giovedì 31 maggio 2012

In partenza

Buongiorno mondo!
un breve post per avvisarvi che nei prossimi giorni sarò a Budapest (finalmente una vacanza dopo 2 anni!!! XD) e sarà molto difficile che io scriva sul blog... almeno fino al 5 giugno... ma non si può mai sapere (nei pochi sprazzi in cui resterò sobria)!
Nel mio abituale pessimismo spero, nel caso l'aereo dovesse cadere, che qualcuno si prenda la briga di concludere il terzo libro di TRI che è fermo a metà! ^^; Magari lascio un riassuntino del seguito sul pc... che non si sa mai!
ciaooooooo

ps. continua la campagna Free Lori!

martedì 29 maggio 2012

Nuovo episodio online

Pronti per un episodio molto "romance"? Nuova puntata su The incipit! Correte a leggere e votare il seguito! [Ep. 12] Sentimenti

domenica 27 maggio 2012

Free Lori

Sì Sì, avete letto bene. Questo è un annuncio formale. Uno di quei messaggi tipo “chi l’ha visto”, ma dedicato a me stessa. Free Lori! (che sarei io).
Mi rivolgo a te, ricco imprenditore del nord est… e anche a te, ricco possidente immobiliare del nord est. In provincia di Gorizia c’è una povera e triste (bisogna pure gonfiare un po’ la storia vero?) ragazza che vive nell'oppressione della sua famiglia. In un luogo malinconico e desolato dove stormi di “farfalle assassine” uccidono flora e fauna (controllate le specie del Carso) e dove l’aria stessa è troppo pesante per vivere. 
Alla fine di una strada chiusa, lunga 4 km, è costretta a passare la sua esistenza con un padre degenere e dei vicini che nemmeno la guardano in faccia (troppo occupati con i loro cavalli detenuti illegalmente, forse). Non permettere che accada una cosa simile! Questa giovane donna ha bisogno di un appartamento a Treviso, città che adora, il prima possibile! E di un lavoro part-time come grafica in modo da poter continuare a scrivere nel resto della giornata. 

Salvatela! Partecipate al programma: Free Lori!

Ps. Garantisco citazione nel prossimo libro a chi mi assume.

mercoledì 23 maggio 2012

La mia mattina

Se ne stava seduta alla scrivania fissando lo spiraglio di luce alla sua sinistra. La vita filtrava da quei pochi centimetri e prorompeva nella sua grigia esistenza. Una siepe, il filo dell’alta tensione e poi, più in là, gli alberi che confinavano con la ferrovia. Il cielo era plumbeo quel mattino, minacciava pioggia e l’aria era afosa. Pensò che anche il meteo volesse prendersi gioco di lei. Segregata in casa, invisibile. I suoni, però, cambiavano tutto. Gli uccellini cinguettavano nonostante le avversità. Rumori che pulsavano di vita, in ogni pianta, in ogni ramo. 
La sua concentrazione passò dall’esterno all’interno. Gli infissi di plastica bianca, usurati dal tempo, la sottile guarnizione nera scavata in alcuni punti. Ricordava ancora quand’era successo, da bambina si era divertita a incidere quei segni con il tagliaunghie di metallo, stupidamente, senza pensare alle conseguenze. Un sorriso si stampò sulla faccia tirata segnando decine di piccole rughe d’espressione. Una pelle vecchia trentatré anni. L’età di Cristo alla sua morte. Le tende vibrarono appena, una folata di vento bloccata dalle zanzariere. Le righe verdi e oro le riempirono la visuale per un istante soltanto, interrotte da un corvo che volava in lontananza. 
Quel mattino era fatto di vuoto e dolore, di ricordi pulsanti che torturavano la sua anima. Un presente privo di futuro, senza speranze. Diede un’occhiata al letto sfatto, al piumino Ikea gettato in un angolo e alla scrivania sulla quale era seduta. Riconobbe il disordine che la contraddistingueva. La pila di vestiti sopra la tavoletta grafica, i libri ancora da leggere in un angolo, lettere, post-it, mollette per capelli. Ogni cosa gettata alla rinfusa, compreso un vecchio cellulare spento e il temperamatite rosa, con una bolla d’acqua e i brillantini che galleggiavano dentro, ricordo di un’infanzia perduta. 
Prese la gomma pane tra le dita e ne odorò la fragranza, un profumo che sapeva di carta e passato, di adolescenza e amore. Respirò piano trattenendo quel momento ancora un poco, poi, guardò il monitor, il foglio bianco che man mano si riempiva di lettere nere. 

Era ora di iniziare quella giornata.

lunedì 21 maggio 2012

Nuovo episodio online

Correte subito a leggere e votare il nuovo episodio di "Regno del Nord" su Theincipit! [Ep. 11] Fuoco

La donna invisibile...

La tragedia a Brindisi, il terremoto in Emilia, i miei drammi famigliari e il tempo, già in queste situazioni la pioggia non manca mai. Direi che è stato un week end ricco di catastrofi. Quelle giornate che sarebbe meglio dimenticare. Ieri mattina mi sono svegliata alle 4 con il letto che vibrava, collegata a Twitter ho subito capito cos’era successo. Dalle mie parti non ha fatto danni, anzi, la maggior parte della gente dormiva e non l’ha sentito. Giornata iniziata male e proseguita peggio… nulla a confronto con le disgrazie di molti italiani in questi giorni, ma piccoli, grandi, problemi che non si possono ignorare. Non è mai bello sentirsi dire dal proprio padre che siamo noi la causa di tutti i problemi in famiglia, che la nostra semplice presenza non ha portato altro che danni e che sarebbe meglio che sparissimo. 
… e poi gli amici mi chiedono perché i miei personaggi hanno tutti problemi con i genitori. Mah! 
Oggi è lunedì, la settimana ricomincia e io mi concentrerò soprattutto su lettura, scrittura e l'applicazione di un superpotere: l’invisibilità casalinga. Forse, se m’impegno, riesco a sparire! 

Ps. Se ci riesco mi danno Ioan Gruffudd?

venerdì 18 maggio 2012

Tassa sugli animali?

Io amo gli animali. Frase fatta lo so. Lo dicono quasi tutti anche se poi hanno delle simpatie, delle preferenze. Ad esempio io amo i gatti più dei cani. Li adoro. Anche quelli rognosi. Non m’interessa che siano di razza o meno, anzi, se devo essere sincera i gatti bastardini spesso sono più belli di quelli di razza. Inutile dire che ho una gatta. Si chiama Nega, nome preso dal cartone L’incantevole Creamy. Erano in due le mie gatte, Posi e Nega… purtroppo Posi ha avuto un brutto incidente anni fa. Non è di questo che voglio parlare in ogni caso. La news del giorno parla di una tassa sugli animali che i comuni potranno gestire autonomamente. I proventi dovrebbero andare a rimpolpare i fondi destinati a rifugi e animali abbandonati. Da quel poco che si capisce pagano tutti, escluso chi ha adottato l’animale direttamente in canile, che invece, avrà delle agevolazioni. Tante le domande su questo provvedimento e tanto lo scandalo e le urla indignate sul web. 
Ora… ragioniamoci su. Innanzi tutto la mia domanda è: ma se la mia gatta l’ho presa da un vicino di casa che aveva i cuccioli? Cuccioli che probabilmente sarebbero finiti in rifugio se non trovavano padrone? E se il mio cane l’ho trovato per strada? Devo pagare? Se è effettivamente così, anziché contrastare il randagismo mi sembra che lo favoriamo. Persone di pochi scrupoli pur di non pagare 50 euro in più l’anno faranno fuori il loro “amico” a 4 zampe o, crudelmente, lo abbandoneranno. Se invece non fosse così? Se la tassa fosse applicata esclusivamente su chi acquista un animale con pedigree? 
Personalmente credo che il commercio e il lucro sugli animali siano riprovevoli. Oggi ho discusso a lungo di quest’argomento su Twitter e mi hanno fatto notare che se non esistessero gli allevamenti molte specie sarebbero estinte. Giustissimo, le specie vanno preservate. Allora perché lucrarci su? 
Perché un pastore tedesco costa dagli 800 ai 1500 euro? Per non parlare di razze ancora più care. Sempre di oggi la notizia di un camion fermato in Veneto, trasportava 72 cuccioli di razza provenienti dall’Ungheria. Cuccioli disidratati e denutriti, costretti per giorni in piccole casse senza ricambio d’aria. Cagnolini che sarebbero stati messi in commercio in Italia se le forze dell’ordine non li avessero dati in consegna alla LAC. La vendita degli animali ha creato questo. L’uomo, per l’ennesima volta, si comporta da mostro. La sola parola “vendere” o “comprare” animali è offensiva. 
Si può comprare la vita? Vendereste vostro figlio? Comprereste un bambino? Vale di più uno bianco o uno nero? Perché è di questo che stiamo parlando. Se ami gli animali li consideri parte della famiglia, alla stregua dei figli. Certo, non possiamo paragonare un bambino a un cane, ma la differenza, a parer mio, non è così abissale. 
Dunque che fare? Mi hanno accusato di essere “razzista alla rovescia”, ovvero di amare i bastardini e odiare gli animali di razza. All’inizio ho riso, poi ci ho riflettuto su. Io non odio affatto gli animali con pedigree, loro non hanno nessuna colpa, mica hanno scelto di nascere così! Così come noi non scegliamo di nascere bianchi o neri! Eppure, come per le razze umane continua a esserci discriminazione, anche per gli animali le cose non cambiano. 
Se compri un cane da 1000 euro è molto difficile che tu decida di abbandonarlo. L’essere umano ragiona in questo modo, più una cosa costa, più sembra allettante. No, non scuotete la testa, fatevi un esame di coscienza. È così nella maggior parte dei casi, non per tutti, ovvio, ma per una buona fetta di persone. La borsa Prada sembra fatta meglio della marca ignota, eppure le hanno fatte nella stessa fabbrica in Cina.
Mi hanno anche detto che gli allevatori fanno quel lavoro unicamente per amore e passione. Sono certa che chi decide di fare l’allevatore piuttosto che il falegname, lo faccia per vocazione. Poco da dire, se allevi i cani, i cani devono piacerti. Se lo fai per “lavoro” significa che oltre a piacerti ci guadagni… altrimenti faresti il falegname. Le persone che lavorano nei rifugi non hanno stipendio, sono volontari che nel tempo libero si dedicano ad animali con problemi. Secondo voi chi ama di più gli animali? Ok, diamo il beneficio del dubbio agli allevatori. Stipendio sindacale, 800-1200 euro al mese di sovvenzione (più spese per gli animali, cibo/vaccini etc) per allevare cani di razza che, alla fine, verranno ceduti gratuitamente. Sarei curiosa di vedere quanti allevatori continuerebbero a fare quel mestiere. La piccola parte che lo fa veramente per amore continuerebbe, una grossa fetta inizierebbe a scolpire il legno. Perché? Perché gli animali sono un business e chi si compra il barboncino per poi mettergli il collarino diamantato e portarlo in giro in borsa tracolla, non lo fa perché ama gli animali, lo fa perché gli piace, perché il cane è bello, perché fa glamour! 

Se dobbiamo proprio mettere una tassa, allora tassiamo chi ha il “cane di moda”, chi lucra sulla vendita della vita, e diamo quei proventi agli animali che ogni giorno muoiono di fame sulle strade e a chi li aiuta volontariamente.

mercoledì 16 maggio 2012

Cinema

Il mondo è bello perché è vario, dicono. Se poi si entra in un cinema ci si ritrova a stretto contatto con le più stravaganti creature umane (e non). Grosso modo le personalità che si apprestano a vedere un film sul grande schermo si possono suddividere in 5 categorie. 

1. Il Crunciatore. Il Crunciatore, sia esso uomo o donna ha poca importanza, è colui/colei che entra in sala con il bidoni maxy di pop-corn, quello che mediamente costa dai 6 ai 10 euro e potrebbe sfamare un intero villaggio africano per una settimana. Il Crunciatore spesso si muove in branco e divide il cibo con il resto del suo gruppo. Definito Crunciatore perché, quando mangia, emette l’omonimo suono “crunch – crunch” per l’intera durata del film, o fino a quando non smette per bere. A quel punto viene definito Splurpatore a causa dei grotteschi suoni provocati dallo strumento che usa indebitamente: la cannuccia. 
Inutile dire che sedere di fianco a un Crunciatore porta a una serie di effetti negativi e, a un certo punto, il malcapitato, invece di gustarsi la trama del film si ritrova a pensare: “sai dove te li metterei io quei pop-corn?” 

2. Il Narratore. Il Narratore e colui o colei che per tutta la durata del film scambia commenti con il proprio compagno/a o branco. Il Narratore “tipo” cambia in base al sesso. Solitamente il Narratore maschio si muove in coppia e, una volta che le luci sono spente, assume il ruolo predominante. Spiega alla compagna cosa sta succedendo, anche se è evidente, per questo motivo ci troviamo di fronte a scene simile a questa: 

Scena: Lui prende il blocco degli schizzi e inizia a ritrarre lei, nuda. 
Narratore uomo: “Ecco, adesso la ritrae. Vedi? C’è pure il diamante che le ha regalato il fidanzato 3 scene prima, ti ricordi? Vedi che lui è imbarazzato? È Sempre di Caprio, l’hai riconosciuto vero? Aspetta, aspetta… ok tra poco succederà un casino e cioè… 

Il Narratore femmina, invece, si muove sia in coppia che in gruppo. Nella peggiori delle situazioni il Narratore femmina incontra un altro Narratore femmina nello stesso gruppo. 
Narratore femmina 1: “Oh. Garda la pettinatura di Rose, voglio dire… ma guardala! 
Narratore femmina 2: “E lui? Hai visto? Hai visto… oh che espressione… e vedrai ora.” 

Di fianco a un Narratore i “sssshhhhh” non servono a nulla. Dopo qualche secondo la narrazione riprenderà come se niente fosse. L’unico modo per liberarsene è passare alle minacce corporali con le quali, nei migliori di casi, il Narratore si sentirà offeso e smetterà la narrazione per mettere il broncio. 

3. L’impegnato. L’impegnato/a è colui o colei che viene al cinema, ma non può scollegarsi dal mondo. Lascia il cellulare acceso e più volte, durante il film, controlla e messaggia ai suoi simili. L’impegnato tuttavia non riceve telefonate in sala se non nei casi di Impegnato idiotus, molto rari. L’impegnato ama abbagliare i propri vicini con la luce del cellulare, soprattutto quando nella sala c’è buio completo. Di fianco a un Impegnato l’istinto omicida prevale immediatamente. Nel migliore dei casi si fa notare il fastidio in maniera civile: “può spegnere il cellulare?” A tale richiesta l’Impegnato non spegnerà il cellulare, ma metterà la mano davanti alla prossima digitazione. 
Spesso è utile, in questi casi, minacciare di fargli ingoiare l’oggetto dell’impegno. 

4. I Saltatori. I Saltatori si muovono in branco, mai meno di 5. I Saltatori hanno l’innata abilità di seguire il percorso più tortuoso per raggiungere i proprio posti. È così che se una fila di posti a sedere è piena fino a metà e vuota dall’altro lato, i Saltatori disturberanno ogni singola persona seduta anziché fare il giro all’esterno. 
Unico rimedio contro i Saltatori è: sgambetto. Funziona. Sempre. 

5. Il Genitore Dissennato. Tra la categoria più tediosa in cui potete imbattervi è il Genitore Dissennato. Il Genitore Dissennato fa parte di un gruppo famigliare, solitamente 3 o 4 persone. Il Genitore Dissennato porta i propri pargoli a vedere film non adatti ai bambini lasciandoli in balìa di scene cruente o a sfondo sessuale senza curarsene. Il figlio/a del Genitore Dissennato non comprende tali scene e, per tutta la durata del film chiede costantemente: “Perché fa così?”, “Che cosa vuol dire pom**no?”, “Quando arriva Thor?”. Il Genitore Dissennato risponde sempre con frasi dissennate. 
Alla richiesta di silenzio da parte vostra il Genitore Dissennato dirà al pargolo: “Bisogna fare silenzio altrimenti il signore si arrabbia.” In caso di discussione o minaccia fisica con il Genitore Dissennato voi perderete sempre. 

Stasera sono andata al cinema a vedere Dark Shadow. Di fianco a me c’era un gruppo che apparteneva alla categoria Narratore femmina + Narratore femmina, Crunciatore e Saltatori. In più, dall’altro lato è arrivata una sotto categoria non appartenente a quelle elencate: il Puzzatore. Lascio a voi immaginare la mia gioia. 

Il film, però, era molto bello.

lunedì 14 maggio 2012

Nuovo episodio

Finalmente è uscito il nuovo episodio su Theincipit! Correte a leggere e a votare il seguito :)
Clicca qui!

domenica 13 maggio 2012

Games of Thrones

Il fantasy sbarca in Italia. Dall'11 maggio in onda la seconda stagione del Trono di Spade, su Sky Cinema ogni venerdì in prima serata. Fin dal primo episodio c’è stato un pubblico di oltre 370 mila spettatori. 
Ho scoperto questa serie lo scorso Capodanno quando, in un attimo di follia, ho deciso di finire e iniziare l’anno guardando consecutivamente i 10 episodi in lingua originale (ovviamente con sottotitoli in italiano… ricordate la mia avversione per l’inglese?). Mi avevano convinto che fosse una serie autoconclusiva… certo… come no! Ho dovuto aspettare mesi per il seguito, ma n’è valsa la pena. 
Per chi non conoscesse questa serie, non farò un riassunto :P ma potete leggere tutti i dati relativi sulla pagina dedicata di Wikipedia
Perché piace così tanto? Voglio dire è un fantasy per il piccolo schermo… non stiamo parlando del Signore degli anelli. Eppure Il trono di spade sta conquistando il pubblico. Sicuramente un merito va alla bravura degli attori, in particolare Peter Dinklage che interpreta Tyrion Lannister detto il “Folletto”, in quanto affetto da nanismo. Nonostante il suo handicap il personaggio non viene ridicolizzato, anzi, risulta una delle presenze più importanti della serie. Furbo, generoso ed estremamente pungente, un personaggio “umano” che conquista immediatamente. 
Altro merito va alle ambientazioni spettacolari, dall’Irlanda del Nord alla Scozia, dal Marocco a Malta. Il “grande freddo” non è simulato, gli attori hanno veramente recitato con temperature ben sotto gli 0°! Forse questo il merito di una recitazione tanto credibile! 
Poi c’è la storia. Intricata, difficile. Ogni personaggio ha il suo passato, ragioni plausibili per comportarsi in quella data maniera. Lo scrittore George R. R. Martin, da cui è tratta l’opera, ha creato un mondo convincente e ricco di dettagli. Un mondo in cui anche le donne trovano il loro spazio, ed è qui che vediamo personaggi femminili estremamente forti e pronti a combattere contro il dominio incontrastato degli uomini. Guardando la serie non si riesce a schierarsi in una determinata fazione. Ogni Re meriterebbe di vincere (tutti tranne Joffrey Baratheon che meriterebbe una morte attraverso lenta e dolorosa agonia), ogni punto di vista è plausibile. L’insieme di tutte queste caratteristiche rende Il trono di spade una delle serie più apprezzabili dell’anno e, finalmente, riporta sul piccolo schermo il vero fantasy, così come non si vedeva da tempo. 
Da amante del genere mi auguro che sia solo l’inizio, che il pubblico italiano si renda finalmente conto che non esistono solo i gialli, i thriller e i romanzetti d’amore contemporanei. Che la "febbre" che segue la serie non si limiti unicamente ai social network, ma invada anche chi vive "offline".
Il fantasy merita rispetto tanto quanto le altre categorie e, forse, ha da offrire molto di più!

sabato 12 maggio 2012

Siamo vecchi in un paese vecchio


In questi giorni a Torino c'è il Salone del Libro. Fitto programma ricco di appuntamenti, conferenze e autori famosi. Ovviamente è immancabile la presenza di tutte le più note case editrici italiane. Grandi iniziative, ebook omaggio ogni ora per tutti, concorsi e molto altro. Ogni genere di trovata per accaparrarsi i lettori… il tutto in “diretta” Twitter.
Mi sarebbe piaciuto partecipare, ma a quanto sembra Gorizia-Torino è una distanza infernale da coprire. Le possibili scelte erano 2, treno: partenza alle 8 del mattino da Trieste con 2 cambi e arrivo dopo 6 ore, al modico prezzo di 71 euro sola andata, oppure autobus: partenza ore 6 del mattino sempre da Trieste, un cambio e 8 (8!!!) ore di simpatia su strada, se non altro costava meno, 41 euro. Alla fine ho optato per seguire il tutto via web.
Dico la verità, mi piacerebbe che questo Salone dia il via a un cambiamento epocale nell’editoria italiana, ma nutro seri dubbi. La maggior parte delle case editrici sono ancora “vecchie”, già, un vecchiume radicato che non accenna a smuoversi. Non fraintendiamo, quasi tutte hanno siti web all’avanguardia, sono quotidianamente presenti su Twitter e hanno punti di dialogo con il pubblico, eppure sono “vecchie dentro”. Forse non è del tutto colpa loro, c’è molta paura in giro, non soltanto paura per la crisi economica, ma paura del cambiamento. Nel giro di pochissimo il mercato dei libri è stato stravolto, l’avvento degli ebook, il cambiamento del pubblico, le richieste incalzanti e un modo di leggere diverso rispetto il passato. Stare al passo non è facile e in Italia urge cambiare radicalmente il modo di pensare.
Siamo in un paese vecchio, non c’è da stupirci se le case editrici fanno fatica ad adeguarsi al resto del mondo. La maggior parte delle persone non compra su internet perché ha paura di fantasmi inesistenti. Mi capita spesso di sentire conoscenti e amici dire: “Io no che non compro su internet! E se poi mi clonano la carta?” Per quanto mi riguarda compro su internet dal 1998, ho acquistato ogni genere di prodotto e MAI avuto un problema. La seconda categorie di persone non compra su internet perché è assurdamente ignorante: “Io comprare su internet??? Ma scherzi? Non sono capace!”
NON SEI CAPACE? Hai 40 anni per gamba, usi il pc 10 ore al giorno e non sai leggere le istruzioni su un sito pensato per cretini come te? Non ho parole.
In questo ambiente di timorosi cerebralmente poco dotati, in questa Italia VECCHIA, nasce l’ebook reader, nasce Amazon e con lui decine di altri siti che lo vogliono copiare. Strano a dirsi, le cose funzionano. Amazon vende, e vende bene! Talmente bene che le case editrici sono costrette ad adeguarsi, a creare i loro libri di punta in versione ebook e a lanciarli in commercio. 
Lanciarli??? Mi dite che senso ha vendere un ebook a 13 euro quando posso comprare il cartaceo a 15 in libreria? Perché dovrei spendere 99 euro per un ebook reader se poi il risparmio effettivo è di 2 euro a libro? È scandaloso.
L'editoria italiana comincia a cambiare, faticosamente e lentamente. Mi auguro che le conferenze del Salone del Libro non siano parole a vuoto. Mi auguro che questo paese vecchio cominci a svegliarsi un po’… nel frattempo compro libri auto-pubblicati, quelli che le famose case editrici non si degnano di prendere in considerazione (troppo poco commerciali)… e ringrazio realtà come Amazon (anche in Italia)!

martedì 8 maggio 2012

Comunicazione di servizio...

Per chi avesse intenzione di acquistare il libro cartaceo TRI - La Profezia... in occasione del Salone del Libro youcanprint.it farà una promozione speciale fino al 19 Maggio. Potete acquistare comodamente il libro online, utilizzando il codice: K149 al momento dell'ordine riceverete uno sconto immediato del 30%
Approfittatene! :) Clicca qui.

Amicizia?

Sto riconsiderando per l’ennesima volta il concetto di amicizia. Ho una storia strana io… a 19 anni ho lasciato il mio paese natale e i pochi amici che avevo per inseguire un ragazzo… eh sì, avete letto bene. Ho finito la scuola e mollato tutto, compresi i miei sogni (che forse in quel periodo si sarebbero potuti anche realizzare). Ho arrancato per sei mesi in una città sconosciuta cercando lavoro e occupando il tempo con impieghi precari. Alla fine quell'amore idilliaco si è rivelato una gran fregatura e sono tornata a casa mia con la coda tra le gambe. Le vecchie amicizie erano andate, nuove non ne avevo fatte e l’amore ovviamente non esisteva più… per non parlare dell’atteggiamento ipocrita e falso della mia famiglia. In preda a una depressione nera mi hanno letteralmente tenuto in vita pochi contatti “virtuali”… era l’epoca di internet e delle chat. Poi, come sempre, la vita è andata avanti. Nuovo lavoro, nuovo amore e nuovo trasferimento. Ancora una volta mi sono ritrovata in una città sconosciuta, senza patente, in una casa isolata in mezzo alla campagna. Amici vecchi non ne avevo, nuovi facevo fatica a trovarli, avevo appena 21 anni. Con il lavoro fisso le cose sono cambiate, lentamente ho iniziato ad avere la mia indipendenza, ho iniziato a conoscere colleghi sia della mia età che più vecchi, ho iniziato a uscire e stringere amicizie… alcune ancora presenti nella mia vita. Dopo sei lunghissimi anni mi sono licenziata per un nuovo impiego, sembrava la cosa migliore che mi fosse capitata. A un passo da casa, buon stipendio, lavoro in piena autonomia nel quale dare sfogo alla mia creatività… ovviamente le cose che luccicano non sono sempre buone. La cosa positiva del dover affrontare tutti i giorni una titolare psicotica erano i colleghi. Spiritosi, simpatici, uniti (tutti tranne una a cui vorrei tutt'ora dare fuoco). Ma anche questa esperienza doveva finire. Finito l’amore, finito il lavoro, finiti i colleghi. Da due anni sono tornata, ancora una volta, nel mio paese natale, una piccola provincia ai confini dell’Italia con la Slovenia. Dopo più di dieci anni lontana da casa non è semplice. Ho lasciato tutte le amicizie, o presunte tali, a due ore di auto. Le vecchie conoscenze si sono ormai fatte una vita… anche se fortunatamente qualcuno c’è ancora, ma lo conto su una mano. Gli ex colleghi? Hanno resistito per qualche mese, spesso tornavo per un weekend, per una pizza, per un aperitivo… poi le cose sono sfuggite di mano. L’interesse nei miei confronti è diminuito lentamente scivolando nel nulla. Al mio ultimo compleanno, pochi giorni fa, ben pochi si sono fatti sentire… se vogliamo togliere gli auguri “preconfezionati” tramite Facebook. Una parte di me capisce, nemmeno io sono stata una presenza costante, eppure un senso di fastidio mi tormenta. 
Non hai voglia di vedermi, ti secca persino fare il minimo sforzo per venirmi a trovare nell'unica fiera che organizzo due volte l’anno? Non ti sprechi nemmeno di rispondere a una mail o di leggere quello che scrivo (dopo che hai rotto per mesi fingendo interesse)? Allora vai pure, posso fare a meno di te.
E come concludeva sempre una vecchia conoscenza: buona vita.

lunedì 7 maggio 2012

Rivelazioni...

Il nuovo episodio della serie "Regno del Nord" finalmente online! [Ep. 9] Rivelazioni In questa puntata si svela un personaggio importante, se avete letto La Profezia (TRI) sicuramente lo riconoscerete! ;) Buona lettura!

Ruggine

Da quanto non disegno? Troppo... mi sto arrugginendo... per fare questo disegno ci avrò messo almeno 6 ore... troooppo! Però è carino vero? :) Nei prossimi giorni aggiungerò altri personaggi! ;)


sabato 5 maggio 2012

Cara vecchia carta...

Dal 4 maggio potrete trovare il libro TRI - Capitolo primo: La Profezia revisionato in versione cartacea qui. A breve sarà possibile prenotarlo direttamente nella vostra libreria di fiducia e su tutti i principali siti che vendono libri online (Amazon, Ibs etc.)

I miei sogni tra le pagine: Pensieri e riflessioni in anteprima su "TRI - Capi...

I miei sogni tra le pagine: Pensieri e riflessioni in anteprima su "TRI - Capi...: Continua il viaggio di Saira sul mondo di Ebdor. Magia, combattimenti, mistero e amore si fondono per dare vita al nuovo attesissimo episod...

venerdì 4 maggio 2012

33 e non sentirli?

Col cavolo! Li sento eccome! Le giunture che scricchiolano, il fritto che non digerisco più, la pelle che diventa rugosa… beh dai non esageriamo… mi dicono ancora che sembro una 25enne! Pure cortesia? Forse. Una cosa è sicura, non potrò più dire alle mie amiche 40enni che… ormai… ahimè… hanno un piede nella fossa… mmmh non è carino vero? Ma restiamo sui miei 33 che già son tanti. 
Parliamo di regali. Quest’ anno i miei mi hanno regalato i classici “vestiti” e dal mio ex fidanzato è arrivato Hunger Games, il libro. Peccato che Mondadori l’abbia stampato errato… e poi si parla di refusi di stampa, ok che può restare un errore, un apostrofo, una svista… ma stampare 2 volte un capitolo e saltarne un altro meriterebbe un Oscar! L’ho letto comunque e mi ha lasciato in bocca un sapore strano, una sorta di rabbia latente che non riesco ancora a spiegarmi… ovviamente tutto eccetto una scena di vitale importanza che era tagliata! 
Ritornando al discorso regali posso certamente affermare che nei miei 3 decenni ne ho viste di ogni sorta… c’è chi, in uno sprizzo di gentilezza, tanto per riconfermarti che stai invecchiando, ti regala la crema antirughe o la crema anticellulite. Tu stai lì, scarti il pacchetto ansioso e compare questo flacone mistico (oltretutto di marca scadente) di crema antirughe. “Grazieeee, no dico davvero!!! Se non ci pensavi tu avrei dovuto comprarmela io!!!” E già mediti come ricambiare il regalo nefasto, magari con una caparra per un loculo. 
Poi c’è la categoria bijoux. Persone che anno dopo anno ti propongono collanina o orecchini… pur sapendo che tu crei e vendi bigiotteria fatta in casa. A essere sincera le ultime collane ricevute erano veramente splendide. Ho un’amica specialista in questo “settore”, mi regala pendenti insoliti e affascinanti ma tutti presentano un paio di enormi difetti: o si rompono cadendo, o fanno male portandoli. Sì Sì, intendo proprio dolore fisico. Sul rompersi cadendo può starci… certo gli amici dovrebbero conoscere la mia imbranataggine, rimpiango ancora un paio di orecchini azzurri spezzati sul colpo… ma passiamo oltre: gioielli che ti flagellano. Vi è mai capitato? Lo ammetto io ho pochissima sopportazione, o le cose mi calzano a pennello o non le metto. Collane di vetro con punte acuminate, pendenti di cristallo con spuntoni ovunque, collarini che prudono solo a guardarli. Splendidi oggetti splendidamente disposti in un cassetto. 
Mi sorge spontaneo chiedermi: perché???
Mi conosci, non è che ho pochi interessi. Mi piace dal cinema al teatro, dai massaggi ai parchi divertimento. Amo attività di ogni genere, adoro i lavoretti creativi, mi piace leggere, mi va bene pure l’informatica, i fumetti, il disegno, il vino… tutto!!! Sono una persona a cui è facile trovare un regalo. Non una di quelle che ti costringono a stare ore pensando: mmmh cosa le piace fare? 
E allora perché tanto male??? 
Quest’anno lancio un appello: Vi prego… niente collane dolorose… libri, mi piacciono i libri e sono pure utili e belli come soprammobili. Cito due titoli in particolare che vorrei leggere, sia mai un suggerimento: La meccanica del cuore di Feltrinelli e Blood magic di Piemme… e mi piacerebbe pure un mouse Logitech con la rotellina che va sia a dx che sx, sia in alto che in basso… tanto per dare un suggerimento! Ma non preoccupatevi, un buono regalo all’Ikea o su Amazon è graditissimo comunque!!! :D

martedì 1 maggio 2012

Qual è il succo?

Più il tempo passa più mi rendo conto che le persone non sanno cosa vogliono, né cosa gli piace. Di cosa si parla con gli altri? Al 90% di niente. Di cosa si scrive su Facebook, su Twitter, via mail, via sms? Di niente. Come stai? Come va il lavoro? Leggi l’ultima battuta stupida. Che carina questa foto. Che figo/a questo tipo/a… e via tutti a condividere. Non mi tolgo dal sistema, lo faccio anch'io, ma per alcuni la vita è soltanto questo. Mettendo da parte le nuove tecnologie e scendendo sul “piano reale” le cose non cambiano. Si esce con gli amici, si cena, si beve, si parla di stupidaggini. Non sto dicendo che è sbagliato, divertirsi va benissimo… se c’è qualcosa di più oltre a questo. È triste constatare che per molta, molta gente c’è solo questo. Io amo le tecniche olistiche (meditazione, reiki etc…) e spesso e volentieri ne parlo, condivido con amici e conoscenti un modo diverso di percepire le cose, le situazioni, i problemi, le malattie. E il più delle volte la gente mi guarda come se fossi scesa da Marte. Forse è proprio questo il motivo che mi fa sentire così tanto il “vuoto”, il male del nuovo secolo: le persone hanno smesso di sentirsi. Sono tutti indaffarati, stressati, presi da mille problemi, tanto da dimenticare l’essenziale: se non ci ascoltiamo come possiamo vivere? Qual è lo scopo? Crescere, andare a scuola, sposarsi, accumulare soldi e sfornare figli? È questo lo scopo della vita? 
Nulla di sbagliato in questo se nel farlo ci permettiamo di dare spazio a NOI. Chi siamo davvero, cosa proviamo davvero, qual è l’obiettivo della nostra esistenza. Purtroppo non è così. La gente non si ascolta, non sente, è sorda e muta. Si lascia imbambolare dalla TV, dai mass-media, dai giornali… tutto pur di non usare la propria testa. Si imbottisce di alcol per divertirsi, visita posti senza vedere realmente, mangia senza gustare. La gente vive vite di plastica. 

Se ora chiedessi a te: che cosa desideri veramente? In tutta onestà sapresti rispondere? Prima di farlo pensa, ti accorgerai che quello che hai in mente, sotto sotto, non è veramente un tuo desiderio.


Regalo

Regalino speciale per festeggiare il I maggio... il primo capitolo di: TRI - Capitolo secondo: Il legame. Potete scaricarlo cliccando qui. Buona lettura! :)