sabato 20 dicembre 2014

Evoluzione interiore

Lo scorso weekend ho fatto un seminario di due giorni con lo scopo di avanzare di un altro passetto verso la mia consapevolezza ed evoluzione interiore. Sono partita con l’obiettivo di poter integrare completamente nella mia vita le mie capacità creative e mi sono ritrovata con un risultato diverso: la creatività cammina già con me, quello che desidero davvero è sentirmi piena e completa, identificata con la mia coscienza superiore. Insomma, quello che, seppur spesso inconsapevolmente, vogliono un po’ tutti. È stato bello guardare i risultati già raggiunti e triste scoprire che c’è ancora qualcosa che mi “tira” verso pesi e responsabilità non mie. In ogni caso, questo lavoro ha già iniziato a fare effetto e io mi sento in transizione.
Adesso, prima di fare o dire qualcosa, mi chiedo se è ciò che voglio davvero o se lo faccio solo per “cortesia”. Cerco di essere più onesta con me stessa e con i miei sentimenti. Il 2015 sarà all’insegna di un solo motto: amare me stessa prima degli altri. Potrebbe sembrare egoistico, ma in realtà, se lo facessimo tutti, il mondo sarebbe migliore e i rapporti più veri. Ad esempio nessuno cercherebbe la compagnia altrui per compensazione, ma solo perché gli dà gioia. Saremmo tutti più felici.
Per continuare a camminare su questa strada, domani farò un seminario di costellazioni familiari indirizzate ai problemi con gli amici a quattro zampe, perché anche loro fanno parte della nostra famiglia e, come tali, si caricano dei problemi che portiamo noi. 
Spesso la gente non mi capisce quando parlo: io parlo a livello d'anima, loro a livello "concreto". Di tanto in tanto faccio commenti che a mio avviso sono costruttivi e vogliono mostrare un lato della situazione che magari non avevano considerato. Purtroppo le reazioni sono quasi sempre negative. Non capendo, si convincono che io li stia accusando o che mi intrometta in cose che non mi riguardano. Si sentono in dovere di “difendersi” o, al massimo, di accondiscendere senza interesse. Da qualche giorno faccio attenzione anche a questi dettagli, analizzando di continuo quello che provo o come queste reazioni mi influenzino. Da un lato mi dà fastidio il fatto che non capiscano, dall’altro penso che irritarsi non serva... un giorno, forse in un’altra vita, capiranno. Una cosa però è sempre più chiara: non ho voglia di discutere. Non ho più voglia nemmeno di prendermela a cuore o di iniziare battaglie perse in partenza. Sempre di più mi sposto verso persone che condividono le mie credenze e scelte di vita, lasciando agli altri le loro certezze.
Secondo il test studiato da Doreen Virtue sugli “Angeli della Terra”, io dovrei essere un Saggio. Anche in questo caso la mia parte razionale prende l’informazione con cautela, ma quella emotiva non solo ci crede, ma trova finalmente un senso a molte cose. La definizione sembra scritta per me.
Beh, che voi ci crediate o meno non importa, l’importante è che io mi senta ogni giorno più vicina al mio “sé”, alla mia parte "divina". Gli altri obiettivi, casa, soldi, famiglia, compagni etc., arriveranno di conseguenza. In fondo sì, il test ha ragione, sono proprio saggia! ;)

mercoledì 3 dicembre 2014

Calendario 2015


Ho deciso di fare un regalino a tutti i lettori di Nero Assoluto...
Scommetto che non avete idea di quale calendario appendere al muro nel 2015! Perché non i vostri personaggi preferiti con le loro migliori citazioni? 
Scaricabile sia come immagini JPG da usare come sfondo desktop, sia in PDF stampabile.

martedì 2 dicembre 2014

Caro Universo...

Le letterine a Babbo Natale sono obsolete. Io mi rivolgo direttamente all'Universo... A forza di chiedere prima o poi qualcosa arriverà.

Caro Universo,
questo Natale vorrei...

Questo tema per WP (sì, lo so, ho delle richieste bizzarre)
Una vacanza termale qui o qui
Buono per biglietti aerei Trieste/Francoforte e Trieste/Amsterdam

Ma vanno bene anche bonifici, ricariche Postepay o del cellulare... non essere troppo formale! XD
Con affetto
La tua Saggia



venerdì 28 novembre 2014

La ricerca della felicità

Alzi la mano chi non vorrebbe essere felice. Praticamente è quello che tutti chiedono: “Voglio essere felice”. Filosofi, poeti e scrittori si sono dilettati con questo argomento per secoli e oggi si sprecano “ricette” e aforismi di ogni genere su internet. Ma che cos’è davvero la felicità?
Intanto non è uguale per tutti. Ognuno di noi può viverla in maniera diversa. Tuttavia, secondo me ci sono delle cose basilari che accomunano tutti gli esseri umani.
Eliminiamo subito quelle frasi fatte tipo “per essere felici bisogna far felici gli altri” o “la felicità è una ricompensa che arriva quando non l’hai ricercata”, etc. Io penso che la felicità sia innanzi tutto una cosa individuale e non vincolata al prossimo. È vero che aiutare gli altri o fare del bene può renderci felici ma, molto spesso, è una gioia fittizia che nasconde altre cose.
Secondo la mia visione, essere felici significa essere in armonia con il nostro scopo di vita. Ognuno di noi nasce con un obiettivo che, per forza di cose, non ricorda. Siamo felici nel momento in cui siamo in armonia con quell’intento.
Tutti desideriamo sentirci amati e completi, questa è una delle cose che ci accomuna nella ricerca della felicità. Ciò che le persone sbagliano, però, è ricercare questo stato come se dovesse arrivare dall’esterno. E qui ritorniamo allo “scopo di vita”. In realtà noi siamo perfettamente in grado di bastare a noi stessi, il resto è in più. Il mondo, il sistema, le aziende ci fanno credere che per essere felici abbiamo bisogno di mille cose superflue. La religione ci ha detto che per essere felici dobbiamo amare Dio e stare lontani dal diavolo; che le famiglie devono essere fatte di uomo, donna e figli; che bisogna lavorare sei giorni la settimana e riposare la domenica. Altri ci hanno detto che non possiamo essere felici se non stiamo al passo con i tempi, con il ritmo del progresso, di internet e dell’era moderna. Ci hanno convinti che se non rientriamo in determinati parametri, non valiamo niente.
Noi siamo un agglomerato di regole imposte o autoimposte e, per quanto ci riteniamo anarchici, molti dettami sono impressi nel nostro DNA.
Con tutto questo peso sulle spalle, non dovrebbe meravigliare che la maggior parte di noi non sia felice. Da quando nasciamo, tutti ci obbligano a diventare qualcos’altro, ci incanalano in una via che, forse, non è la nostra. Iniziano i genitori, spesso inconsapevolmente. Ad esempio, immaginate un bimbo di cinque anni che cade e si graffia un ginocchio. Scoppia a piangere e la mamma, curandolo, gli dice: “Avanti, gli ometti non piangono.” Sembra una scena normalissima, ma quanto c’è dietro a quella frase leggera? L’uomo vero non piange. Se sei un uomo è giusto nascondere i sentimenti. Non provare, non essere. Anche se stai male, provi rabbia e dolore, tu devi far finta di nulla. Dietro a una banale frase che tutte le mamme dicono c’è un universo sepolto.
Essere felici in questo mondo non è facile, ma nemmeno impossibile. La prima cosa da fare è capire chi siamo e qual è il nostro scopo nella vita. No, non si tratta di quello imposto dalla società, non è la famigliola perfetta o il lavoro ben pagato. È una cosa più profonda e intima. Possiamo avere la famiglia e il lavoro, ma riusciremo a goderne veramente solo se prima saremo in equilibrio con noi stessi.
Io non sono felice. Sto vivendo una serie di situazioni problematiche che mi portano a distaccarmi dal mio vero io. Non mi permetto di scendere in profondità e capire. Sono stata molto felice qualche anno fa, nonostante mille cose negative; ora no. Però sento qualcosa di caldo e nuovo che sale dalla pancia. Se ne sta nascosto dietro a un muro che sigilla una grande sofferenza. Non penso di essere ancora pronta a far cadere il muro, ma ci sto arrivando. Allora, spero presto, tutto sarà chiaro.
E voi?