venerdì 29 giugno 2012

Nebbia

Giornata strana questa. Forse non proprio la giornata, sono io a sentirmi strana. Proiettata al futuro ma con le gambe incollate al trascorso. In una casa non più mia, in una cucina impregnata di vecchi ricordi. Vorrei il futuro, ora, adesso, immediatamente, eppure, vivo nel passato. Ci sono momenti in cui tutto è chiaro e limpido, altri offuscati da una patina grigiastra, immersi in una coltre di nebbia. 
Guardo Ume giocare e resto ipnotizzata. Sta bene, non l’avevo puntualizzato. Dopo giorni di paura finalmente si è ripresa del tutto, e ora, il suo scopo è distruggere la casa. :) 
Che dire di me? Non lo so con esattezza, ho l’impressione di vivere un momento irreale, un sogno poco prima del risveglio.
Quando mi sveglierò ve lo farò sapere...

martedì 26 giugno 2012

Siamo quasi alla fine!

Penultimo episodio online!!!! :D Curiosi di sapere chi sono davvero Annael e Lerill? Correte a leggerlo!
[Ep. 15] La scelta

venerdì 22 giugno 2012

Lotta per la vita

Inizia tutto martedì sera con un miagolio in giardino. Un gattino perso, forse. Si mette fuori una ciotola di cibo, sperando che nel buio riesca a trovarlo.
Il giorno successivo si scopre essere un micetto, sembra avere un mese, in realtà ne ha due, ma è talmente magro da far spavento. Mangia, beve e resta in attesa di essere recuperato da me, che arrivavo nel pomeriggio. A prima vista il pelo pare coperto di zecche, che si riveleranno poi sono palline di qualche cespuglio.
Non è un lui, è una lei: Ume.
Gattina abbandonata dopo essere stata svezzata come tante altre in questo periodo. Gattina davvero fortunata. 
Mercoledì Ume sembra deperita, ma in buona salute. Il verdetto è punturina contro i vermi e poi a riposo. Già mercoledì, purtroppo, inizia il suo travaglio. Comincia a vomitare, sta male. Passano le ore, non mangia, beve poco, fino ad arrivare a giovedì, quando ha il crollo.
Corsa dal veterinario, il verdetto è cambiato: disidratata, febbre alta, probabile gastrointerite. E si comincia. Flebo, antibiotici, vitamine. 
Sembra non riuscire a passare la notte. Il respiro sempre più debole, il sonno pesante. Niente pappa di nessun tipo. La piccola Ume, già magra, diventa uno scheletrino. Un adorabile, affettuosissimo scheletrino. Vuole le coccole, cerca la mamma. Notte in bianco vicino a lei, distesa accanto il divano. Non vuole dormire da sola, si accovaccia nell’incavo tra spalla e collo e fa le fusa. Dorme, dorme, dorme. Continua a rifiutare di mangiare e inizia a essere spaventata dalle flebo. Vorrebbe sparire quando vede l’ago. 
Forse scamperà alla malattia, anche se pesa solo una paio d’etti è forte Ume e vuole vivere. Questa notte sarà la decisiva. 
I bastardi che l’hanno abbandonata le hanno fatto tutto questo... perché abbandonare un esserino indifeso equivale a una lenta e straziante tortura. 

Se vedi qualcuno che abbandona un animale segnala immediatamente il REATO ai Carabinieri (112) e cerca di prendere il numero di targa. Salvalo... anche se non vuoi tenerlo, potrai sempre darlo in affido a un’associazione come OIPA. Se vedi qualcuno maltrattare un animale chiama subito il Tel. 800 253608, CARABINIERI - NOE (Nucleo Operativo Ecologico). Non far finta di niente, non pensare: “Tanto verrà qualcuno dopo di me.” 
I bastardi che abbandonano gli animali, che lasciano i gattini appena svezzati nei giardini altrui, meritano solo il nostro disprezzo e quanta più sofferenza possibile... le pene fisiche sono illegali (purtroppo), le multe salatissime no.

martedì 19 giugno 2012

Chi sa fa e chi non sa insegna

Vecchio proverbio che mi sembra più che mai vero.
Quando avevo cinque anni ho capito che da grande avrei fatto la gelataia, anche se in realtà all’asilo mi barricavo dietro una catasta di fogli e matite. Non mi piaceva tanto colorare, io disegnavo. Pile e pile di fogli pieni di scarabocchi. Disegnavo soprattutto donnine, principesse e sirene, rigorosamente senza naso... perché il naso non era estetico.
Dieci anni più tardi mi sono iscritta all’istituto d’arte convinta di diventare una famosa disegnatrice. Inizialmente non sapevo bene di cosa, poi ho fatto chiarezza: fumetti. Una vera e propria passione nel raccontare le storie con immagini.
Nel tempo ho scoperto di avere una certa abilità per la cosa, abilità che alla prima cotta ho lasciato perdere. 
Il punto di tutta questa prefazione è che crescendo come “artista” mi sono resa conto che il mondo è pieno di gente bravissima a criticare... ma che in realtà non sa fare un tubo.
Qui ritorniamo a una domanda che ho portato avanti per anni: si può criticare l’arte? Il senso estetico non è individuale? Sì e no.
Si può criticare la tecnica, le proporzioni, la prospettiva, la colorazione. Ma se passiamo all’astratto? Un quadro astratto per molti è un’accozzaglia di macchie senza senso, non colgono il sentimento che c’è dietro, tuttavia, anche un quadro astratto necessita di una base tecnica per essere realizzato. Lì sta la critica. Posso criticare le basi tecniche dell’autore, non i sentimenti, i concetti espressi nell’opera o il tema. 
Se prendiamo la grafica invece dell’arte generale è più semplice. Un catalogo ben fatto si vede a prescindere dalla capacità creativa dell’artista, tanto è vero che i grafici non devo per forza saper disegnare. Questione di gusto estetico e di rigide regole di composizione. Il grafico bravo si distingue da quello mediocre perché riesce a interpretare meglio la composizione ed è attento ai dettagli. Una centratura ottica, a volte, conta molto di più di una centratura matematica (e qui mi può capire soltanto chi fa questo lavoro... ed è bravo a farlo). Sto divagando. 
Ritornando al tema di questo post: quanto è giusto criticare l’opera altrui? Che competenze bisogna avere per farlo?
Innanzi tutto se non sai fare stai zitto. Se a stento riesci a disegnare un omino con un cerchio e tre righe al posto di braccia e corpo, per cortesia, chiudi il becco. Qualunque cosa tu critichi è fatta meglio di come la faresti tu. Se invece sai disegnare (qui parlo di disegno ma il tema potrebbe adattarsi a qualunque campo), ed è tutto da vedere, allora fai critiche costruttive, non distruggere l’autostima di chi ti sta davanti perché al momento è in grado di copiare Dragon ball invece della Monnalisa. Nessuno è nato “imparato”, dicono. 
C’è da dire che nel momento in cui fai vedere il tuo disegno al mondo, devi per forza aspettarti delle critiche.
Gli esseri umani hanno il bisogno innato di dare la loro opinione, anche quando non è richiesta, e più possono parlar male di te più lo faranno... questo è limpido. Il fatto grave, così come ho messo nel titolo del post, è che troppo spesso chi non sa insegna. 
Non so disegnare, però sono assolutamente convinto che il tuo disegnino faccia schifo. Eh già perché tu hai disegnato un personaggio dei cartoni animati... ma avresti dovuto fare La primavera di Botticelli! Siccome il tuo disegnino non è La primavera di Botticelli, ma un semplice manga abbozzato... fa schifo! E la gente che pensa sia bello è cretina! 
Al mondo non esistono solo le opere d’arte. Esiste la Monnalisa, così come esiste il manga per ragazzi con i disegni non sempre ben proporzionati, ma leggero e scorrevole. Esiste l’elaborata opera architettonica, così come il modestissimo disegno di un paesaggio appena schizzato. Sono entrambi belli a modo loro ed entrambi hanno il diritto di esistere... chi lo sa, forse un giorno, il disegnatore sfigato che scarabocchia sull’angolo del quaderno diventerà il nuovo Picasso.