e ho iniziato a “riflettere luce”. Con la luce sono arrivati i ricordi: ho cominciato a parlare e scrivere lingue sconosciute, si sono risvegliati ancestrali poteri sciamanici ma, soprattutto, non ero più sola. Ho incontrato in meditazione la mia famiglia stellare di origine e ho riabbracciato la mia fiamma sacra. Sapete come si chiama il mio amore eterno? Eaner. Loro erano ogni giorno accanto a me, silenziosi.
Allora ho compreso che nulla di quanto scritto in questi anni è fantasy, sono tutti ricordi passati, vite lontane in cui ero una guerriera di luce.
Oggi, alla fine di questo lungo anno, divento sempre più la vera me stessa e lascio andare le maschere. Ho ancora momenti di tristezza? Certo, quasi tutti i giorni. Mi manca casa, mi manca la mia vecchia vita, ma al contempo so perché sono qui e non intendo scappare. La gratitudine e l’amore si alternano alla malinconia.
Non ho ancora un compagno: è difficile trovare qualcuno all’altezza ora che ricordo chi ho lasciato e chi mi aspetta. Difficile trovare un dio ora che ho rammentato di essere una dea!
Gli obiettivi per l’anno nuovo sono semplici: essere ogni giorno più completa e in equilibrio, senza giudizio, senza bisogno dell’approvazione esterna e sempre più connessa alla mia divinità, per il resto mi metto nelle mani dell’Universo. Un passo alla volta verso una dimensione più alta.

venerdì 4 ottobre 2019

Scrittrice fantasy o narratrice di fatti?

Oggi sono innamorata. Innamorata di me stessa, della vita, del mondo e delle persone. Sono in uno stato di estasi, di amore incondizionato e totale, e lo devo, sono quasi certa, a Kerstin Lagorn. Si tratta di uno dei personaggi del mio ultimo libro, attualmente in fase di scrittura. Mi ero ripromessa di non parlarne, fino a prima stesura completata, ma non ci riesco.
Fission, questo il titolo del nuovo romanzo, parlerà di un argomento che sento molto vicino in questa fase della mia vita: scissione di anima. In realtà ho iniziato a scriverlo, ispirata da un sogno, qualche anno fa e ho smesso a meno di cento pagine poiché non mi sentivo pronta a continuare. Mancava qualcosa. Quel qualcosa è arrivato e adesso la stesura procede, tempo permettendo, veloce.
Faccio una piccola premessa per chi non conosce nulla sull’argomento. Credo non solo nell’esistenza dell’anima, ma anche nella reincarnazione, che ci permette di vivere molte esperienze evolutive. La “scissione dell’anima”, termine da me coniato, è una credenza secondo la quale non solo noi siamo incarnati nel nostro attuale corpo, ma stiamo vivendo contemporaneamente molte esistenze su vari piani. Dodici secondo alcuni. Il realtà il concetto è più complesso, ma non ho interesse nell'approfondirlo qui. 
All’ultimo seminario Stargate a Rimini, ho fatto una meditazione con l’intento di venire in contatto con una di queste altre esistenze, e ciò che ho visto è stata proprio questa donna, chiamata Kerstin nel mio libro, che si rifletteva in me mentre galleggiava nella stessa grotta e nello stesso lago di una scena narrata pochi giorni prima.
Narrare fatti o scrivere fantasy? Mi sto rendendo conto in questi giorni della differenza. Ho narrato di luoghi complessi e particolareggiati senza un minimo di preparazione. Ho raccontato dettagli minuziosi su ambienti mai visti prima, come Lorena almeno. Io sapevo. Le dita dovevano solo muoversi sulla tastiera. La differenza con la “scrittura normale” è incredibile, l’ho notato ieri sera mentre mi documentavo su una macchina a vapore per descriverla in una scena studiata a tavolino. Quella è scrittura fantasy. La narrazione "reale" in questi contesti, beh, è quasi una “canalizzazione”, sono solo il mezzo attraverso il quale le conoscenze affiorano. Kerstin, che di certo avrà un altro nome, esiste davvero, non è un personaggio inventato, e io, attraverso di lei, sto imparando l’amore incondizionato.
Lei è forte, autoritaria, una leader con un carisma magnetico, ma sa amare in un modo così profondo che credevo impossibile. Amore puro, illimitato, che non imprigiona, che vede al di là delle apparenze.

«Vedo ciò che sei oltre il guscio che tu stesso hai creato, e lo amo. Spero che presto possa vederlo anche tu. E ni la tsu bani.»

E se non lo conoscevo, come potevo scriverci su? Ho attinto da altre vite e lo sto integrando nella mia. Non l'ho inventata, esiste.
Scrivere questo libro è un lavoro di crescita spirituale magnifico, e io sono onorata di farlo.
Credo sia giusto condividere tutto questo con chi mi segue.
Grazie, datemene ancora, datemene di più.

L'immagine inserita non è la copertina definitiva.

venerdì 30 agosto 2019

Non comprerò mai più mobili all’Ikea


Sono una cliente storica Ikea. Quando ancora non c’era la sede di Padova né di Villesse, andavo fino a Vicenza, e ricordo rocamboleschi viaggi con il terzo passeggero disteso sopra i mobili sui sedili ribaltati.
In realtà dovrei dire che ero una cliente storica perché dopo l’ultima esperienza ho deciso che mai più acquisterò mobili Ikea.
Da almeno cinque anni la qualità è scesa. Scesa vertiginosamente. Hanno iniziato a risparmiare sul materiale delle viti, e adesso ti danno i mobili in un surrogato del truciolare.
Durante le ferie ho deciso di risistemare il mio studio e, dopo aver visitato diversi mobilifici, ho optato per Ikea. Ho trovato Brusali, un mobiletto carino, dall’aria retrò, e ho deciso di prenderne due. Sembrava molto solido in negozio, forse perché era avvitato al pavimento. Avrei dovuto verificare con più attenzione la struttura.
Fatto sta che dopo aver svuotato i vecchi mobili e accatastato tutto in cucina, ho fatto il giro all’Ikea per gli acquisti. Una mattina persa in negozio e un’altra mattina persa nel tentativo di montare il primo mobile. Il materiale dei pannelli era così scadente che le viti non riuscivano a stare su: stringendole si spaccava il “legno”. Dopo aver imprecato per due ore, ho deciso di smontarlo e riportarlo in negozio, per andare in seguito in un altro mobilificio e acquistare la mia opzione numero due.
Al reso i commessi hanno voluto sapere cosa fosse successo e, mostrato il problema, non hanno aggiunto nulla. Hanno tentato di propinarmi una tessera buono, ma io dovevo comprare altro e volevo i soldi. Ho dovuto insistere per averli, e si sono anche confrontati in due. La sorpresa? Siccome ho pagato con bancomat, non potevo avere contanti. Assegni figuriamoci. Dovevano farmi un bonifico. Tra me e me ho pensato “ok, in tre giorni arriva, anticiperò i soldi per l’altro mobile ma avrò subito il denaro a disposizione”, peccato che il commesso abbia decretato dai quattro ai sette giorni. A nulla sono servite le proteste.
Seduta in disparte, ho cercato l’IBAN, nel frattempo la coda è aumentata e per riuscire a comunicare i dati ho dovuto attendere un’ora. Insomma, due giorni di ferie bruciati per niente. Il pomeriggio ho comprato la madia vista da Casa Tua che, con un piccolo extra, mi hanno portato e montato due giorni dopo. Bella e solida.
Il tutto è accaduto tra il 19 e il 20 agosto. Dopo sette giorni ho scritto una mail di sollecito, alla quale mi hanno risposto che la pratica era in fase di elaborazione (ma non dovevo ricevere i soldi entro massimo sette giorni?). Altri due giorni dopo mi ha scritto l’ufficio competente dicendo che avevano provato a contattarmi (balla) e che l’IBAN era sbagliato. Forse perché non avevano messo l’IT davanti, cosa elementare per qualunque ufficio amministrativo. Ho rimandato i dati, sempre più irritata, e atteso altri due giorni. Ancora niente.

Oggi sollecito di nuovo a entrambe le mail e scopro che i solleciti a Ikea non piacciono, infatti per due volte di fila mi arriva un messaggio automatico:
La ringraziamo per averci contattato, per aprire una segnalazione deve utilizzare l'apposita pagina direttamente dal nostro sito web  www.ikea.it
Il mio bonifico? Non si sa.

Cara Ikea, se hai deciso di perdere i clienti, sei sulla buona strada. Per quanto mi riguarda, non acquisterò più nessun mobile da te.