lunedì 8 agosto 2016

Le certezze non esistono

Siamo un concentrato di superbia ed egoismo. Tutti quanti. Siamo esseri che amano puntare il dito contro gli altri, badando bene di non guardare noi stessi. Amiamo l’esteriorità prima di ogni altra cosa. L’apparenza. Troppo magro, troppo grasso, troppo muscoloso, alla moda, fuori moda, il taglio giusto, l’abito da sera, l’abito da giorno, le scarpe trendy, il tatuaggio, i gioielli... Tutti si affannano per apparire, anche chi dice di non pensarci affatto. Al contrario pochissimi si affannano per colmare lacune intellettuali, per studiare solo per il gusto del sapere, per imparare cose nuove senza un reale obiettivo. Anzi, siamo arrivati a un livello in cui non si va oltre al titolo, basti pensare alle bufale che girano sui social. Come automi, lasciamo che i media scolpiscano la nostra mente, le nostre idee, i nostri bisogni.
Questa mattina mi è saltata all’occhio una diatriba tra due pagine Facebook, una dedicata alle donne “curvy”, l’altra al mondo dei “palestrati supermuscolosi”. I secondi avevamo postato una foto in cui passava il messaggio “se sei rotonda, non puoi puntare a un uomo figo”. Ovviamente la cosa mi ha irritato, ma anche fatto riflettere.
Siamo davvero solo questo? Si tratta solo di chili in più o in meno, di muscoli grossi o sottili? Il flame derivato da quel post era infinito. Quanto tempo sprechiamo per queste sciocchezze?
Un altro esempio mi è saltato all’occhio poche ore dopo, circa la “sanguinaria” mostra di Hermann Nitsch a Palermo. Mesi fa avevo già letto un articolo su questo “artista”, condannandolo subito a spada tratta. Poi, però, incredula di fronte a tanto, mi sono documentata attraverso una semplice ricerca su internet, scoprendo che tutte le parole altisonanti con cui venivano descritte le sue performance, dalle quali si presumeva che questo individuo squartasse cuccioli vivi, erano false. La sua opera consiste sì nel dissezionare animali, ma animali già morti in macello e pronti per la vendita alimentare. Fa schifo comunque? Probabilmente sì, e io non andrò mai a una sua “performance”, ma la verità è molto diversa da quella propinata dal popolo dei social. Ovviamente a seguito di una petizione che lo condanna, migliaia di benpensanti si sono ferocemente indignati e, dal solo titolo, l’hanno condannato a morte dolorosa. Gli stessi che poi mangiano bistecche da allevamento intensivo e comprano i giubbotti con pelliccia vera (solitamente coniglio, cane o gatto brutalmente uccisi).
Le certezze non esistono più perché tutto ciò che si trova online ha lo scopo di ottenere una reazione. Chi pubblica vuole attrarre, cerca consensi. Il bello, il brutto e perfino le tragedie sono abilmente manipolate per ottenere like, per ottenere visibilità e soldi. E noi? Noi ci caschiamo, ovvio. Permettiamo agli altri di manipolarci, di farci perdere il senso del tempo, di tenerci occupati con stupidaggini che ci allontanano sempre più dai veri problemi.
È così semplice puntare il dito, definire il prossimo in base a preconcetti, nascondersi dietro personalità ben studiate. È facile concentrarci sull’apparenza perché la realtà ci fa fottutamente paura. Entrare dentro, superare la corazza, provare a comprendere equivale a spogliarsi, ad ammettere il nostro egoismo. Potremmo scoprire di avere torto, potrebbero crollare le nostre certezze. Allora meglio una vita di poliestere dove i brutti e i cattivi sono gli altri. Meglio concentrarsi sulle stupidaggini, così rassicuranti. Meglio apparire invece di essere.

lunedì 25 luglio 2016

La donna ideale

Dopo un lungo periodo in silenzio torno a scrivere su questo blog con un argomento spinoso.
Se siete single e alla soglia dei quarant’anni sicuramente vi troverete ad affrontare dei problemi con gli uomini similari ai miei. Di certo vi sarete poste la domanda: “Ma cosa vogliono gli uomini? Perché io non vado bene?”. Iniziamo dicendo che voi andate benissimo. Casomai sono loro a non andare bene.
Al giorno d’oggi un quarantenne (e per quarantenne intendo più o meno la fascia 36-45) può appartenere a varie categorie. C’è il tipo che, a prescindere dal lavoro, precario o meno, non si staccherà mai dalla gonnella della madre, perché è troppo comodo essere servito e riverito come un pascià, e cercherà una donna in grado di emularla; c’è il single donnaiolo che non si accaserà mai e poi mai, quello che si crede ancora un ventenne, si fa le lampade e mette le camicie attillate nonostante l’evidente panzetta; c’è il deluso, ovvero colui che si è già sposato, e magari ha già sfornato la prole, e ora è single, a casa di mamma e con gli alimenti da pagare; infine c’è il “neo libero”, colui che da pochissimo ha acquisito liberà e indipendenza ma non sa ancora esattamente cosa farne e, spesso, va da mamma per cibo e lavatrici. In linea di massima, se andate su qualche sito per cuori solitari, troverete questo.
Ma codesti esemplari di razza maschile cosa vogliono dalle donne? Partiamo dall’aspetto fisico: la vogliono gnocca. Magra, curata, con un bel culo sodo. Possono scendere a compromessi e accontentarsi di quella cicciottella e magari non alla moda, ma allora le aspettative cambiano, non vogliono critiche né fare alcunché per migliorarsi.
In ogni caso, non deve essere troppo intelligente, perché se è più intelligente di loro si spaventano, né troppo colta, per lo stesso motivo. Insomma, meglio un’oca giuliva alla professoressa. Loro devono sentirsi fighi, pertanto, non vogliono nulla che sminuisca la loro superiorità. A meno che l’uomo in questione non sia un feticista, in tal caso va benissimo essere inferiore, ma solo in camera da letto!
Poi vogliono la donna onesta, ma non troppo s’intende. Deve essere un’onesta che li trovi affascinanti anche se a loro puzza l’alito, hanno i denti storti e sono più pelosi di Yoghi, insomma, che li accetti come natura li ha creati. La vogliono casta e pura, però al contempo disponibilissima per la loro botta e via. Su questo argomento c’è da aprire una parentesi perché, se è vero che gli uomini sono le nuove donne, spesso capita (sono una testimone diretta) l’esatto opposto: la fanciulla vorrebbe “arrivare al traguardo” e il maschio se la tira. Non è pronto, non vuole usarla, non gli sembra giusto. È indubbiamente attratto, sì, ma preferisce fare le cose con calma, magari dopo essersi consultato con la migliore amica o i genitori.
Di sicuro gli uomini vogliono la donna indipendente... economicamente s’intende. Loro desiderano essere sempre al centro dell’attenzione, per la femmina lui e solo lui deve essere il maschio Alpha, tranne quando c’è da pagare. Lì sì che possono essere indipendenti, fare a metà è la nuova moda, tanto meglio se paga tutto lei. I principi azzurri da film, che portavano rose e cioccolatini, che offrivano cene in locali sciccosi andando a prendere la dama sotto casa, sono estinti. D’altronde la donna non ha voluto la parità dei sessi? Ora, se proprio deve pagare, l’uomo opta per il kebabbaro in piazza o per il Mac Donald. Ovviamente non al primo appuntamento, dove si divide a prescindere. Perché sapete quanti primi appuntamenti ha grazie a Badoo? Non vorrete mica che il poverino finisca in bancarotta. Anzi, meglio a casa sua. Meglio se viene lei così non spende per la benzina... e se gliela dà pure nel frattempo. D’altronde ci si conosce più adeguatamente a letto rispetto a un ristorante, no? Tutto questo a meno che lui non sia “una nuova donna”, ovvio. In tal caso vi inviterà sì a casa sua, ma a vedere DVD piratati in un casto silenzio e, se per caso oserete un “fa freddino qui”, con l’idea di farvi abbracciare, lui alzerà il riscaldamento. Se vi trovaste in una situazione simile, potrete capire se l’uomo in questione naviga su un’altra sponda con una semplice domanda: “Di che colore hai le tende in camera?”. Se la risposta va dal “bianco” al “tende? Cosa sono le tende?”, il soggetto è etero ma con evidente crisi d’identità; se la risposta è “perla” o contiene la parola “nuance”, presentategli Gigi, il vostro vibratore.
C’è poi da fare una considerazione sull’età. Se avete circa trentasette anni, come me, vi si offriranno quarantacinquenni come categoria più giovane. Ovviamente si faranno avanti cinquantenni e sessantenni. Come mai non quelli della vostra età? Semplice, danno la caccia alle ventenni. Nel fortuito caso in cui trovaste un uomo di pari età, non gay e in apparenza sano di mente, preparatevi alla sua visione utopica della vita che prevede una famigliola felice, un lavoro solido e un pargolo paffuto. Ovviamente voi siete sulla soglia dei quaranta e non andate più bene, siete merce avariata. Gli piacete, ma non abbastanza. Il classico uomo che vivrà infelice nell’idea di una felicità immaginaria.
Sono stata sufficientemente scoraggiante? È solo la realtà. Sono curiosa di conoscere le vostre esperienze e, perché no, la risposta degli uomini a tutto ciò. Commentate! 

Ps. L'immagine è presa dalla pagina Facebook "Gli uomini sono le nuove donne", piacciatela che è molto divertente (e purtroppo veritiera!).

lunedì 4 luglio 2016

Telefriuli Estate


Questa sera sintonizzatevi su Telefriuli (o in streaming qui) dalle ore 20.30 alle 22.00 per il programma Telefriuli Estate. Parteciperò alla trasmissione con il mio ultimo libro Figli del Sole.


Conferenza - 8 luglio - Udine


Venerdì 8 luglio ore 20.30
CONFERENZA - Figli del Sole
presso Centro Studi Waira-aiar viale Tricesimo 181 Udine

Figli del Sole è un romanzo che arriva alla mente, smuove le emozioni, scende nel cuore e infine raggiunge la sfera più alta della spiritualità. Una storia che rivoluziona il concetto di finzione, assottigliando così tanto il confine tra reale e irreale da renderlo invisibile.
Tra Friuli, Slovenia e Veneto conoscerete antichi luoghi di potere, punti storici ricchi di miti e leggende, alla ricerca di una verità impalpabile che non può essere scorta da tutti. I Figli del Sole vi condurranno in un’avventura epica che scenderà fin nelle radici dell’animo umano, per ricongiungervi poi alla vostra vera essenza.

Questo libro è ambientato in luoghi realmente esistenti e carichi di potere. Le zone principali sono: l’isola di Grado e i paesi limitrofi (provincia di Gorizia), l’altopiano del Cansiglio (tra le province di Pordenone e Belluno), Treviso (TV), Cividale del Friuli (UD), le valli del Natisone e quella dell’Isonzo, fino alla cascata Veliki Kozjak (Kobarid/Caporetto – Slovenia).

Curiosità:
Ogni capitolo ha come sottotitolo il nome di un cristallo. Sono stati scelti secondo una logica precisa in base alle loro caratteristiche e riconfermati tramite una prova con il pendolino. Ogni pietra si connette e agisce positivamente sui principali sentimenti espressi in quel punto del racconto, andando a guarire in profondità.
Il libro è stato poi canalizzato con l’utilizzo dell’energia quantica, in modo che i princìpi positivi dei cristalli menzionati lavorino anche sul lettore. Così il testo agisce su più livelli, percepibili più o meno in base alla sensibilità di chi legge.
Figli del Sole è il primo urban fantasy 4D: arriva alla mente, smuove le emozioni, scende nel cuore e infine raggiunge la sfera più alta della spiritualità.