lunedì 19 novembre 2012

A.A.A. uomini VERI cercasi

Questo post, dopo gli argomenti del weekend, ci voleva proprio. Non un’efferata critica, solo una costatazione di fatto. 
Premetto che ciò che sto per scrivere è conseguenza della mia personale esperienza (e di quella di qualche amica) e che, pertanto, non è una verità assoluta. 

Quando avevo quattro o cinque anni del principe azzurro non me ne fregava niente. Certo, c’erano le Barbie e c’era pure Ken, o meglio, un residuato bellico di uno pseudo Ken con la testa incollata che non si girava (mica come le bambine moderne che hanno i boys strafighi delle Bratz), tuttavia l’idea del principe azzurro non mi entusiasmava. Ricordo che passavo ore a disegnare fate e sirene, categoricamente femmine, e i miei cartoni animati preferiti erano L’uomo tigre e altri che mia madre catalogava come “violenti”. 
L’idea dell’uomo in sé nacque più tardi, il mio primo amore era il vicino di casa dei nonni materni, si chiamava Andrea e io ero pazza di lui. Gli recapitavo i bigliettini zeppi di cuoricini attraverso la nonna e ci provavo sfacciatamente quando guardavamo i cartoni in tv assieme (ok, non pensate a chissà cosa, gli volevo solo tenere la mano!). Io sei anni, lui dodici. Due anni più tardi me ne vergognai molto e smisi di vederlo. 
Era l’epoca delle maghette, dell’Incantevole Creamy, Magica Emy, Mila e Shiro, e così via. Tutte in cerca di far colpo sul ragazzo dei loro sogni che, puntualmente, era talmente tonto da non accorgersene. Ecco, direi che sono rimasta ferma lì. Anche se sono passati quindici anni, da allora il genere maschile non è cambiato affatto e il panorama generale è alquanto deludente. 
Nel titolo di questo post puntualizzo VERI, perché di uomini in effetti ce ne sono tanti, anche troppi, ma quelli autentici a quanto pare scarseggiano, anzi sono specie quasi estinta, “mercanzia rara”. Permettetemi dunque di usare una frase fatta tipo: gli uomini migliori sono gay o già impegnati. 
Mi rendo conto di sembrare una zitella inacidita mentre scrivo queste frasi, ma nell’ultimo mese ho fatto una serie di incontri più o meno ravvicinati che mi hanno davvero demotivato. 
Partiamo con ordine. Ormai non sono più una ragazzina, ma non mi ritengo nemmeno una donna fatta e compiuta, rientro ancora nella categoria “ragazza” o “giovane donna”. Sono single, abito da sola, sono una persona ricca di interessi e hobby e non cerco un uomo, o ragazzo se preferite, perché “devo farmi una vita”, o perché “devo mettere su famiglia”, cerco semplicemente una persona che abbia voglia di condividere un pezzetto del mio percorso di vita. Questo, cari amici miei, è un grosso problema. 
Mi sono sentita dire di recente, da una persona che ero convinta di conoscere molto bene, una frase che mi ha fatto accapponare la pelle: “Ormai ho quarant'anni e devo trovarmi una persona per rifarmi una vita, sono disposto ad accontentarmi.” 
Ma stiamo scherzando? Trovo il concetto semplicemente allucinante perché tradotto in altri termini sta a indicare: la mia vita non mi piace, non mi appaga, non è stimolante... allora trovo qualcuno (di cui mi accontento) per migliorarla. 

No, no e no. 

Piuttosto resto sola e con dieci gatti. Eppure è questo che “offre il mercato” alla mia età. Uomini tristi, uomini disillusi, uomini incapaci di avere un’esistenza appagante da soli. Uomini che cercano nella compagna un appoggio per sostituire la mamma, non un modo per crescere e condividere. 
La cosa triste è che questo è il minore dei drammi, tra questi ragazzoni troppo cresciuti, infatti, si potrebbe anche trovare una brava persona, magari gentile e disponibile, basta “accontentarsi”; c’è di peggio. Ci sono i pervertiti dichiarati, quelli che senza farsi troppi scrupoli non perdono tempo in inutili discussioni e ti chiedono subito prestazioni sessuali, ci sono quelli già impegnati che vogliono sollazzarsi con una seconda amante e, infine, ci sono gli amiconi, di cui magari finisci per innamorarti, ma che, come il Toshio di turno, sono troppo tonti per capire cosa provi davvero. 
Ovviamente non sono solo queste le “categorie” che ho avuto il piacere di conoscere negli ultimi tempi, ce ne sono tante altre che non cito per non dilungarmi troppo. La cosa peggiore è che il comune denominatore è la falsità. Frequenti una persona per una vita e scopri che dopo anni e anni non era fatta come credevi. A questo punto preferisco di gran lunga quelli pervertiti e onesti, almeno ti dicono subito cosa cercano, a te starci o meno. 
Nonostante tutta questa amarezza resto un’inguaribile romantica, sono certa che gli uomini VERI esistano sul serio, che siano persone con carattere, persone che non hanno bisogno di una compagna per “farsi una vita”, ma che la cerchino per condividere il percorso, per gioirne insieme. E magari, con un po’ di fortuna, che siano anche più alti di me, con i capelli e un fisico accettabile. 
Chiedo troppo? Forse, ma mi resta sempre l’alternativa dei dieci gatti, oppure, come mi ricorda sempre una cara amica: “Se proprio non lo trovi intelligente, trovalo almeno figo, così quando ti farà soffrire -e come uomo capiterà di certo- lo guarderai e capirai subito perché lo sopporti ancora!”. 

Parole sagge.

2 commenti:

  1. Veramente la frase esatta è:"Se proprio devi trovartene uno,che almeno sia figo da paura,perchè così quando ti farà cascar le palle,e lo farà inquanto uomo,e tu ti chiederai:"Ma chi me lo fa fare?" Basterà guardarlo e il perchè sarà palese"

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  2. ah ah ah, dai il concetto era giusto! :D

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