venerdì 27 febbraio 2026

La solitudine della spiritualità


Sono in osservazione. Di me, del mondo intorno, di tutto ciò che accade. Restare in osservazione a volte è necessario, anzi, indispensabile.

Nell’ultimo periodo ho riletto con piacere tredici anni di blog. Non proprio tutto, lo ammetto, diciamo le parti che riguardano il mio percorso evolutivo. Ed è stato interessantissimo notare come attraverso le righe di questo blog sia riuscita a condensare quanto mi passava per la mente.

La prima fase, in cui ero una ragazzina insicura ma da cui traspariva già una voce forte e autentica, con intuizioni e percezioni. Gli anni in cui sono caduta in forte depressione. La lobotomizzazione della new age con i gruppi di sorellanza che volevano omologarmi, e il periodo new age vero e proprio dove dalla mia stessa penna uscivano discorsi tipo “devo vibrare alto così niente mi tocca”. Ho riso rileggendomi, giuro. Infine la scoperta dell’inganno, la rabbia, l’integrazione dell’ombra.

Non nego niente. È stato necessario passare tutto questo, perché solo provando la repressione sulla propria pelle si può davvero capire dov’è la verità e, perché no, aiutare gli altri a uscirne.

Ed è stato anche necessario passare tutto quel dolore. Dolore che mi ha forgiato. Mi ha fatto scendere in profondità, oltre la mente, nelle viscere dell’inconscio a rincontrare i miei demoni. Ho abbracciato tutta la mia oscurità, l’ho integrata, trasformata e sono cresciuta.

Negli ultimi due mesi ho compreso tante cose. Ho ritrovato parti di me, come preziosi horcrux da abbracciare. Tuttavia la verità è solo una: non è mai finita. Più cresci, più evolvi più capisci che non arrivi mai. C’è ancora tanta strada da fare, una strada spesso solitaria in cui vedo tutti quelli che si sono fermati chilometri prima.

Vecchi amici o anche colleghi più o meno recenti che ora dicono “ha preso una brutta piega”, ma non si rendono conto che in me osservano solo il loro riflesso distorto.

Quando qualcuno limita la propria esistenza a lavoro-casa-figli-comfort zone non comprende più la vastità dell’universo. L’idea di essere più grande, multidimensionale, non sfiora nemmeno queste persone, e tutto ciò che esce dal loro piccolo recinto viene visto come stranezza. Altri si perdono, mentre un distorsore proietta la loro nuova verità.

Questa è la solitudine dell’essere evoluto: comprendere che hai ancora tanto da fare e al contempo continuare il percorso senza nessuno a fianco.

Io, per fortuna, qualcuno al mio fianco ce l’ho. Terrestre e non.

Così, giorno dopo giorno, sano, guarisco, recupero per diventare intera. Facile per me? Per niente. Non è mai facile, ma adesso, almeno, il processo è più rapido.

Ho compreso che il mio scopo non è mai stato quello di aiutare gli altri, bensì tornare libera. Abbracciare di nuovo il mio potere. La differenza sta nel punto di vista: non aiuto gli altri perché sono arrivata, ma li aiuto per crescere e diventare integra.

A volte il punto di vista cambia del tutto la prospettiva. È quasi divertente.

Già, divertente. Alla fine l’anima vuole questo: divertirsi, ricordare, giocare, creare. Spesso lo scordiamo.

Tutte le ansie, le paure che arrivano da mente e inconscio sono solo una barriera. Se vivessimo come l’anima desidera, tutto diventerebbe più leggero, più facile e più giocoso.

Me lo metto come obiettivo per il resto dell’anno: smettere di pensare così tanto e godermela di più, imparando da ciò che mi accade attorno. Vedremo come andrà e, magari, lo scriverò qui.

Lorena Laurenti


venerdì 26 dicembre 2025

Resoconto di fine 2025


Quest’anno per me è stato un salto. Un salto gigante attraverso il vuoto, la paura, la rabbia.
È stato lungo, difficile, complicato e, al contempo, infinitamente meraviglioso.
Questo salto non è iniziato con il 2025: in realtà è cominciato nel 2024, con la rottura di tantissimi legami. Con l’addio ad amici e amiche di breve e lunghissima data. Con la perdita di amori e l’inizio di altri.
Il 2025 è stato il proseguimento di questa rivoluzione interiore, che mi ha vista troncare altri rapporti, di amicizia e di lavoro, e dire arrivederci a qualcuno di importante.
È stato doloroso ma evolutivo. Ho scavato in me più a fondo di qualsiasi terapia. Ho sciolto blocchi, cristallizzazioni, ho compreso dinamiche interiori ed esteriori. Ho lottato, perso, pianto, riso.
Mi sono affermata come professionista nel mio settore.
Ho aiutato centinaia di persone, e loro hanno aiutato me a leggermi con chiarezza crescente.
Ho ritrovato un’anima amica… o meglio, è stata lei a trovare me.
E da questo rapporto è iniziata una crescita inarrestabile.
Ho ricordato vite, ferite, traumi. Li ho elaborati, li ho lasciati andare.
Ho abbracciato la mia ombra e la mia bimba interiore così tante volte da perdere il conto.
Ho rincontrato persone del passato e ne ho conosciute di nuove.
Stretto amicizie, rinsaldato legami, amato tantissimo.
È stato un anno pieno, difficile, eppure appagante.
Un anno che mi ha portato molto più vicino alla me autentica, a quella che avevo scordato millenni fa.
È come se, giorno dopo giorno, tanti pezzettini del puzzle andassero al loro posto.
Un posto perfetto: non troppo stretto, non troppo largo. Il mio.
E poi sono cresciuta, ho ampliato le mie percezioni, ho riscoperto la passione per la ricerca e l’esplorazione. Ho riportato a galla talenti dimenticati e abilità mai sfruttate.
Ma soprattutto, in questo 2025, posso dire di essere diventata la migliore versione di me stessa.
Non sono più disposta ad accettare compromessi, situazioni scomode per il “quieto vivere”, persone che non vibrano alla mia frequenza.
Per quanto vivere oggi, sulla Terra, sia complesso e pesante, sono grata di questa vita per le possibilità che mi sta offrendo di crescere e migliorarmi con costanza.

Progetti per il 2026?
Dal 2026 si punta in alto. Sempre di più.

Lorena Laurenti



martedì 31 dicembre 2024

Capodanno


Sono nove mesi che non scrivo su questo blog. Sono onesta: ho pensato di chiuderlo. Volevo eliminarlo perché ho iniziato a scrivere i miei pensieri nel 2012, e avevo intrapreso questo progetto solo per un supporto alla mia prima pubblicazione fantasy, TRI. Poi, però, si è trasformato in una sorta di diario o sfogo, dove parlare dei temi più disparati senza rischiare la censura dei social. Tredici anni di me, quando non avevo per niente la mentalità di oggi né le conoscenze.
Indecisa se togliere o meno il blog, ho sentito una cliente che ha avuto la malsana idea di leggersi pagine e pagine per capire chi fossi. Le è piaciuto, anzi, ha trovato ispirante vedere come, anno dopo anno, io cambiassi.
Per cui ho deciso che, dopotutto, posso dare a questo spazio ancora un’occasione e, anche se di rado ormai, posso scriverci qualche riga.
Arriviamo al punto di oggi: ultimo giorno del 2024. Di solito si fanno le considerazioni per l’anno passato e i propositi per il futuro.
Da fine 2023 a oggi per me è stato devastante e al contempo essenziale.
Considerate che a novembre 2023 non ero sicura di arrivare a Natale. La mia energia vibrazionale era cresciuta così tanto che il cuore fisico non la reggeva più. Sognavo di fare un’uscita di scena a mo’ di Cristo, volare in cielo davanti agli occhi stupefatti degli astanti, oppure per autocombustione in un centro commerciale. Invece mi hanno rattoppato. Giorno dopo giorno, cura dopo cura, hanno fortificato il mio cuore e il corpo ha iniziato a stare meglio. Poi, dai primi mesi dell’anno la vibrazione della Terra ha iniziato ad aumentare e il problema si è risolto da solo.
Questa premessa per dire: “Beh, ragazzi, sono ancora viva! Non ci credevo”.
E quando ti ritrovi viva e con una modesta aspettativa di vita dopo essere scampata alla morte, certe cose cambiano.
Quest’anno il genere umano si è salvato dall’estinzione per il cambio vibrazionale, tuttavia ha visto l’arrivo degli ibridi, la quasi totalità delle persone ha perso l’anima e, nel 2025, cominceranno pure i rapimenti fisici. Non male per un inizio col botto!
Non mi interessa scrivere di questo in realtà, ne parlo anche troppo sui miei canali. Oggi mi interessa mettere nero su bianco i miei successi.
Eh, sì. Quest’anno, in mezzo a mille disastri e un’innumerevole perdita di amicizie, alcune storiche, c'è stata la svolta.
Non solo ho iniziato a elaborare i traumi di questa esistenza, alcuni insospettabili, ma anche di vite passate. Ho riportato alla luce abusi subiti da bambina, shock vissuti, esclusioni subite. Ho compreso come né la mia famiglia terrena né quella che ritenevo la mia famiglia astrale mi abbiano mai protetto, e sto guardando in faccia tutti i muri e le corazze create per sopravvivere nonostante tutto.
Riportata ogni verità alla luce, è arrivata l’elaborazione. Ho passato l’inferno in Terra, perdonatemi la metafora. Ho sciolto blocchi, ho eliminato patti, ho fatto tanta, tanta pulizia e introspezione. Ho compreso che fuggire senza risolvere tutto ciò non ha alcun senso, e ho deciso di dedicare ciò che resta della mia vita carnale per guarire il passato.
È questo il mio proposito per il 2025: voglio diventare la miglior versione di me stessa sia per me, sia per chi amo con tutto il cuore. È facile? No. Ci sono giorni in cui non vorrei alzarmi dal letto.
L’anno in arrivo sarà ancora più duro del 2024, ma so di avere tutte le risorse per superarlo alla grande, per manifestare ogni giorno di più i miei desideri.
Finalmente mi sono staccata dal passato e dai legami logoranti, terreni e astrali. Non è finita, certo, c’è ancora molto da portare alla luce, però sono fiera dei passi fatti negli ultimi mesi.
Della Terra sarà quel che sarà, non prevedo alcun cambio positivo, anzi, da oggi al 2030 cadremo in un abisso, però io resterò salda e sfrutterò questo “campo di concentramento livello difficile” per migliorarmi ogni giorno di più. È quello che dovremmo fare tutti.
Beh, mi sembra un fantastico proposito!

Buon anno!

mercoledì 13 marzo 2024

Sono stanca


Sono stanca.

Davvero tanto. Sono stanca di vedere persone che reputano “normale” ciò che stiamo vivendo. Sono stanca di vedere individui che pensano solo a sé stessi, al fantomatico qui e ora. Ma non un qui e ora consapevole, no, un qui e ora fatto di lavoro, cibo, vacanze, della foto migliore per i social network, punto. Gente lobotomizzata da una società che vuole tutti uguali: gusci vuoti facili da comandare e depredare.

Anima, senza anima, siamo comunque bestiame in un allevamento intensivo e il momento per combattere non è “tra un poco”, non è “quando avrò tempo”, non è “quando starò meglio”. È ora.

Questa è la nostra ultima possibilità. E io sono davvero stanca di vedere attorno a me solo egoisti che si riempiono la bocca di “vivo bene la mia materialità”. Persone perse. Arrese.

Sperano nell’aiuto esterno, sperano dell’aiuto divino. Beh, vi do una dritta: nessuno vi aiuterà se non inizierete a muovere il culo. Ora.

E le entità che davvero ci stanno aiutando iniziano a chiedersi: “Per cosa dovremmo continuare a farlo? Per un’umanità a cui basta il nuovo contentino tecnologico e il bonus vacanza? Un’umanità disposta a vendere l’anima per la prima sciocchezza senza spessore?”

Per cosa?

Se l’umanità per prima non combatte, nulla ha più senso. Se l’umanità per prima non inizia a difendere la propria Terra, allora è finita.

Adesso. Non tra un anno, non tra un mese: ora.